Varese

Varese, “Vita di Maria” di Rilke, mistico e ispirato lo spettacolo di Claudia Donadoni

Un momento del bello spettacolo

Un momento del bello spettacolo

Claudia Donadoni è un’attrice e autrice coraggiosa e intelligente. Lo ha confermato, ancora una volta, con “Vita di Maria” di Rainer Maria Rilke proposta, questa sera, presso la tensostruttura di Varesesolidale in piazza San Vittore. Un atto di coraggio considerato che Rilke è poeta ostico e grandissimo, ma anche un modo intelligente di “mediare” un testo intenso ed interiore, che difficilmente poteva essere portato in scena nudo.

Ecco allora l’innesto di passi tratti dai Vangeli apocrifi, un tessuto su cui presentare le ispirate parole del poeta. Insieme alla Donadoni hanno preso parte allo spettacolo l’attore Sergio Stefini e il musicista Giovanni Bataloni.

Ma torniamo allo spettacolo. Lo splendido testo di Rilke è stato proposto con un reading, mixato con melodie gregoriane e luterane, arricchito con le xilografie di Dürer proiettate sullo sfondo, reso ancora più intenso con la doppia lettura sovrapposta in tedesco e in italiano.

Una cornice in cui la Donadoni è riuscita a dare vita al personaggio che Rilke evoca nelle sue pagine. Pagine di cui l’attrice ed autrice riesce a cogliere la dimensione umanissima, femminile di Maria, senza tuttavia mai cancellare la dimensione segreta, profonda, mistica dei testi messi in scena.

Una dimensione mistica affascinante, che spesso “precipita” nella figura dell’Angelo, amatissima dalla cultura tedesca e da Rilke in particolare: ricordiamo che le architetture angeologiche del testo proposto a Varese torneranno, con una forza simbolica eccezionale, nel capolavoro delle Elegie Duinesi.

“Vita di Maria” si conferma come l’evento di un teatro che può unire la profondità della parola con la piazza, come rimarcato al termine dalla stessa Donadoni, che ha spiegato perché sia stata scartata l’ipotesi di rappresentare il testo in Basilica. E così una proposta culturale raffinatissima ha preso vita nel cuore della città, mista alla quotidianità, ai rumori e alla distrazione.

Un’ulteriore sfida vinta dall’attrice e autrice varesina, che si conferma capace di fare scelte difficili con ottimi risultati.

7 maggio 2017
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Un commento a “Varese, “Vita di Maria” di Rilke, mistico e ispirato lo spettacolo di Claudia Donadoni

  1. Marino Marchello il 12 maggio 2017, ore 10:07

    Il mio grazie alla intelligente iniziativa di Claudia Donadoni; spero di poterla vivere a Bologna.
    “La vita di Maria” affatturò me pure, al punto che, nel 100° anno della sua nascita, dovetti tentarne una versione in lingua italiana. Maria è parte del nome del poeta, una labiale inserita fra le due sonore R di Rainer e Rilke, di così germanico effetto. “La vita di Maria” è il rosario laico in 15 grani, inserito nel grande ciclo delle “Elegie duinesi”, quel dibattito cosmico con gli angeli, cui Rilke dava inizio a Duino.
    La prima poesia della “Vita di Maria” che Rilke inviò a Lou da Duino, nel gennaio 1912, porta il titolo “Visitazione”. In Lou, lontana, ma pur sempre vicina, si raccoglievano per il poeta tutte le elette forme del femminile. “L’annuncio a Maria” c’introduce nella spazio in cui il poeta accoglie la parola ispiratrice. Associai immediatamente questa poesia al dipinto preraffaellita “Ecce ancilla Domini” di Dante Gabriel Rossetti. L’occasione che Claudia Donadoni ci offre è felice; vogliamo rileggerla insieme?

    L’ANNUNCIO A MARIA

    Intendi: non perché l’angelo entrò
    ebbe paura; chi mai sussultò
    se la sua stanza s’anima di una
    luce del sole o, a notte, della luna?
    Intima tanto le era la figura
    di un angelo che cruccio non ne aveva
    né lei intuiva quale greve cura
    è l’esser qui per loro (Oh, riluceva
    purezza in lei! La cerva, il cui nascosto
    sguardo si perse dietro lei quel dì,
    tanto rapita fu che in grembo, senza
    compagno, l’Unicorno concepì:
    creatura di luce, pura essenza..)
    Non perché entrò quell’angelo, piuttosto
    perché l’adolescente volto accosto
    troppo su lei abbassò, sì che il profondo
    sguardo incontrò quello da lei levato;
    e all’improvviso si svuota intorno il mondo,
    e ciò che han visto, fatto, sopportato
    milioni irrompe e in dualità sprofonda:
    Mirar – Mirato; Occhio e sua Pastura;
    luoghi non più oltre questo; è qui cagione
    che t’impaurisce; e i due colse paura.

    Poi l’angelo innalzò la sua canzone.

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