Varese

Varese, Commissione Cultura impegnata sui 72 “addenda” al piano “Varese & Natura”

Un momento del confronto

Un momento del confronto

In Commissione Cultura a Palazzo Estense, riunitasi ieri nel tardo pomeriggio, si è parlato delle Winx che hanno ottenuto un contributo dal Comune per il loro spettacolo ai Giardini Estensi? No. Si è parlato della manifestazione Gustando il Cinema dell’attrice Sarah Maestri, in bilico dopo il cambio della guardia a Palazzo Estense? Neppure. Allora si è fatto il punto sul futuro di Villa Mylius, parcheggio nel parco compreso? No, neanche di questo.

Si è parlato degli “addenda” al piano “Varese & Natura”. “Addenda”? Ma che parola è mai questa? Cosa significa? Perché utilizzare un gergo che pare uscito da qualche antico trattato in “latinorum”?

Con questa parola, su cui la Commissione si è impegnata per oltre un’ora in un dibattito ricco di posizioni, ci si riferisce alle osservazioni (72) giunte dalla città al piano di rilancio turistico dal titolo “Varese & Natura”, che la Commissione aveva già esaminato e approvato in passato. Osservazioni frutto, come si dice con termine un po’ roboante, di un ”processo partecipativo”. Ma alla prima votazione mancavano gli “addenda” e dunque il piano va rivotato.

Nessuno, al di fuori di addetti ai lavori e degli autori delle osservazioni, sa cosa contengano i misteriosi addenda: si era inizialmente ipotizzato di pubblicare questi contributi on line, in forma di schede riassuntive, ma poi nulla è avvenuto. Il punto è che gli “addenda” vanno in Consiglio comunale come parte del documento, in una delibera unica, e dunque possono essere oggetto di emendamenti o di considerazioni da parte del Consiglio stesso. Ma è possibile intervenire su osservazioni di cittadini, emendarle, stralciarle, eliminarle?

Qualcuno, come il forzista Longhini, dice che è già accaduto con il Piano della Sosta, quando l’assessore aveva “dato un voto” ad ogni osservazione. Il leghista Pinti chiede di presentarsi in aula con questa valutazione in modo da conoscere gli orientamenti della maggioranza e così discuterne.

Il Pd Spatola esprime le sue perplessità sull’emendare l’addendum moltiplicando così gli addenda complessivi, mentre Crugnola (Varese 2.0) suggerisce di sostituire la parola latina con il più italiano e immediato “appendice”. C’è poi chi sottolinea che negli addenda c’è di tutto, spesso anche “doppioni”: è ciò che sostiene Mario Chiodetti, nuovo delegato di Gregori oggi leader del gruppo misto.

Alla fine interviene l’assessore Roberto Cecchi, che richiama il fatto che le osservazioni avrebbero dovuto essere relative all’impianto del documento, ma che ciò non è avvenuto. Ricorda anche che il confronto partecipativo spesso, all’estero, è vincolante, e dunque gli addenda non possono essere stralciati, divisi dal documento o resi semplicemente un allegato. “Sono parte integrante del documento”, continua l’assessore, una parte su cui peraltro hanno iniziato a riunirsi tavoli tematici di approfondimento: di tavoli se ne prevedono una decina, ma per ora se ne sono riuniti solo due (quello sul teatro e quello sulle guide turistiche).

A questo punto si decide di votare il documento unitario, ma esplicitando che le osservazioni saranno oggetto di un successivo approfondimento in Commissione. Così si vota: maggioranza sì, il leghista Pinti dice no, Forza Italia e gruppo Orrigoni si astengono. E così il documento arriverà in aula la prossima settimana: con il testo e tutti gli addenda. Prossimo appuntamento della Commissione Cultura, mercoledì 7 giugno, su Villa Mylius e il suo incerto futuro.

 

26 maggio 2017
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