Varese

Varese, “Geppetto e Geppetto”, lo spettacolo che racconta una coppia arcobaleno

Un momento dello spettacolo a Varese

Un momento dello spettacolo a Varese

Vincitore di un prestigioso Ubu e super-recensito, è giunto a Varese, al Teatro Openjobmetis, “Geppetto e Geppetto”, scritto e diretto (e interpretato) da Tindaro Granata, una coproduzione Teatro Stabile di Genova, Festival delle Colline Torinesi e Proxima Res. A Varese lo spettacolo è stato incluso nella rassegna “Pomeriggi Teatrali” del Circolo Endas Severo Piatti.

Certamente una delle ragioni dell’interesse di questo spettacolo sta in Tindaro Granata, interprete che a Varese abbiamo già apprezzato nella rassegna “Tra Sacro e Sacromonte”. E in questo spettacolo aiuto di Granata è la varesina Francesca Porrini. Entrambi in scena nello spettacolo “Ifigenia, liberata” di Angela Demattè, con la regia di Carmelo Rifici (presto lo vedremo al Piccolo Teatro e ne scriveremo su Varese Report).

Lo spettacolo “Geppetto e Geppetto”  racconta una storia: la storia di due uomini che vogliono avere un figlio. Le loro traversie, i loro problemi, i loro sogni. I due “Geppetti” sono interpretati da due giovani attori raffinati: lo stesso Granata e Paolo Li Volsi. Se si dovesse, in pochissime parole, spiegare come lo spettacolo racconta la vicenda, si dovrebbe dire che il racconto è fatto da dentro, a partire dalla vita reale e quotidiana, dal basso, di cuore e di pancia, da lontano rispetto a teorie e retoriche. E ancora più lontano dall’astratto dibattito pubblico, che si ripresenta, nel corso della messa in scena, come un brusio di voci fuori campo che appartengono a politici, parti, sigle e fazioni.

No, lo spettacolo che racconta dei due Geppetti, non si schiera. Il racconto, certo, guarda con simpatia e partecipazione la storia raccontata, ma lo fa mettendosi continuamente in discussione, confrontandosi con chi, in scena, non la pensa come i protagonisti. E’ il caso della madre di uno dei due uomini (Roberta Rosignoli). E’ il caso dei mille dubbi espressi dallo stesso figlio Matteo una volta diventato uomo (bravo anche Di Genio che lo interpreta). Contrastati e contrastanti anche i rapporti del figlio con i coetanei, Lucia (Lucia Rea) e Walter (Carlo Guasconi).

Uno spettacolo complessivamente di buon livello.  Anche se è più apprezzabile la prima parte rispetto alla seconda: in quest’ultima viene a perdersi quel geniale registro ironico-fiabesco che caratterizza la prima parte, più vivace e capace di smontare luoghi comuni e stereotipi con il sorriso sulle labbra. Prevale, nella seconda parte, un registro più drammatico (e più scontato) con cui si racconta la vita del figlio ormai cresciuto e poi padre a sua volta.

Resta il fatto che “Geppetto e Geppetto” riesce a mantenersi teatro vero proprio mentre si tuffa nella cronaca e si confronta con la più stringente attualità. Un risultato da apprezzare in un momento in cui siamo spesso vittime di un teatro di narrazione che produce spettacoli noiosi e didascalici.

Andrea Giacometti

 

 

19 marzo 2017
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