Varese

Varese, Il Comune organizza un grande evento: un festival dedicato a ville e giardini

L'assessore Roberto Cecchi

L’assessore Roberto Cecchi

A maggio si svolgerà una grande iniziativa che metterà al centro il nostro patrimonio più bello: le ville e i giardini di Varese. Vogliamo che diventi l’edizione zero di un evento senza precedenti che si ripeterà ogni anno crescendo nel tempo”.

Con queste parole l’assessore alla cultura Cecchi e il vicesindaco Zanzi annunciano per il prossimo mese di maggio l’evento a cui il Comune sta lavorando da un po’ di tempo e che oggi inizia a svelarsi alla città. “Siamo la Città giardino e vogliamo accendere i riflettori sulle nostre ricchezze più belle in modo che siano conosciute da tutti. Per dieci giorni si potranno visitare le splendide ville e giardini di Varese che saranno aperte al pubblico per una occasione davvero speciale”.

Le date in cui si svolgerà il festival sono presumibilmente tra il 13 e il 21 maggio 2017. I dettagli dell’iniziativa però verranno svelati solo nei prossimi giorni ma tutto lascia intendere che si stia lavorando ad un evento che vuole essere una “start up” di un appuntamento che diventerà il grande Festival del Paesaggio e dell’Ambiente della città, alla stregua del Festival della Letteratura di Mantova o il Festival dell’Economia di Trento.

L’idea di una grande festival che metta al centro le ville e i giardini della nostra città nasce dalle indicazioni contenute nelle linee programmatiche di governo che in merito agli interventi in ambito turistico prevedono: l’inclusione delle ville e dei parchi in un percorso turistico dedicato in grado di richiamare turisti da tutto il mondo. Questa strategia poi è stata declinata anche nel Piano Turistico “Varese e Natura” presentato dall’assessore Cecchi, in cui si sottolinea che le ville e i parchi di Varese rappresentano di per sé un’attrattiva culturale di grande efficacia.

Al centro del festival varesino ci saranno le decine di residenze costruite tra la fine del Seicento e nel primo trentennio del XX secolo che sono inserite in spazi verdi e sono dislocate in varie zone della città. Anche grazie a questo patrimonio Varese si è guadagnata il titolo Città Giardino, a testimonianza di un’epoca in cui Varese era meta di villeggiatura, appellativo mutuato appunto dalla presenza delle numerose ville di delizia che ancor oggi rappresentano una caratteristica imprescindibile della città.

Si tratta per la maggior parte di edifici di proprietà privata, che per la prima volta potranno essere aperte al pubblico. Molte di queste ville sono incastonate in parchi ricchi di essenze arboree di pregio, altre sono caratterizzate da un’architettura in stile che interessa la magione principale e gli edificati presenti nel parco oppure la struttura stessa del giardino. Altre ville ancora si distinguono per aver ospitato personaggi illustri o perchè sede di eventi che hanno segnato la storia, non solo cittadina.

“L’inzitiva a cui stiamo lavorando – dichiara il vicesindaco Daniele Zanzi – intende collocare Varese come l’eccellenza italiana dell’ambiente e del paesaggio attraverso l’organizzazione di numerosi eventi tra cui spiccherà appunto la possibilità di poter ammirare e conoscere i parchi e le ville della città e del circondario. Insieme alla visite si organizzeranno anche una serie di incontri e di convegni sul paesaggio e sull’ambiente che coinvolgano anche esperti del settore di fama nazionale e internazionale”.

Ai proprietari delle residenze private, da alcune settimane, è stata inviata una lettera in cui viene richiesta la disponibilità a creare una sinergia con il Comune, perchè anche il cittadino partecipi attivamente al  processo di valorizzazione di questa peculiarità di Varese. Si è infatti chiesto ai proprietari la disponibilità ad aprire i loro parchi e giardini, ed eventualmente anche le dimore, per consentire la visita guidata a gruppi assistiti  da una guida turistica e da un agronomo che illustreranno gli aspetti architettonici, storico artistici degli edificati e le essenze arboree di pregio presenti nelle aree verdi. Alle richieste del Comune hanno già risposto in modo positivo molti proprietari di queste ville.

