Varese

Varese, Cortisonici 2017: deludente premio giuria. Per Vestoso è standing ovation

Tutti sul palco per i saluti finali

Tutti sul palco per i saluti finali

Si è chiusa ieri sera l’edizione 2017 del festival Cortisonici con il consueto pubblico delle grandi occasioni, la consueta suspense prima di sapere il corto vincitore, il consueto umorismo un po’ goliardico degli organizzatori.

L’atmosfera consueta di questo appuntamento internazionale, che continua a restare uno dei momenti entrati nella tradizione della vita culturale “made in Varese”. Ieri sera, dopo la terza somministrazione con votazione del pubblico, sono arrivati gli insindacabili verdetti di giuria e pubblico.

Ma partiamo dal vincitore di Cortisonici decretato dalla giuria composta quest’anno da Anna Bernardini, Bruno Fornara, Fabio Ilacqua e Christian Letruria (ieri sera erano presenti in sala soltanto gli ultimi due). La vittoria è andata al corto tedesco “Save” con la regia di Iván Sáinz-Pardo. Una scelta che, come spesso accade di fronte al verdetto della giuria, solleva dubbi e perplessità. Un corto che non convince, che continua a camminare, irrisolto, tra dramma domestico e thriller senza scegliere alla fine dove collocarsi. Certo, fotografia molto raffinata e location minimalista-metropolitana, ma non entusiasma davvero.

Si poteva magari ragionare di più sull’agrodolce “Rabbit Girl” della coppia Bernasconi-Reverdito, che si sono presentati sul palco con tutta l’assortita compagnia, un bel gruppo che continua a sfornare ottimi prodotti e che questa volta racconta la doppia esistenza di un’affascinante libraia di provincia, che finisce per innamorarsi di un bel corriere uscito da un romanzo di Joseph Roth, oppure “Golden Love” dell’ucraino Ostrikov, un ottimo corto che racconta dei terrificanti incontri tra uomini e donne che si verificano in una Casa del popolo uscita dall’era brezneviana.

La stessa giuria ha poi scelto, per la menzione speciale, il molto più convincente “Last Call Lenny” di Julien Lasseur, corto americano su uno strano personaggio che escogita fantasiosissimi strumenti di morte domestica. Un video che ha ricevuto anche il Premio Giuria Giovani.

Veniamo al verdetto del pubblico, che ha scelto il corto “Einstein-Rosen” della spagnola Olga Osorio: video davvero gradevole, in cui due fratellini sono alle prese con un’ipotesi scientifica spazio-temporale su una possibile “scorciatoia” che abbrevia i viaggi nell’universo. Ben fatto e con una storia raccontata con stile. Simpatico il corto che ha ricevuto il premio “Ronzinanti” assegnato da Cortisonici, “Dénominateur Commun”, francese, di Quentin Lecocq, sul nerd che testa farmaci con conseguenze imprevedibili, come lo sdoppiamento.

Ma la vera sorpresa, la vera “chicca” è stata presentata alla fine della serata: il corto fuori concorso di Valerio Vestoso “Ratzinger vuole tornare”, un mix di comicità e intelligenza da centodieci e lode. Meno intellettuale del vincitore, più convincente per il popolo varesino dei corti, che ha assegnato a Vestoso un applauso da standing ovation.

Presente in sala anche il sindaco Davide Galimberti, alla sua prima volta, come sindaco, a Cortisonici. Ma per lui nessun invito sul palco della serata finale.

 

 

2 aprile 2017
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