Varese

Varese, Commissione Cultura, una lettera del presidente Enzo Laforgia

comune vareseRiceviamo in redazione e pubblichiamo la lettera a firma di Enzo Laforgia, presidente della Commissione Cultura e Turismo del Consiglio comunale di Varese. La lettera è relativa alla riunione della Commissione che si è svolta ieri a Palazzo Estense:

Egregio Direttore,

mi hanno segnalato la ricostruzione che Lei ha proposto oggi per il Suo giornale della seduta della Commissione n. 5, Cultura e turismo, svoltasi ieri, 25 maggio.

Mi pare di aver capito, dalla Sua ricostruzione, che ieri, per più di un’ora, i componenti della suddetta Commissione, non sapendo come trascorrere in modo più produttivo il proprio tempo e non avendo la capacità o la voglia di occuparsi di ben più serie faccende (come ad esempio: del contributo del Comune ad uno spettacolo per bambini; dell’eventuale sostegno alla manifestazione Gustando il Cinema; del futuro di Villa Mylius), si siano trastullati in giochi linguistici, alla ricerca di parole ed espressioni desuete, oscure o raffinate.

Poiché, come sa, presiedo i lavori di questa simpatica e giocherellona Commissione consiliare ed evidentemente svolgo indegnamente questa funzione, mi preme sottoporre alla Sua attenzione qualche parola di chiarimento.

1) La Commissione (credo tutte le Commissioni) si riuniscono per discutere, nei limiti delle competenze stabilite da un Regolamento, di un ordine del giorno. Pertanto, se l’ordine del giorno prevede la «Approvazione del testo definitivo delle linee generali d’indirizzo di “Varese & Natura” – Piano per il rilancio turistico della Città di Varese. Nuovo esame», di questo i commissari sono chiamati a discutere. Come anche Lei ha avuto ieri la bontà di ascoltare, è già prevista una riunione della stessa Commissione per affrontare, tra l’altro, anche il tema di Villa Mylius (sempre nei limiti delle competenze date).

2) Il documento redatto dall’Assessore dott. Roberto Cecchi e dal suo ufficio, nella sua interezza (compresi quindi quelli che Lei definisce «misteriosi addenda») è stato illustrato pubblicamente in una affollata Sala Montanari, è poi stato trasmesso ai componenti della Commissione n. 5 già da alcune settimane e discusso, anche nei suoi aspetti più misteriosi, nella seduta del 10 maggio u.s. Se avesse avuto la bontà di chiedermene conto, sicuramente non avrei esitato a inoltragliene copia. Tuttavia, non mi pare che Lei abbia mai sentito la necessità di interpellarmi.

3) La discussione di ieri, è vero, per quasi due minuti (ma forse un po’ meno) si è soffermata sull’uso del termine Addendum. Che questo diventi un pretesto per sminuire la serietà dei Commissari, mi sembra ingeneroso. A Lei, che per la professione che svolge è abituato, spero, a pesare le parole e calibrarne l’uso, non può sfuggire che, in un documento amministrativo, si discute “anche” della forma linguistica più opportuna da adottare e del modo più efficace di licenziare un atto. Ieri, è vero, ci siamo occupati “anche” di questo aspetto. Un tempo insegnavano che, in certi contesti, “anche” la forma è sostanza.

Lei, caro Direttore, sa bene che non sono solito inondare la Sua scrivania o quelle dei Suoi colleghi di comunicati o dichiarazioni, che sempre più spesso, devo tristemente constatare, sono riprodotti come se fossero notizie e senza prendersi la briga di operare gli opportuni riscontri.

Faccio pertanto violenza a me stesso nell’inoltrarle questa lettera, ma con l’unico scopo di preservare la serietà del lavoro svolto dai Signori Commissari, che, mi creda, sono tutte persone serie, ben consapevoli del ruolo che sono chiamati a svolgere e del valore del tempo proprio e altrui. Con l’unica eccezione, evidentemente, del sottoscritto.

Cordialmente

Enzo R. Laforgia

26 maggio 2017
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15 commenti a “Varese, Commissione Cultura, una lettera del presidente Enzo Laforgia

