Varese

Varese, L’Ombra di Vinicio Capossela turba e pizzica al Teatro Openjob Metis

Un momento del concerto

Un momento del concerto

Grande, perturbante, ironico Vinicio Capossela. Ancora una volta capace di magie vere: ieri sera, all’apertura del suo concerto “Ombra Tour”, portato da Albachiara al Teatro Openjob Metis di Varese, su piazza e teatro calava la nebbia, a rendere i contorni e le persone meno reali, protagonisti di un sogno collettivo. Una specie di opportunità per entrare in anticipo nel mondo richiamato da Capossela sul palco, dove per circa due ore sono stati evocati (dagli inferi? dal passato ancestrale? dalla notte di Valpurga?) gli esseri che riempiono l’ultimo doppio del cantautore irpino “Canzoni della Cupa”.

Un mondo sulfureo e popolare, fatalista e violento, fiabesco e ancestrale. Il mondo di Vinicio, che ha voluto dividere il concerto che sta portando in tour cinque “quadri”, come si è visto in un elegante pieghevole distribuito gratuitamente ieri sera. A farla da padrona l’Ombra, in tutte le sue declinazioni, nella sua presenza e nella sua assenza, nell’essere e nel non-essere.

Una trentina di canzoni ascoltate con attenzione fino a quando maschere e copricapi deliranti hanno lasciato posto ad un vero e proprio disvelamento, ad un passaggio di testimone al Vinicio popolare ed ironico: “No – dice sconsolato in zona bis -, mi dispiace, ma non ho aneddoti su Varese”. Ma si sbaglia. Pochi secondi dopo racconta di essere stato a Varese per accompagnare l’attore Paolo Rossi, di essere andato a cena e di essersi dimenticato il suo soprabito. “Voglio andare a vedere se lo ritrovo…”.

Dopo i terrore e tremore del concerto, passando dalla struggente “Modì”, nell’ultima parte della serata Vinicio esplode con il mitico “Ballo di San Vito” e con altre tarante, con i varesini, piuttosto freddini nel corso del concerto, che si lanciano nel ballo in teatro. La colonna sonora è a tutta manetta e Vinicio ce la mette tutta, strimpellando il piano e cantando. Con la sua fantasia, con la sua grande musica trasforma la Varese autunnale in uno spazio di vita vera, tra nordici corvi e sonorità mediterranee.

24 marzo 2017
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