“Intendiamo procedere all’organizzazione di un grande evento – prosegue l’assessore alla Cultura e al Turismo Roberto Cecchi – in sinergia con tutti gli enti promotori in ambito culturale e turistico, pubblici e privati, e in particolare con la Camera di Commercio. Per rendere più suggestiva le visite pensiamo anche alla presenza nei parchi di giovani musicisti o artisti che possano esibirsi. Nel periodo in questione si procederà, insieme alle associazioni che operano nel settore, alla promozione di convegni, iniziative scientifiche e culturali che abbiano come elemento comune il paesaggio e l’ambiente. Il festival ha come obiettivo primario quello di promuovere al meglio la città di Varese ed il territorio limitrofo avviando anche una importante campagna di comunicazione che possa consentire di valorizzare il territorio ed il “brand Varese”, anche come possibile attrattore di investimenti. Siamo sicuri inoltre che un evento come questo possa rappresentare un’occasione importante anche per le aziende che operano nella zona, che attraverso la loro collaborazione alla riuscita dell’iniziativa, possano far conoscere ulteriormente i propri prodotti e le eccellenze presenti sul territorio”.

25 febbraio 2017
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13 commenti a “Varese, Il Comune organizza un grande evento: un festival dedicato a ville e giardini

  1. Bruno Belli il 26 febbraio 2017, ore 14:12

    Di là della bontà degli intendimenti, a quanto leggo, non c’è ancora un calendario dettagliato. Non sappiamo neanche quali ville private apriranno al pubblico (tra l’altro, per accedere ai giardini delle dimore private da parte dei gruppi sono necessarie della assicurazioni “ad hoc” per i visitatori, spero che lo sappiano, perché c’è parecchia letteratura giurisprudenziale in merito…), non sono nemmeno definiti con certezza i giorni certi del mese di maggio e gli “eventi” collaterali..
    Sarebbe stato meglio fare una conferenza stampa solo nel momento in cui tutti i dettagli fossero stati affrontati e risoti.
    Così, invece, mi sembra la solita politica degli annunci gratuiti, spesso, successivamente ridimensionati e “corretti”…
    Sarebbe ottima norma da parte degli amministratori pubblici (i “politici”) rendere note al pubblico le cose quando siano già complete e definite, quando tutti i dettagli siano stati visti, risolti, compiuti.
    E’ troppo facile emettere “notizie ad effetto”, perché, in realtà, al momento, di concreto qui non si legge niente.
    Si continua a partire dal tetto e non dalle fondamenta.

  2. Cesare Chiericati il 27 febbraio 2017, ore 09:31

    Il festival delle ville è un’ottima iniziativa, un seme da far crescere gradualmente e con attenzione. Già ci sono importanti adesioni di massima. Resta il problema dell’”annuncite”, una patologia che, purtroppo, sembra inarrestabile e di cui è afflitta anche la nuova giunta. Sarebbe davvero auspicabile che all’abituale “faremo” venisse preferito un più modesto ma pragmatico ” abbiamo fatto”. A bocce ferme e ben collocate.

  3. Martone il 27 febbraio 2017, ore 11:46

    Sono le solite cose gia’ fatte e rifatte in precedenza dal Zanzi in modo autonomo come agronomo conoscitore della citta’ e delle sue bellezze arboree Niente di nuovo sotto il sole

  4. Cesare Chiericati il 27 febbraio 2017, ore 15:18

    Visite a ville e giardini per iniziativa di Varese 2.0 e a guida Daniele Zanzi ne sono state fatte alcune, tutte ben riuscite. Che ora e col tempo possano diventare un’offerta stabile e strutturata della città per visitatori e turisti è un fatto positivo. Non necessariamente deve esserci sempre qualcosa di nuovo sotto il sole.

