Varese

Varese, Cena al De Filippi per festeggiare Don Barban, fondatore del Gulliver

Don Barban

Don Michele Barban

Sono da poco terminati i festeggiamenti e le iniziative per i 30 anni del Centro Gulliver sul territorio e ancora una volta i riflettori sono puntati su via Albani, storica sede del Centro Varesino. Questa volta proprio su di lui, don Michele Barban, che domenica 14 maggio ha compiuto 75 anni e nel prossimo mese di giugno celebrerà i 50 anni di sacerdozio.

Ieri sera i dipendenti del Centro Gulliver hanno organizzato una “cena a sorpresa” per il loro “Presidente”, al Collegio De Filippi, luogo particolarmente caro a don Barban, che di questa struttura è stato rettore dal 2001 al 2007.

“Ricordiamo il passato, raccontiamo il presente e progettiamo il futuro”: questo il titolo della serata. Sono state invitate tante persone care a don Michele appartenenti al territorio: le Autorità, i rappresentanti delle Istituzioni, i fornitori storici del Gulliver, i membri del Consiglio di Amministrazione, le persone che in questi anni sono state “amiche” e hanno sostenuto progetti ed iniziative, prima fra tutti la Fondazione Eurojersey.
In tanti per festeggiare don Michele. Anche “due testimoni” di eccezione. Maurizio Sacchi, imprenditore della Sacchi S.p.A. e Massimo Folador, amico e partner di lunga data del Centro Gulliver, scrittore, formatore e consulente aziendale. Entrambi promotori di una visione di impresa al servizio del bene comune
Se il Gulliver è quello che è oggi, lo si deve soprattutto a lui. Al suo spirito vulcanico, alla passione per i “suoi ragazzi”, alla tenacia, creatività e intraprendenza che “ci mette”. E a tutto quello che, in questo luogo, ha investito – e ancora investe –  in termini di umanità, tempo, energie, sentimenti, pensieri, idee e progetti…per Varese. Sì, perché in tutto quello che ha costruito in questi anni, ha pensato  – innanzitutto –  al benessere del suo territorio.
Don Michele in questi anni ha “tanto fatto”, come ogni buon uomo d’azione che si rispetti. Ma ha anche “tanto pensato” e “tanto scritto”. Al Gulliver sono proverbiali le sue frasi, gli auguri per il S. Natale e la S.Pasqua, sempre scritti di suo pugno, i “tweet” del martedì,…
E’ lui la “fonte di ispirazione” per dipendenti e collaboratori, ma anche lui “si ispira”… Innanzitutto alla filosofia di “Progetto Uomo”, che pone l’ “uomo” con i propri limiti e risorse,  al centro del suo percorso di cura e rinascita, come protagonista, affrancato da ogni schiavitù e teso al rinnovamento di sé e degli altri. Con responsabilità e progettualità.
E proprio nella filosofia del Centro Gulliver si possono trovare tre parole che, da sempre, sono care a don Michele e che possono riassumere lo spirito del Centro Varesino.
La prima è “stare bene”, che significa  “benessere” a 360°, con se stessi e con gli altri. Questo, in definitiva, è il vero progetto. Ecco allora che il Centro Gulliver lavora quotidianamente per ricreare, favorire situazioni di benessere: nei percorsi di cura, così come nelle attività di prevenzione, di formazione, di sostegno psicologico, di reinserimento degli Ospiti, di attenzione al tempo libero, all’arte, alla cultura, allo sport…
Parola molto collegata alla prima è “relazione”: il Centro Gulliver ha da sempre nella cura e nell’attenzione alla relazione il suo filo rosso… Quanto sono familiari espressioni come “Relazione di aiuto. Aiuto alla relazione” o “cura della relazione, relazione che cura”. In ogni progetto, in ogni ambito si lavora sulle relazioni, spesso ferite. Si dice che il Centro Gulliver è esperto nel “fallimento delle relazioni”. L’intento è quello di curare la relazione ferita e trasformarla in relazione che può ri-generare e dare vita.
Ecco la terza parola: “Insieme”. Molte volte abbiamo sentito don Michele ripetere alcune frasi per esprimere questo, una fra tutte  “è la comunità che cura”. #Insieme siamo granDi” è stato l’hashtag per l’amichevole di calcio della scorsa estate con il Varese Calcio; “Insieme per prenderci cura” titola la campagna del 5×1000 di quest’anno. “Quando diciamo comunità” è stato il titolo delle celebrazioni per il 25° del Gulliver; nella filosofia di Progetto Uomo si sente dire: “qui, insieme una persona può, alla fine, manifestarsi chiaramente a se stessa”.
“Abbiamo a cuore il territorio – ci dice don Michele Barban – ci interessa esserci, esserci insieme, esserci a fianco, non nei poteri forti, ma nel quotidiano della gente, nella famiglia, nel lavoro, nelle relazioni, nel gioco, nel tempo libero…. Desideriamo prenderci cura della comunità, farci carico degli abbandoni e dei fallimenti – reali e metaforici che siano –  per tirarne fuori risorse e potenzialità, con un progetto di cambiamento e rinascita. Proprio come facciamo con i nostri Ospiti. Mi vengono in mente le nostre sfide, con il Teatro Santuccio o con l’Isolino Virginia…” Ormai, dopo più di 30 anni, il Centro Gulliver è diventato una risorsa importante per tutta la comunità.
“Molti luoghi e molte iniziative del Gulliver sono pensati come opportunità per tutto il territorio. Penso alla ricca stagione culturale del Teatro Santuccio, o ancora all’Isolino Virginia che, con la bella stagione, sarà meta di gite e sede di eventi musicali, o al nostro consultorio Familia Forum che propone percorsi di sostegno psicologico, o al nostro Servizio Formazione che, negli ultimi anni, ha formato decine di persone abilitandole ad una professione socio sanitaria, o ancora, al nostro progetto “Oasi del Parco” e alle intenzioni  che abbiamo di recuperare la sentieristica all’interno del Parco del Campo dei Fiori creando un percorso-vita fruibile da tutti…  Crediamo molto nel Centro Gulliver come realtà inserita in un territorio, in un’ottica di apertura. Apertura ai cittadini, alle famiglie, ma anche alle Scuole, alle Istituzioni, all’Università, alle Associazioni… Apertura alla Aziende con le quali stiamo sviluppando importanti progetti di Responsabilità Sociale d’Impresa, apertura agli stimoli ed alle opportunità che ogni giorno ci si presentano”.

16 maggio 2017
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