Varese

Varese, Standing ovation per Jesus Christ Superstar al Teatro Openjob Metis

Il protagonista Ted Neeley

Il protagonista Ted Neeley (dal sito del teatro Openjob Metis)

Al momento dell’assolo del protagonista Ted Neeley, lo storico protagonista dell’indimenticabile pellicola anni Settanta, al Teatro Openjob Metis di Varese l’attenzione si affina e il silenzio partecipe del pubblico è totale. Siamo ad un momento cruciale del musical “Jesus Christ Superstar“, con Neeley che interpreta la notte più terribile, la notte del Ghetsemani. Al termine della sua interpretazione, che in parte avviene su una pedana che esce dal palco e si affaccia sulla platea, Neeley è stremato, ma viene accolto da un applauso che presto si trasforma in una vera standing ovation che il pubblico varesino attribuisce all’attore alzandosi in piedi.

Grande successo, dunque, a Varese, per il musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, con la regia dell’espertissimo Massimo Romeo Piparo. Un allestimento che conquista soprattutto perché ogni cosa, in scena, è live: dai musicisti dell’Orchestra diretta da Emanuele Friello fino ai cantanti. Una scelta vincente, perché offre agli spettatori che riempiono ogni settore del teatro varesino un’interpretazione autentica, che è la vera colonna del grande successo dello spettacolo.

Un successo che moltiplicato dalla bravura degli interpreti, in particolare il tris formato da Jesus-Ted Neeley, Maria Maddalena-Simona Distefano e Giuda-Feysal Bonciani, insieme ad un cast d’eccezione protagonista di uno spettacolo che vede anche una nutrita pattuglia di acrobati, trampolieri, mangiafuoco e ballerini.

Oltre alla indiscutibile bravura del cast, il musical scorre veloce grazie ad un allestimento di forte impatto grazie alle sofisticate tecnologie utilizzate. Le scenografie sono nutrite di immagini rilanciate da diversi schermi, attori che si elevano, appaiono e scompaiono grazie a meccanismi azionati sul palco. E, ciliegina sulla torta, un cantante e alcune ballerine che, seguite da una telecamera, dall’atrio del teatro arrivano in sala, condividendo con il pubblico i momenti finali del musical. Un modo per lanciare la scatenata finalissima con attori sul palco e i veri fans che, sotto il palco, ballano e cantano scatenati.

Uno spettacolo che consente anche di tornare agli anni Settanta, grazie allo stile beat che si esprime nei costumi, nei colori, nelle situazioni che si verificano nel corso dello spettacolo. Un beat che, in parte, è una scelta vintage, che – come accade nel video che scorre mentre Gesù viene flagellato – parte dagli anni Sessanta americani, con Malcolm X e Martin Luther King, e finisce con contemporanei scatti dedicati a Charlie Hebdo e alle Torri Gemelle.

 

 

 

10 marzo 2017
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