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Varese, Progettare una panchina, premiati i progetti migliori a Villa Recalcati

Il progetto che ha vinto

Il progetto che ha vinto

Si è svolta oggi pomeriggio la premiazione del concorso “Progettare una panchina” che l’associazione Wareseable ha indetto nell’ambito delle attività legate alla Varese Design Week 2017.

Il tema del concorso è stato ispirato dal libro di Michael Jakob: “Sulla panchina” (Einaudi), in cui lo scrittore ci guida in un viaggio attraverso i giardini e le epoche, dalla Toscana rinascimentale alla Francia del Settecento, dalla Russia degli anni Venti ai paesaggi industriali della contemporaneità. Ed è stato lo stesso Jakob a presiedere la Giuria.

I giurati, dopo un’attenta analisi di tutti i progetti pervenuti da parte di coloro che svolgano attività di progettisti e posseggano titoli di studio con questo indirizzo e finalità, hanno decretato il progetto CHORD BENCH di Alex Bocchi di Brescia vincitore del concorso con la seguente motivazione: “Progetto poetico e formalmente elegante, che riesce a esprimere in pieno i presupposti dichiarati nella presentazione. Grande sensibilità formale sia nella scelta dei materiali che dei colori. Da un punto di vista geometrico e compositivo il prodotto si presenta equilibrato e funzionale. L’ uso appropriato dei materiali mette in relazione l’oggetto con ambiente e utente”.

Scelta non facile, visto l’alto livello dei progetti presentati, come DUNE di Letizia Caruzzo Letizia e Mauro Fabbro di Milano, che si è aggiudicato il secondo posto e definito dalla giuria un “Progetto con vocazione plastica che la imparenta alla scultura. La sua forma non è per nulla banale, non è ovvia, è anzi assolutamente originale e poetica, proprio perché trae ispirazione dalle geometrie della natura disegnate dal vento sulla sabbia del deserto. Apprezzabile il concetto modulare aggregabile realizzato con un’organicità inusuale”.

Terzo classificato, Stefano Zara con GERMOGLIO, valutato come un “Progetto che unisce sensibilità verso l’ambiente, uso appropriato delle tecnologie e dei materiali con un design al contempo sobrio ed innovativo.

Apprezzabile la scelta ecologica di impiegare materiali di recupero, come anche la forma che la fa somigliare a divani e poltrone progettate negli Anni Settanta. Assolutamente originale l’audace accostamento fra un afflato naturalistico del tutto contemporaneo e un tecnicismo “meccanico” di stampo vintage.”

 

10 aprile 2017
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