Varese

Varese, Davide Galli (Confartigianato): il futuro? Innovazione e regole di qualità

La relazione di Davide Galli

La relazione di Davide Galli

Al congresso provinciale di Confartigianato Varese 2017, che si è svolto alle Ville Ponti, è stato rieletto presidente Davide Galli, che resta al vertice delle oltre ottomila pmi associate per un secondo e ultimo mandato.

Una rielezione che è stata accompagnata da una lunga relazione di Galli, ampia e articolata, capace di dare voce alle difficoltà e ai problemi di tanti imprenditori del nostro territorio. E poi si è svolto un dibattito sulle regole con la partecipazione di una serie di rappresentanti della politica, delle istituzioni, dell’economia.

Negli ultimi quattro anni, tanto è cambiato. A fine 2016 sono oltre ottomila (su 21mila totali) le imprese artigiane iscritte a Confartigianato Varese. Un mondo che, come dice Galli, conosce “una dinamica negativa”, ma continua a rappresentare il 30% delle 71 mila aziende presenti sul territorio varesino. Continua Galli: “regge l’export sia pure con cifre in calo”. Uno scenario in cui, dice ancora il presidente, si colloca il tema dell’occupazione giovanile: dal 2009 al 2016, una impresa su sei di quelle associate ha assunto giovani impegnati in precedenza in attività di stage o tirocinio.

Se questo è il quadro delle imprese artigiane, bussa forte alla porta la necessità dell’innovazione tecnologica. Ma secondo un’indagine Confartigianato le imprese digitali non supera il 29% del totale. “Una metamorfosi indispensabile, ma tanto lavoro rimane ancora da fare”, sottolinea Davide Galli.

L’innovazione, tuttavia, deve fare i conti con le regole. “Non posso accettare – dice Galli – che benessere, occupazione, imprenditorialità artigiana siano messi in discussione da regolamentazioni contraddittorie”. Insomma, “indirizzi e norme chiare ed eque, lasciando poi che a regolare il mercato sia la concorrenza”.

Da questo punto di vista, continua Galli, “chiediamo risposte e non facili populismi”, in un tessuto sociale “più bisognoso d’occupazione di qualità che di bonus e prebende”. Eppure è urgente cambiare: lo chiedono i tempi giurassici della giustizia civile e il tempo necessario per pagare le imposte in Italia. Galli parla chiaro: “vogliamo regole di qualità, poche, chiare, applicabili e applicate”, diffondendo sempre di più “la cultura del rispetto delle regole e delle norme”.

 

 

15 maggio 2017
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