  5. Daniele Zanzi il 27 febbraio 2017, ore 16:31

    Alcuni varesini sembrano mai abbandonare la patologia cronica del brontolio e del pessimismo a prescindere;in buona parte “epidemie” corresponsabili dello stato in cui versa la città. Certo si era abituati alla palude stagnante di una città che stava morendo: zero iniziative, sagre del cinghiale -tutt’ al più -, regolamenti fermi agli anni ’60, mille teste che preferivano e volevano lavorare con la loro individualità e coltivare il loro esclusivo orticello, privilegi consolidati e tramandati,decisioni prese sopra la testa dei cittadini( mai ascoltati ).
    Certo è più facile commentare e ammalarsi di “tastierite ” sul comodo computer nel proprio salotto che il fare e il mettersi in gioco di chi invece lavora, suda,propone iniziative e fa per la propria città il piccolo come , si spera ,il grande.
    Certo forse per taluni sarebbe meglio sempre il nulla; così almeno paragoni non potranno esserci e si potrà continuare a bearsi nel proprio tran tran quotidiano. Qualcun altro auspica sempre e comunque il fallimento perchè di fatto ha per primo lui stesso fallito e non è più capace di vivere serenamente incolpando della propria esclusione gli altri, mentre invece dovrebbe guardarsi al proprio interno.
    Si invece va avanti ,noi ,che ci siamo presi il compito di cambiare – certo a fatica,ma non ci tiriamo indietro. Forse qualcuno non ha ben capito , o non gli è stato fatto capire, che l’” annuncio” va al di là di una semplice apertura di parchi per la quale era già sufficiente il modesto contributo di un agronomo. Si gettano le fondamenta per una nuova visione di questa città.
    Volete collaborare a questa visione ,anche voi, ipercritici varesini ( per fortuna una netta minoranza),usi a condannare e banalizzare ,sempre e comunque , sempre pronti al prescindere , o preferite starvene in disparte ,beati ed appagati dell’ “io l’avevo detto “???

  6. Bruno Belli il 27 febbraio 2017, ore 17:18

    Caro Chiericati,
    leggo che Lei srive “ci sono già importanti adesioni di massima”, segno che sia informato su qualcosa che noi non sappiamo, giacchè il Comunicato stampa del Comune di Varese dice tante cose senza affermare, invece, alcunché.
    Motivo in più, allora, per attendere di definire le cose.

    Proprio oggi leggo qui su “Varesereport” che il tre Musei del Sacro Monte hanno concluso un’ottima iniziativa che prenderà l’avvio dal prossimo mese di marzo.
    Non è stato annunciato alcunché con le trombe dell’”Aida” prima di “fare”.
    Hanno fatto, ed ora che il calendario è completo, il biglietto unico approvato, ecc.ecc. lo hanno comunicato al pubblico.

    Di solito è indice di serietà, comportarsi come hanno fatto i tre Musei del Sacro Monte.
    Per inciso, non mi sembra che il Comune di Varese – che sta parlando di “valorizzazione” del luogo – sia coinvolto nella nobile iniziativa.

    I proclami servono durante le campagne elettorali. Punto.
    Bruno Belli.

  7. Martone il 27 febbraio 2017, ore 17:48

    Coda di paglia Sig Chiericati…. Ha detto semplicemente quello che ho detto io nel mio post precedente niente di nuovo. Bella iniziativa ma trita e ritrita basta non farla passare come una idea straordinaria che ha avuto bisogno di chissa’ quale elaborazione

