Varese

Varese, Scocca mezzanotte e il Consiglio non approva il piano “Varese & Natura”

L'assessore Cecchi interviene in Aula

L’assessore Cecchi interviene in Aula

Colpo di scena, ieri sera, in Consiglio comunale a Varese, per quanto riguarda il punto all’ordine del giorno più atteso. Dopo incontri e riunioni, esternazioni e polemiche, è approdato ieri sera in Aula il piano firmato dall’assessore Roberto Cecchi “Varese & Natura”, il documento che dovrebbe rilanciare il turismo e la cultura nella città giardino. Un piano che è arrivato in Aula ieri sera, ma che non è stato approvato dal Consiglio. Ma andiamo per gradi.

Tutto è cominciato con una lunga relazione dell’assessore fiorentino sul documento. Parole puntuali e pacate in un Consiglio che inizia a fare i conti con il caldo. Una relazione seguita con attenzione da tutto il Consiglio, da qualche presente nell’area del pubblico, da qualche giornalista. Al termine della relazione di Cecchi, inizia il dibattito, molto ampio e con molti spunti. Nove gli interventi da parte soprattutto delle opposizioni. E inevitabilmente di fronte ad un piano piuttosto astratto, sono molte le obiezioni sulle cose concrete.

A partire dal Festival di Ville e Parchi, che viene gettonato da parecchi. “Se ne è parlato, ma non siamo ancora riusciti a vedere l’evento”, dice Boldetti (Lista Orrigoni). “Insomma, tante linee guida – continua Boldetti -, ma non riusciamo a vedere interventi concreti”. Brutale il leghista Pinti: “Spostare in autunno questo festival? Un azzardo dal punto di vista meteorologico”. Ancora più esplicito, il leghista, quando dà un giudizio complessivo: “Approccio lodevole, ma molto accademico”. Interviene anche il forzista Simone Longhini: “Un piano che non prevede azioni concrete, è questo il suo problema principale”. A favore del piano, invece, gli interventi dei consiglieri di maggioranza.

Al termine del dibattito, Cecchi interviene e tra le sue rassicurazioni anche quella che nel Piano non si parla di introduzione di una tassa di soggiorno. Si affrontano così gli emendamenti, una decina in tutto. C’è anche un intervento del sindaco Galimberti che rimarca l’importanza del documento.

Votati gli emendamenti, restano sul tavolo due ordini del giorno del Carroccio: uno di Pinti sulle lingue locali, e uno di Binelli sul Risorgimento. Ma è mezzanotte, e Pinti chiede di aggiornare la discussione a giovedì 1 giugno, quando una seduta è già stata convocata.

A mezzanotte il Consiglio si ravviva: c’è chi, come i leghisti, vogliono aggiornare la seduta e chi, come i due Luca del Pd (Conte e Paris) dicono che è meglio proseguire. A questo punto, con una simile presa di posizione del partito azionista di maggioranza della maggioranza, tutti pensano che, pur sforando di qualche minuto, si possa concludere e approvare il piano. Ma il presidente del Consiglio Stefano Malerba decide diversamente: ci si ferma e ci si rivede giovedì. E questo perché la chiusura della seduta a mezzanotte è stata concordata dalla riunione dei capigruppo.

Certo, nulla di grave: il piano in discussione non è destinato a cambiare la situazione cittadina, non ce ne ricorderemo tra qualche anno, ma per la sua approvazione occorrerà attendere la seduta di giovedì, quando ai consiglieri leghisti sarà offerto un palcoscenico esclusivo.

31 maggio 2017
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