  1. Giancarlo Angeleri il 26 maggio 2017, ore 17:54

    Opperbacco…

  2. Bruno Belli il 26 maggio 2017, ore 18:33

    E’ un sintomo che non fa certo ben sperare quello che sta avvenendo a Varese, da alcuni mesi, verso chi annoti lo svolgersi della cose così come di fatto avvengono, senza contornarle di fronzoli inutili e fuorvianti, oppure esprima un’opinione “controcorrente” rispetto alle scelte operate dall’Amministrazione comunale. Si cerca o di tacitarlo o di dileggiarlo. Inammissibile presso una società civile, libera e realmente democratica.
    Mi pare che il tono della lettera scritta dal Presidente della Commissione cultura vada verso una direzione che pretenda l’infallibilità delle persone che operino nelle istituzione che, però, essendo esseri umani pure loro, vanno soggetti ai medesimi pregi, difetti, errori entro i quali può incappare chiunque.
    “Varesereport” resta, per fortuna dei lettori attenti ed usi a far funzionare il proprio cervello e dei Varesini tutti che chiedono una concreta pluralità di informazione, una delle poche testate che sia realmente indipendente e non allineata con alcun partito, confessione o congrega.
    Al tempo stesso, bisogna riconoscere che la stessa testata concede all’attuale amministrazione un occhio di benevolenza verso le varie azioni che si può anche comprendere al principio di un nuovo percorso, non svolgendo certo critica “a priori” o puramente “velleitaria”.
    Però, ad 11 mesi dall’inizio del mandato, è lecito trarre i primi bilanci che, per quanto riguarda il campo della cultura, nonostante il nome altisonante dell’assessore delegato, sono veramente magri, come scrissi in un recente intervento che, guarda caso, rispetto a testate ben più altisonanti e storiche il solo “Varesereport” ha deciso di pubblicare.
    Penso che la strada della “Cultura e turismo” a Varese sia tutta in salita.
    E lo sia anche dal punto di vista “democratico” termine con il quale intendo comprendere la libertà di espressione (nei termini consentiti dalle leggi e dal buon gusto) che “il popolo”, la stampa, l’informazione tutta dovrebbero avere.
    Esprimo ad Andrea Giacometti la mia solidarietà per il lavoro che svolge con una difficilmente riscontrabile professionalità ed elevata correttezza nei confronti delle diverse espressioni civili.
    Bruno Belli.

  3. domenico nitopi il 26 maggio 2017, ore 20:38

    Ma, al di là della seduta di ieri sera, mi chiedo: finora, e nel corso di un anno, cosa ha prodotto questa Commissione?

  4. Il capogruppo di Progetto concittadino Enzo Laforgia – PROGETTO CONCITTADINO il 26 maggio 2017, ore 23:35

    […] Lettera di Enzo Laforgia al direttore di Varese Report sulle attività della Commissione Cultura da … […]

  5. R. Gervasini il 27 maggio 2017, ore 09:13

    Pienamente solidale con Enzo Laforgia, che come giustamente ricorda, non riempie le scrivanie di lettere e comunicati forse perchè lavora molto e bene e non ha tempo da buttare. Per esperienza personale, con Varese per l’Italia 26 maggio 1859 e con la neonata ” Mazziniana” Laforgia lavora molto con la Scuola, il Liceo Cairoli, e al di fuori dell’orario scolastico impegna ragazzi e ragazze in non banali iniziative, gratis. Coloro che poi si chiedono cosa abbia fatto questa Giunta in 11 mesi, si chiedano cosa han prodotto le passate amministrazioni in 23 anni. Hanno tutti un gran fretta, improvvisamente. Si son svegliati dopo lungo sonno?

  6. Martone il 27 maggio 2017, ore 14:01

    Al direttore Giacometti va tutta la mia solidarieta’ proprio perche’ come ben dice il Belli questa testata ha largamente concesso a questa amministrazione le attenuanti del nuovo corso.Quindi mi sembra ingenerosa la lettera di questo componente del Progetto Concittadino che esprime l’assessore all’ambiente, invece di polemizzare dovrebbero interrogarsi su cosa hanno fatto sino ad ora per la citta’ che e’ nomata GIARDINO

  7. a.g. il 27 maggio 2017, ore 16:08

    Non sono uso ribattere a chi ribatte…ma il lettissimo articolo di Varese Report era su una Commissione, e non una questione personale con il presidente…

  8. domenico nitopi il 28 maggio 2017, ore 10:31

    Il problema, caro Gervasini, è che dopo il ventennio cui fai riferimento (c’è sempre un ventennio di troppo nella storia di questo disgraziato Paese) non è cambiato nulla. Sulla cultura (e pure sul turismo, a tacer d’altro) questa Amministrazione sta solamente vendendo fumo: o forse sai di qualche seria iniziativa culturale, degna di una città che aspira ad entrare tra le prime dieci città turistiche d’Italia (ricorderai chi lo disse) che forse mi è sfuggita? Lasciamoli lavorare, dici sostanzialmente: ma si diceva così pure del Governo Renzi e si è visto come è finita. Altro articolo riporta, oggi, il cazziatone (al quale ero presente) che ieri Barion, giustamente, ha fatto al vicesindaco. E parlano di cultura, quando neppure sono in grado di consentire, nei dovuti modi, una commemorazione che pure si ripete ogni anno. Dai, facciamo i seri.

