Lettere

La scelta di Gregori? Sì, mi piace

ConsigliocomunalePremesso che stimo Mauro Gregori, mi siano concesse alcune osservazioni sulla portata di questa sua iniziativa.

1. Esiste un Mauro Gregori “blogger”, che molti di noi conoscono in quanto da anni fa un servizio pubblico decisamente importante, girando per la città e verificando de visu le cose che non vanno e spronando quindi l’Amministrazione (dapprima la precedente ed ora quella in carica) a porre in essere quei rimedi che si rendono di volta in volta necessari affinché la qualità della vita dei Varesini sia migliore;

2. esiste anche, da ormai un annetto, il Mauro Gregori “Politico”, ovvero il fratello gemello del blogger, che non ha saputo resistere alla tentazione di scendere in campo per provare a vedere l’effetto che fa prendersi cura di questa città stando dalla parte di coloro che hanno il compito di accorgersi delle cose che non vanno e sistemarle prima che qualche blogger le faccia notare urbi et orbi;

3. sebbene il “blogger” sia diventato “politico” e sebbene abbia deciso di candidarsi in una “Lista Civica”, mi pare che emerga ancora una volta ciò che vado pensando da un po’ di tempo, ovvero che non sempre la Politica riesce a dare delle risposte alle necessità dei cittadini e dal momento che Mauro Gregori è dapprima un Cittadino, è evidente che lui stesso non ha ricevuto risposte adeguate alla sua primaria volontà, cioè quella di fare in modo che l’Amministrazione si accorga che ci sono delle cose che non vanno;

4. d’altra parte una cosa è fare il Consigliere Comunale di maggioranza e altra e ben diversa cosa è fare il blogger; mi spiego: il margine di operatività del Consigliere è decisamente ridotto, cioè egli ha limitatissime funzioni “operative” e spesso è costretto a turarsi il naso (e la bocca) per non mettere in difficoltà il suo Sindaco e la Sua Giunta. Viceversa il blogger, che a sua volta non ha alcuna funzione operativa, può però permettersi di denunziare le cose che non vanno senza creare imbarazzi o malumori a nessuno, posto che egli è libero e svincolato dai Partiti e dalla Politica;

5. se prendiamo per buoni i primi 4 punti, è evidente che Mauro Gregori e la Politica ci azzeccano poco, o meglio, che è molto complicato tentare di impiantare un braccio di un cittadino nel corpo di un politico senza creare quell’effetto di rigetto che spesso mette a rischio il buon esito dei trapianti;

6. ciò premesso, devo dire che la soluzione ideata da Gregori mi piace per le novità che da questa sua iniziativa potrebbero derivare.

In primo luogo sono lieto che non si sia dimesso, perchè andandosene non avrebbe fatto altro che perdere quel minimo di operatività che spetta al Consigliere Comunale, ovvero la possibilità di “parlare” agli Amministratori, di partecipare ai lavori delle Commissioni, di presentare mozioni ed ordini del giorno, di verificare la bontà degli atti dell’Amministrazione quando sono ancora in fase embrionale, di votare, pro o contro, dei provvedimenti.

Poi considero positivo il fatto di essersi svincolato dalla Politica, pur rimanendone parte, ma questa volta da Cittadino non asservito ad una lista o ad un partito; secondo me questa è la vera essenza del lavoro che il Consigliere Comunale dovrebbe fare, cioè l’essere più libero di poter dire ciò che pensa, sollecitando interventi degli Amministratori quando necessario e denunziando le manchevolezze quando serve; questo è il servizio che il Cittadino Consigliere dovrebbe rendere alla sua Città, ma questo compitino risulta assai difficile quando devi fare lo “yesman”.

Ma dopo tutte queste belle parole rimane da considerare un fatto: si entra in Politica (e parlo di quella cittadina) per condividere con delle persone stimate il progetto contenuto in un programma. Il collante è quindi costituito da un miscuglio appiccicoso (bi)composto sia dalla fiducia e stima nei colleghi, che dalla condivisione di un programma.

Molte volte succede invece che l’uomo cerchi di appiccicarsi alla Politica anche se manca il bicomponente e solo per desiderio di esserci, di apparire, di ottenere qualche piccolo o grande vantaggio, per poter fare pressioni sugli amministratori, per poter gestire un pò di potere, per rappresentare dei gruppi di interesse, o perchè il Partito lo chiede.

Questa è la parte negativa della Politica, quella che non ci piace più, quella che è arrivata al punto di farci addirittura pedere la voglia di andare a votare; ma qui non centra più la Politica, ma semmai gli uomini che ne fanno parte solamente per i motivi poco nobili che sopra ho riassunto.

Per queste ragioni giudico interessante la soluzione adottata da Mauro Gregori che – pur non avendo rinnegato nè i suoi colleghi, nè tantomeno il programma condiviso all’inizio, dal momento che ha ribadito la sua fedeltà alla maggioranza – ha scelto di tornare ad essere un Cittadino impegnato, ma allo stesso tempo libero, cosa che invece ci azzecca, e molto, con le sue origini di Blogger.
Gli auguro quindi buon lavoro, anche perchè dal suo operato noi cittadini di Varese potremo trarne dei vantaggi in termini di qualità della vita.

Giulio Moroni

 

15 maggio 2017
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6 commenti a “La scelta di Gregori? Sì, mi piace

  1. ombretta diaferia il 16 maggio 2017, ore 20:47

    debbo rinnovarle la mia stima Moroni…
    non condivido solo un punto: che “il margine di operatività del Consigliere ridotto” costringa “a turarsi il naso (e la bocca) per non mettere in difficoltà il suo Sindaco e la Sua Giunta”.

    un consigliere, proprio perché ha limitato margine di operatività, deve investire su quel poco per migliorare la qualità della vita della collettività.
    (se lo si facesse tutti, vivremmo veramente bene!)

  2. Emiliano il 17 maggio 2017, ore 13:10

    Intervento di Classe. Grazie Moroni.

  3. a.g. il 17 maggio 2017, ore 14:43

    E’ vero…Moroni ha classe….

  4. Martone il 17 maggio 2017, ore 18:50

    Moroni sindaco……..for ever

  5. Roberto Gervasini il 18 maggio 2017, ore 19:03

    Moroni è persona sensibile ed attenta. bella analisi. complimenti.

  6. Barresi Paola il 18 maggio 2017, ore 21:22

    Buonasera, la fuoriuscita sopra citata mi pare una decisione sicuramente sofferta ma anche certamente onesta, non si può andare avanti in questo modo.
    Credo che anche il dott. Zanzi vicesindaco, assessore alla Polizia Locale e “assessore della tutela ambientale” fra poco dovrà domandarsi se è ancora il caso di rimanere in quasta compagine.
    A proposito, dott. Zanzi installare tre (3) multanova in via Giordani non le sembra una persecuzione verso i cittadini?

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