Varese

Varese, Difendersi dai topi d’appartamento, consigli utili da Confedilizia

Il presidente Brianza

Il presidente Vincenzo Brianza

Bisogna rendere le proprie case sicure e, soprattutto, per evitare brutte sorprese e costosi danneggiamenti, evitare di pubblicizzare la propria assenza dalle abitazioni. Questi i consigli di Confedilizia Varese per evitare furti e frodi nelle proprie abitazioni.

Secondo i dati Istat e dati del Ministero dell’Interno, riferiti al 2015 (ultimo dato consolidato a disposizione) in provincia di Varese i reati ogni 100mila abitanti sono più di 3600, (contro gli oltre 5mila ogni 100mila abitanti della media regionale): il che si traduce, sugli oltre 800mila abitanti varesini, in oltre 28mila reati all’anno, di vario genere e natura.

E sono proprio i furti a concentrare il maggior numero di denunce sul nostro territorio: oltre 2000 ogni 100mila abitanti, in pratica circa 16mila all’anno. In particolare i furti in abitazione sono i più numerosi per tipologia: 449 ogni 100mila abitanti, parliamo di quasi 3500 all’anno, seguono le truffe e frodi informatiche (227 ogni 100mila abitanti, quindi circa 1800 all’anno), i furti con destrezza (178 ogni 100mila abitanti, circa 1400 all’anno), i furti in esercizi commerciali (137 ogni 100mila abitanti, un migliaio all’anno) e i furti d’auto (76 ogni 100mila abitanti, ovvero circa 600 all’anno).

«Anche se i dati relativi ai furti risultano in lieve diminuzione in questi ultimi anni, eccetto le frodi informatiche che al contrario sono in crescita, restano sempre numerosi i fatti di cronaca che raccontano di malviventi che si introducono in abitazioni e nelle attività economiche per compiere un furto, i quali, in particolare se sorpresi sul fatto, mettono in pericolo anche la nostra sicurezza» sottolinea Vincenzo Brianza, presidente di Confedilizia Varese. «E’ importante dunque studiare qualche accorgimento che può essere molto utile per contrastare intromissioni illecite e furti».

Ci sono tante piccole astuzie che possono essere adottate per rendere il proprio immobile più sicuro, anche senza trasformarlo necessariamente in un bunker: «Spesso le case prese in considerazione da parte dei “topi di appartamento” vengono segnalate con strani disegni – spiega il presidente di Confedilizia Varese – che hanno un loro proprio significato tradizionale  che permette ai delinquenti di sapere, ad esempio, se nello stabile vi è un appartamento con una donna sola (triangolo), se la casa è provvista di antifurto (Oh), se è opportuno “visitare” la casa di domenica (D), di mattina (M) o di notte (N) ed altro ancora». Confedilizia ha raccolto e mappato tutti i disegni che è opportuno non ignorare. «E’ poi importante non pubblicizzare la propria assenza, sui social network in particolare, ma bisogna anche fare attenzione ai segnali che indicano una assenza prolungata: come montagne di posta non ritirata o ancora, se si vive in condominio, fare attenzione al tappetino che resta arrotolato per lungo tempo a seguito delle pulizie delle scale».

Anche la targhetta con i dati dell’amministratore, presente nella bacheca del palazzo può essere utilizzata per truffare i condòmini, così come bisogna prestare attenzione ai falsi black-out, i

fantomatici addetti delle utenze e, ultimamente, anche i falsi ritrovatori di portafogli sulle scale che, una volta aperta la porta per la riconsegna in un attimo svaligiano l’appartamento.

Le tecniche sono ormai note, ma proteggersi serve: «Ricordarsi di eseguire controlli periodici sul buon ed efficace funzionamento dell’antifurto, che resta sempre un buon deterrente, utilizzare grate e tapparelle metalliche per le finestre più esposte, sicuramente ha la sua utilità, ma più in generale fare attenzione alle persone che si presentano alla porta, chiedendo di entrare con qualche scusa». E poi denunciare: «Fare subito denuncia, orale o scritta, del furto subìto, alle Forze pubbliche specificando in apposito elenco tutti i beni e i documenti sottratti».

20 marzo 2017
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