Varese

Varese, Bilancio, ultimo round: dal Grande Comunicatore alle scuole convenzionate

La protesta leghista

La protesta leghista

Ultimo round per il bilancio, ieri sera, in Salone Estense. Molta attesa, qualche fibrillazione in maggioranza, il settore del pubblico che, da quando c’è stato il cambio della guardia in Comune, è sempre decisamente più affollato, ampia presenza tra il pubblico di leghisti e forzisti, evidentemente interessati a capire di più e meglio le scelte di chi li ha sconfitti alle elezioni.

Parte al ralenti il confronto sugli emendamenti presentati dalle opposizioni, che vengono bocciati uno dopo l’altro, senza se e senza ma. Molti i temi agitati dai consiglieri in Aula, molte le questioni che vengono dibattute, ma il confronto diventa un po’astratto considerato che, al termine delle parole, per dirla alla giacobina, si alza la ghigliottina. Eppure il dibattito è serio, e con spunti interessanti per il faceto cronica con il taccuino in mano (lungi da noi tablet e consimili diavolerie tecnologiche…).

Torna ad affacciarsi una figura controversa come il Grande Comunicatore, quella figura di cui  l’amministrazione comunale vuole dotarsi per coordinare la comunicazione dell’ente. Una figura non tanto economica, considerato che costerà al Comune 40mila euro più Iva, ma che riveste una significativa importanza considerata la partecipazione dei consiglieri e gli interventi in Aula. Viene messa nel mirino dai consiglieri leghisti: “Non c’è alcuna necessità di questa figura – incalza Binelli -. Il sindaco ha già un portavoce. Questi soldi riserviamoli agli anziani”. Difende la figura professionale il capogruppo Pd, Luca Conte, che annuncia il voto contrario: “Un supporto necessario per il marketing e il rilancio della città”. Il consigliere Tommaso Piatti (Lista Galimberti) ritiene che un problema di comunicazione tra amministrazione e cittadini. Grande Crugnola (Varese 2.0) che paventa una realtà un po’ stile “minculpop”: “Comunque va rafforzato il circolo virtuoso tra ente locale e popolazione”. Il consigliere leghista Piatti non lesina le sue critiche, e dice che “qui l’ufficio stampa ha funzionato sempre bene ed è stato smantellato dalla nuova amministrazione”. Voto sull’emendamento che vuole abolire la figura: 18 contro e 5 a favore dell’emendamento.

Due le figure che occupano la scena, entrambi giovani consiglieri al loro primo mandato: la giovane e vivace Carlotta Calemme, Forza Italia, e Luca Boldetti della Lista Orrigoni. La Calemme presenta numerosi emendamenti con toni precisi e divertiti circa le posizioni della maggioranza, senza mai parlare il “politichese”.

Per quanto riguarda Boldetti, anche lui al primo mandato, intelligente e cordiale, ma non con lo spirito della Calemme, porta in Aula un altro tema fondamentale a Varese, quello delle scuole convenzionate, tema su cui c’è chi teme qualche possibile franco tiratore in maggioranza. “Se non fosse rifatta la convenzione, al momento sospesa – dice il giovane e cortese Boldetti – nelle scuole dell’infanzia ci sarebbe un  aumento del 75% delle rette”. E se questo avvenisse, i bambini che si rivolgessero altrove metterebbero in seria difficoltà lo stesso Comune. Un tema importante, al punto che intervengono ben due assessori. L’assessore al bilancio Buzzetti chiede che l’emendamento sia trasformato in raccomandazione, di cui la giunta possa tenere conto, mentre l’assessore-maestra Dimaggio è chiara ed esplicita: “Nessuna intenzione di non rinnovare la convenzione – dice l’assessore ai Servizi educativi -. Da gennaio è in corso una serie di colloqui con i presidenti di queste realtà per arrivare, in maniera condivisa, ad una soluzione”. Uno sforzo che fa la giunta in vista di una revisione della convenzione, capace di tenere conto dei cambiamenti nel frattempo avvenuti.

Poi arriva il voto e la protesta della Lega con le immagini dei cartoni animati di Robin Hood. Ma prima di terminare, c’è anche un emendamento di Vigoni (Lista Orrigoni) sul crowfunding, cioè la possibilità di raccogliere risorse anche per il Castello di Belforte. “Sarebbe bello – dice lui prima di uscire dall’aula -. Varese è una città ricca”.

 

31 marzo 2017
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