  9. R. Gervasini il 28 maggio 2017, ore 19:54

    Domenico Nitopi, io ho scritto di Enzo Laforgia che conosco bene. Cos’ come conosco bene Daniele Zanzi, vicesindaco. Due persone con percorsi e sensibilità diverse ma che in comune hanno il piacere di far bene cio’ che decidono di fare ed hanno il gusto di lavorare per migliorare le situazioni precarie e non nell’amministrazione della città. Due persone che stimo molto. Zanzi ha un programma ambizioso e spero proprio che lo realizzi riguardo il verde, l’accademia del paesaggio, il festival. Perchè non fare di Varese la capitale del verde in Italia così come Mantova lo è col festival della Letteratura e Parma per il Gusto? Entrambi hanno idee chiarissime e capacità per realizzarle. Poi i fondi son quelli che sono, ma i miracoli a volte avvengono e mi piace ricordarne uno recente fatto dalla giunta di centro destra.. Coi miseri mezzi a disposizione, attraverso bandi, Simone Longhini, assessore alla Cultuta nella Giunta leghista ultima, ha realizzato un piccolo gioiello col Museo del Risorgimento a Villa Mirabello. Ohibo’, caso unico in Padania ! Ecco, un nuovo atteggiamento anche delle opposizioni con Orrigoni in prima fila, puo’ mutare prima il clima e poi il ” fare “. C’è molta attesa e personalmente son ottimista per il futuro prossimo.

  10. a.g. il 28 maggio 2017, ore 23:09

    Un vero ottimista…

  11. Martone il 29 maggio 2017, ore 15:56

    Daniele Zanzi vicesindaco…….ha un programma ambizioso per il verde sperando che lo possa realizzare Scusate ma al verde non c’e’ un assessore che e’ di lega ambiente, guardia ecologica, e altre benemerenze al riguardo, che sta facendo?

  12. giuliomoroni il 29 maggio 2017, ore 19:15

    Mi dispiace che sia nato questo misunderstanding tra Andrea Giacometti ed Enzo Laforgia, due persone intelligenti e competenti, che ho sempre posto tra le risorse positive di questa città. Inutile ricordare la passione che il prof.Laforgia mette nella sua attività di professore al Cairoli, passione di cui ha potuto beneficiare anche mio figlio, così come la competenza e lo stile di Andrea Giacometti, che da anni conosco e seguo nel suo ottimo lavoro di direttore di questo “nostro” Varesereport, una piccola chicca nel panorama un po’ scadente dei media cittadini.
    Spero proprio che questo modesto fraintendimento si chiarisca al più presto, che nessuno dei due si senta “attaccato” od “offeso”, che riprenda in dialogo ed il confronto quando serve.
    Enzo Laforgia è un quid pluris per questa amministrazione, così come Andrea Giacometti lo è per il nostro desiderio di essere informati in modo corretto ed in forma appropriata.

  13. Riccardo il 29 maggio 2017, ore 20:14

    L’unico vero atto di rottura e di coraggio rispetto al passato da parte della giunta sarebbe ammettere la sconfitta e non licenziare l’assessore ma abolire l’assessorato alla Cultura.

    Non si tratta solo di togliere ogni scusa (e ogni euro) dalla disponibilità di chi dopo 11 mesi neppure ha saputo formulare e comunicare l’idea di partenza.
    Quest’ultima presa di coscienza, infatti, conferma solo la fine di ogni speranza dei pochissimi illusi che ancora credono che Varese sia in qualche modo pronta, non ad ospitare la cultura per altri (come era nel passato quando il teatro era per i villeggianti milanesi) ma a fare della cultura, del bello creato dal sapere (non quello della natura, troppo comodo) il condimento del pane quotidiano.

    Tanto vale destinare il budget di quegli uffici alla manutenzione strade e verde pubblico e alla chiusura di cantieri aperti da mesi (giardini di Avigno? Vellone? Sacro Monte?).

    Resteremo come siamo sempre stati, senza quello che – del resto – non abbiamo mai avuto (nè voluto) ma a chi viene qui, magari entrando in città da quel ponte di Viale Borri o via Gasparotto che oggi sono cessi a cielo aperto, offriremo l’immagine dell’ameno luogo di villeggiatura e al massimo dello svago che più modestamente Varese dovrebbe tornare ad essere.

  14. Emiliano il 30 maggio 2017, ore 13:23

    Giusta considerazione. Ho vissuto a Varese 26 anni, ma francamente in “villeggiatura” non ci verrei mai, soprattutto dopo aver visto altri luoghi che, al contrario, invogliano a fermarsi. Inutile bearsi di qualcosa che mi ricorda tanto le parole di Violetta Germont ne “La Traviata” di Giuseppe Verdi, ovvero “Addio bel passato”.
    Non sappiamo neanche qual è il presente, a momenti.
    Saluti.

  15. R. Gervasini il 30 maggio 2017, ore 22:10

    Caro Direttore, sono da una vita ” contro”. Se non divento ottimista ora con qualche eccellenza in Giunta a Varese non lo potro’ diventare mai.

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