Varese

Varese, Un largo alla Brunella da oggi ricorda monsignor Tarcisio Pigionatti

 

Si inaugura Largo Monsignor Pigionatti

Si inaugura Largo Monsignor Pigionatti

Intitolato alla Brunella un largo a monsignor Tarcisio Pigionatti, più conosciuto tra amici ed ex allievi come Don Pigio, fondatore del De Filippi.

Questa mattina la targa è stata scoperta alla presenza del sindaco Davide Galimberti, di monsignor Franco Agnesi, vicario episcopale, di Luca Paris, in rappresentanza della Provincia di Varese. Presenti anche rappresentanti degli Alpini e di altre forze militari.

Dopo avere scoperto la targa, si è svolta una breve cerimonia al De Filippi, dove gli allievi hanno offerto un piccolo buffet. E’ venuto poi il momento dei ricordi e delle testimonianze, tra cui quella dell’ex ministro Giuseppe Zamberletti, che ha evocato i ricordi della guerra di Albania di don Pigionatti, che spesso citava quella drammatica esperienza vissuta in prima persona.

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27 maggio 2017
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11 commenti a “Varese, Un largo alla Brunella da oggi ricorda monsignor Tarcisio Pigionatti

  1. franco giannantoni il 28 maggio 2017, ore 07:52

    Caro Direttore, quando leggo “Guerra di Albania” vorrei ricordare ai troppi immemori di questa Italietta allo sbaraglio quella che non é stata una medaglia da mettere al collo ma una proditoria aggressione a un popolo libero, povero, innocente (quello albanese) che pagherà nel sangue come la Jugoslavia, la Grecia e il Montenegro i deliri fascisti e sabaudi. Cordiali saluti, Franco Giannantoni.

  2. giovanni dotti il 28 maggio 2017, ore 09:31

    Ma prima di intitolare vie piazze, ospedali o altro non sarebbe il caso di chiederlo DEMOCRATICAMENTE ai Varesini ? A chi spetta per legge la decisione ? Al Sindaco, ad una Commissione Consiliare, alla Curia locale o a chi altro ? La VOCE DEI CITTADINI non la si ascolta mai ?

  3. giovanni dotti il 28 maggio 2017, ore 10:22

    Non vorrei che si procedesse d’imperio anche per l’intitolazione del nuovo complesso materno-infantile-ginecologico al Del Ponte senza interpellare la Cittadinanza. Credo infatti che l’intitolazione ad una Santa minore (come suggerito da una certa parte ecclesiale) non incontrerebbe il favore della maggioranza dei Varesini. Per questo io e altri abbiamo proposto l’intitolazione del nuovo Ospedale ad un celebre scienziato del passato: SCIPIONE RIVA-ROCCI, medico e pediatra, direttore per 27 anni dell’Ospedale di Varese, inventore dello SFIGMOMANOMETRO per la misura della Pressione Arteriosa, strumento utilizzato in tutto il mondo che ha aperto la strada alle ricerche cliniche e farmacologiche di cui hanno beneficiato e continuano a beneficiare milioni di persone. Di questo vorrei che si parlasse in città, perché i Varesini si possano documentare in merito prima di ogni decisione. L’intitolazione ad uno scienziato così prestigioso contribuirebbe a dare lustro e rinomanza alla nostra cara Città.

  4. Valerio Crugnola il 2 giugno 2017, ore 12:22

    Immagino esultino tutti coloro che hanno potuto beneficiare tramite l’interessamento del Pigionatti di una paterna raccomandazione clientelare… Che so, saltare la naia, tanto per dire…

  5. Gianfranco Gattoni il 5 giugno 2017, ore 19:20

    Don Pigionatti, per quanto mi riguarda, mi ha sempre aiutato,non raccomandato, senza chiedere nulla in cambio. Nel servizio militare, mi ha incoraggiato a prendere i gradi di ufficiale di complemento, e di ciò gliene sarò sempre grato

  6. R. Gervasini il 6 giugno 2017, ore 08:52

    Sottoscrivo il post del dottor Giovanni Dotti. Sono tra coloro che son fin da subito disponibili per organizzare una raccolta di firme in Piazza Biroldi e in centro Varese. Ci manca solamente SANTA GIANNA. Capisco che al prevosto e a qualche parroco possa andar benissimo. Non sappiamo , ma possiamo immaginarlo, come la pensino protestanti cristiani, ebrei, musulmani, buddisti, taoisti, scintoisti, neopagani, satanisti, ed il mare di laici che vivono a Varese, credenti, agnostici o atei che siano.

  7. Emiliano il 7 giugno 2017, ore 13:09

    Soltanto per il fatto che quest’intitolazione sia tanto “contestata” dai luminari, direi che ci stia tutta. Saluti.

  8. R. Gervasini il 8 giugno 2017, ore 18:16

    Emiliano caro, ” luminare” lo dica a sua sorella, se ce l’ha. Giovanni Dotti e chi scrive sono dotati di senso civico oltre che di buon senso con un impegno nella società civile nell’area socialista uno e radicale l’altro senza la pretesa di ” Illuminare ” nessuno, non avendone consciamente i titoli. Piuttosto lei finisca di nascondersi dietro un nome e ci illumini sulla sua identità. Questa nostra Italia, formalmente è uno Stato laico ed i cattolici credenti e praticanti, sommati ai tanti che fanno finta di esserlo per far carriera, non raggiungono il 30 per cento. Basta coi Santi e Le Madonne. Io sono talmente laico che son pronto a convertirmi al cattolicesimo il giorno in cui la sua SANTA GIANNA si presentasse all’inaugurazione dell’anno accademico all’Università dell’Insubria e , rivolgendosi al corpo insegnante dei ” luminari “, ci spiegasse l’evoluzione della teoria dei Quark, la quarta e la quinta dimensione. Per ora ci accontentiamo delle scoperte di RIVA ROCCI, in attesa. Saluti

  9. giuliomoroni il 8 giugno 2017, ore 19:05

    Si potrebbe intitolare il Ponte a “Santi Tutti”, così tanto per evitare di far torto a qualcuno.
    Poi qualcuno mi dovrebbe spiegare per quale motivo un Ospedale Laico dovrebbe assumere un nome di un Santo (che magari non era nemmeno laureato in medicina…).

  10. Emiliano il 9 giugno 2017, ore 13:37

    Caro Gervasini, visto che mi chiede l’identità, ammetto solennemente di essere San Gennaro in persona. E, spiacente, ma non ho sorelle con cui prendermela, dunque si rassegni laicamente.
    Ma il laicismo di cui tanto si vanta non è un dogma anch’esso?

  11. R. Gervasini il 12 giugno 2017, ore 08:11

    Par condicio, se lei è San Gennaro, io in realtà non sono che la reincarnazione di san Cirillo.

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