Varese

Varese, Primarie Pd, gli appelli di Luca Paris e Fabrizio Mirabelli

pd.......Domenica 30 aprile, dalle 8 alle 20, anche in provincia di Varese, avranno luogo le Primarie per eleggere il Segretario del PD.  Potranno votare, versando 2 euro, nei 90 seggi appositamente allestiti, tutti gli iscritti, simpatizzanti ed elettori del PD. Ecco due riflessioni che ci sono giunte in redazione e che volentieri pubblichiamo:

L’ invito ai suoi rivolto dal Segretario cittadino della Lega, Piatti, per votare alle primarie nazionali del PD, mi pare uno scivolone politico abbastanza goffo, ed altrettanto senza fondamento mi pare la sua motivazione, cioè quella di voler utilizzare un percorso di partecipazione dei cittadini alla vita politica nazionale, come quello delle primarie del 30 aprile, in chiave di stretta politica cittadina.

Voglio cogliere comunque questa occasione per invitare i varesini a recarsi in tanti ai seggi, domenica prossima, per scegliere il Segretario nazionale del PD.

Personalmente, pur nel rispetto di tutte le scelte e di tutte le posizioni in campo, ribadisco che il mio sostegno ed il mio voto andranno alla linea riformista ed innovatrice di Matteo Renzi e Maurizio Martina

Luca Paris

 

Alle Primarie, per quanto mi riguarda, ho deciso di votare Andrea Orlando, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente. Ho fiducia in lui perché è un uomo perbene, preparato e competente, abituato non a promettere ma a fare. So di andare controcorrente dato che gran parte dell’apparato del partito, costituito da Segretari regionali e provinciali, ha scelto il Segretario uscente.

Credo, invece, che, gran parte del popolo del PD, pensi che Renzi non riuscirà a rimontare rispetto alle ultime due grandi sconfitte elettorali. Quella delle amministrative in cui abbiamo perso diversi Comuni tra cui Roma, Torino, Napoli e Trieste. E quella del referendum del dicembre scorso in cui si è avuta la prova della vastità della emorragia di consensi che ha subito la sua linea politica.

Dopo la seconda sconfitta, in particolare, con l’80% dei giovani e il 70% dei lavoratori e dei disoccupati che ha votato contro e la dolorosa scissione che non si è fatto niente per evitare, si è avuto un vuoto di direzione politica che, nei sondaggi di tutti i tipi, ha fatto crollare il consenso del PD a poco più del 25%, sorpassato di 5 punti dal M5S e dal centrodestra che, se si unisse, sarebbe al 30%.

Rimontare una situazione simile, la quale indica, chiaramente, la sfiducia della maggioranza degli italiani in chi, oggi, dirige il PD, normalmente richiederebbe mesi a patto, però, di produrre novità radicali ed innovative.

Non mi pare che, con la ricandidatura di Renzi, ci troviamo in questa situazione. Anzi, dopo la sentenza della Corte Costituzionale in materia elettorale, il cammino si è complicato notevolmente ed è aumentato il rischio di un’alleanza innaturale con Forza Italia dopo le elezioni politiche.

Da questo punto di vista, Orlando potrebbe essere un “ponte” verso gli elettori che, nelle ultime due occasioni elettorali, ci hanno abbandonati votando altri o rifugiandosi nell’astensione. La sua è una candidatura generosa per come è maturata. qualificata per le caratteristiche del personaggio, utile per costruire un nuovo PD e una nuova Italia. E’ la candidatura che rappresenta la scelta naturale di chi vuole recuperare le ragioni dell’Ulivo e della nascita del PD.

Del programma di Orlando condivido soprattutto la necessità di mettere al centro dell’agenda politica il lavoro, più dignitoso, più stabile e pagato meglio, e l’uguaglianza. Mi ha colpito anche la chiarezza della parte relativa al rilancio delle piccole e medie imprese e di un fisco più giusto. Sono d’accordo anche sulla necessità di compiere gli sforzi maggiori in direzione della crescita del nostro Paese, visto che, nonostante quello che è stato fatto finora, l’Italia rimane ultima in Europa.

Fabrizio Mirabelli

 

 

28 aprile 2017
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