Varese

Varese, “Eterea”, il mondo fantastico e onirico di Mauro Pipani si fa arte al Lavit

Mauro Pipani al vernissage della sua mostra

Mauro Pipani al vernissage della sua mostra

E’ in corso, presso lo Spazio Lavit di Varese, la bella mostra di Mauro Pipani “Eterea”, a cura di Camilla Boemio (si può visitarla fino al 20 maggio). Più che una mostra, un percorso che si svolge in uno spazio articolato al suo interno in spazi più piccoli che aprono, al visitatore, alcuni mondi paralleli, che aprono finestre su un ricco mondo onirico.

Molte le opere allo al Lavit che documentano gli ultimi anni di lavoro dell’artista nato a Cesenatico – un lavoro che rivela la volontà e la capacità di dare vita ad un mondo fatto, come li chiama lui, “non luoghi”, angoli sognati, momenti dell’inconscio che si trasformano in opere d’arte. Opere che condividono una comune neutralità, tinte tendenti al grigio che allontanano i mondi di Pipani da una chiassosa tavolozza di colori.

Ma dentro una cornice che accomuna parecchie opere, il racconto prende vita e ci conduce ad un segno narrativo che ci conduce lontano, ci fa intraprendere viaggi verso una realtà affascinante e sfuggente. Temi e percorsi di grande interesse, che Pipani ha articolato anche a colloquio con riflessioni di una molteplicità di critici, e tra questi un grande come Renato Barilli, un pensiero di ricchezza poliedrica “rinascimentale”.

E’ il caso di un’opera dedicata al romanzo “Petrolio” di Pier Paolo Pasolini, romanzo uscito solo dopo la morte dell’autore. Alcuni elementi, alcune figure evocano lo spirito onirico della vicenda narrata da Pasolini: un modo efficace per dare alla rappresentazione (ma sarebbe più appropriato parlare di “presentazione”) un’anima per nulla didascalica e, alla fine, fuorviante.

Altra installazione che colpisce il visitatore è “Antropocene”, facciata di un tempio, forse una chiesa (è stato esposta alla basilica di Santa Rita a Roma), che evoca un altro mondo, quello del Cantico di San Francesco, ma anche qui si può parlare di un’atmosfera fatta di segni, di elementi, di tronchi d’albero che dalla natura aprono al Mistico.

Altrettanto interessante la scelta di Pipani di proporre una serie di opere – una ventina – che sono veri e propri flash, “epifanie”, ricordi lontani del mondo dell’infanzia, con i suoi luoghi, le sue parole, i suoi cieli e i suoi mari. Si tratta della selezione di opere che troveranno dimora in libri d’artista, 37 opere uniche, realizzate da GaEle edizioni, che hanno per titolo “Al Porto del Paese c’era un pesce grigio”. Qui il mondo del mare riaffiora sempre filtrato dal sogno. Dentro ogni copia del volume, arricchito da un racconto di Francesca Battistini e da versi di Maria Elena Danelli, si troverà una delle opere di Pipani.

Incontri e sinergie affascinanti di cui si parlerà sabato 6 maggio alle ore 18 in un incontro presso lo Spazio Lavit .

 

 

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1 maggio 2017
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