Varese

Varese, Paesaggi della Resistenza, per gli “scatti” di Meazza sold out a Villa Mirabello

Da sinistra Meazza, Giannantoni e Belora

Da sinistra Meazza, Giannantoni e Belora

La cultura, la letteratura, la fotografia, la memoria fanno irruzione nelle celebrazioni del 25 Aprile. Questa mattina, a Villa Mirabello a Varese, è partita una mostra di grande valore: si tratta di Paesaggi della Resistenza nei romanzi di Calvino, Fenoglio, Meneghello, un percorso di scatti di uno dei più apprezzati fotografi varesini, Carlo Meazza, che con le sue immagini evoca la Resistenza riletta e riscritta da alcuni tra i più grandi scrittori italiani. Una mostra di grande valore, che ha richiamato alla sede dei Musei Civici un pubblico foltissimo, consapevole dell’importanza dell’evento (la mostra proseguirà fino al 22 maggio).

Tre i romanzi presi come punto di partenza, Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino, Il partigiano Johnny di Beppe Fenoglio e Piccoli maestri di Luigi Meneghello. Un punto di partenza sia per l’ottimo Meazza, sia per i curatori delle didascalie delle immagini, Enzo Basora, Franco Giannantoni, Enzo R. Laforgia.

E’ intervenuto il sindaco di Varese, Davide Galimberti, che ha espresso la soddisfazione per le immagini che Meazza ha offerto ai varesini in occasione della festa della Liberazione. Sono poi intervenuti i curatori dei testi, a partire dallo studioso delle immagini, Enzo Basora, che ha sottolineato come grandi fotografi, ad esempio Robert Capa, hanno lasciato un  segno indelebile documentando la Storia.

Parola poi allo storico varesino del fascismo, Franco Giannantoni, che ha ricordato le parole del padre servita De Piaz, resistente e amico di padre Davide Maria Turoldo, contro la Resistenza come “souvenir”, come “retorica patriottarda”. “Questa mostra – ha continuato lo storico – è in continuità con le parole di De Piaz: evocare la memoria senza cortei, alzabandiere, trombe”. Lo storico è stato critico anche con il Percorso della Memoria voluto da Anpi cittadino e Comune di Varese: per Giannantoni manca la prima tappa, fondamentale, quella relativa al tradimento che a Capolago portò alla morte del comandante Remo, Walter Marcobi.

Sul paesaggio come risultato dell’intervento dell’uomo si è soffermato lo storico Enzo Laforgia, che ha parlato della fusione tra paesaggio e momento storico. Laforgia ha anche rimarcato che gli scrittori documentati in mostra – e letti con maestria dall’attrice Betty Colombo – non solo hanno raccontato la Resistenza, ma “l’hanno trasfigurata in un racconto anti-retorico e lontano dall’oleografia”.

 

 

22 aprile 2017
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