Varese

Varese, “Non una di meno”, sit-in con pensieri e poesie contro la violenza sulle donne

Un momento del sit-in  a Varese

Un momento del sit-in a Varese

All’angolo tra Piazza Monte Grappa e Corso Matteotti si è svolto un sit-in contro la violenza sulle donne organizzato dal movimento “Non una di meno”, che ha registrato l’adesione e il sostegno di diverse associazioni. Una manifestazione che si è tenuta in occasione dell’8 Marzo, ma che ha insistito a considerare momento di un impegno che prosegue ben oltre la giornata dedicata alle donne.

Oriella Riccardi, della segreteria Cgil di Varese, ha aperto la manifestazione sottolineando che a Varese si è optato per il sit-in e non per lo sciopero, come avvenuto altrove. Un momento di riflessione aperto a tutti coloro che avessero intenzione ad intervenire.

Per “Non una di meno” è intervenuta Gabriella Sberviglieri, che ha parlato all’inizio. La Sberviglieri ha chiesto più fondi per i centri anti-violenza e ha sostenuto che le donne che denunciano devono restare anonime. Importante il ruolo del sindacato sui posti di lavoro contro discriminazioni e ingiustizie.

Ha poi preso la parola Oriella Riccardi (Cgil Varese) che ha detto: “Siamo discretamente contente della partecipazione a questo sit-in, ma non siamo ai livelli del 2009″. “Certo, è fondamentale il ruolo del sindacato – continua la Riccardi -, ma anche la politica deve fare di più mettendo in pratica la convenzione di Istanbul”. Per quanto riguarda il mondo del lavoro sono ancora forti le discriminazioni e le differenze, come dicono i dati sul divario tra le retribuzioni maschili e femminili: il “gender gap” è del 30% in Italia (minore a Varese). Decisiva l’azione della Rete anti-violenza istituzionale sul fronte della prevenzione e del sostegno alle donne vittime di violenza.

E’ intervenuto anche l’assessore alle Pari opportunità del Comune di Varese, Rossella Dimaggio, che rivendicato con orgoglio il fatto che il Comune sia ente capofila della rete anti-violenza. “Fondamentale – continua l’assessore – resta l’investimento che facciamo sulle nuove generazioni, contribuendo a creare da subito una cultura e una mentalità nuove”.

Hanno seguito diversi interventi, di uomini (come il rappresentante Un’altra storia Giuseppe Musolino) e di donne. Non solo riflessioni e considerazioni, ma anche pensieri in versi, come nel caso della lettura di versi di Alda Merini, Madre Teresa di Calcutta, ma anche Charles Bukowski

 

9 marzo 2017
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