  8. Bruno Belli il 27 febbraio 2017, ore 19:10

    Caro Zanzi,
    siccome risponde ed anch’io ho fatto un paio di interventi e lei non indirizza ad una persona precisa la sua risposta, posso pensare che Lei si riferisca a me.
    Allora, Le dico che Lei sbaglia in pieno nella sua requisitoria – ed è anche poco signore a parlare di “fallimenti” e di esclusioni (basterebbe pensare all’ultimo regalo che feci alla città: una mostra sul Teatro Sociale della quale si è scritto che “non sfigurerebbe nel ridotto del Teatro alla Scala”, cui seguì una proposta per una permanente fattibile riguardo alla quale l’Assessore Cecchi, per tramite di un funzionario, mi rispose per iscritto che l’ “Amministrazione ha altri programmi”).
    Non sono alcuni cittadini che si sono esclusi a prescindere, nonostante abbiano fatto (tanto o poco), ma sono stati esclusi, perchè non si vuole la voce dissenziente, capace di fare critica, perchè prima sa farsi autocritica.
    Qualcosa, partendo dal 1998 in città e per la città “il tastierista” Belli ha fatto. Ho già dato. Può darsi che voglia anche starmene escluso in rapporto al basso profilo che si eleva all’orizzonte.
    Altrochè…

  9. Bruno Belli il 27 febbraio 2017, ore 19:16

    P.S. Anzi, penso proprio che Lei si riferisca al sottoscritto, dato che, tranne Cesare Chiericati (che non mi pare effettui critica), mi sono firmato per esteso come sempre.

    Prima che adisse alla tanto ambita carica, Lei, anche su Facebook era molto ammalato di “tastierite”: criticava tutto, Se non avesse criticato, non avrebbe fondato un movimento per “amministrare” la città.
    Chi le dice che alla prossima tornata elettorale, non ce ne saranno altri?

  10. R. Gervasini il 27 febbraio 2017, ore 20:54

    Finalmente! Daniele Zanzi da anni sostiene che il vero patrimonio di Varese sono l’ambiente, le ville, i parchi storici e che su questo si doveva puntare per un rilancio non solo turistico della città. L’ho sempre sostenuto per questo suo progetto e tante volte abbiamo pensato di fare di Varese la capitale del Verde e dell’ambiente, regionale ed anche nazionale, pensando a Mantova per la Letteratura o a Parma per il gusto. Si parte come si puo’, con pochi mezzi ma il vero patrimonio oggi sono Roberto Cecchi per i suoi ” agganci” a livello nazionale e Daniele Zanzi per le sue relazioni professionali in mezzo mondo. Se un festival è utile per partire, secondo il mio modesto parere a Varese deve nascere qualcosa di stabile che accolga tecnici e studiosi letetrati e scienziati che si occano di ambiente e paesaggio. Collegamenti con l’Insubria? Una sede stabile a Villa Mylius? Bene caro Daniele, vedo che cerchi di realizzare subito un bel sogno.

  11. Paolo Vinci il 28 febbraio 2017, ore 10:00

    Scusi, Zanzi: Varese sarà anche “verde”, sarà anche la “Città giardino”, Lei starà anche facendo un piano di “rilancio, ma Piazza Monte Grappa e piazza Repubblica sono mal messe, degradate, ed assomigliano alla periferia di posti come Sesto San Giovanni e Arese negli anni settanta, quando le acciaierie andavano forte…
    Non sarebbe opportuno presentare la città in modo migliore a chi venga qui? O forse pensa che tutti attenti ai giardini ed alle ville non si veda il degrado attorno?
    Perchè non cominciate con il recuperare il centro storico che è veramente lasciato andare?
    Credo proprio che Bruno Belli abbia tutte le ragioni quando afferma che si parte dal tetto e non dalle fondamenta.
    Meno male che c’è qualcuno che non si uniforma al coro di “va tutto bene madama la marchesa”!!! Io ringrazio Belli e Varesereport! Grazie.

  12. Marco Massa il 28 febbraio 2017, ore 12:40

    Caro Daniele Zanzi, Lei è il Vice Sindaco della città di Varese, quindi, riveste un ruolo istituzionale.
    Pertanto, quando risponde ai cittadini, dovrebbe esprimersi in un modo più corretto ed urbano.
    “Fallito” ed “escluso” sono termini sgradevoli, tanto più se fuoriescono dalla bocca di una persone che riveste un ruolo pubblico che dovrebbe essere sopra le parti.
    L’Amministrazione che “coinvolge ed ascolta i cittadini” (sono parole vostre) non dovrebbe ascoltare anche i falliti e gli esclusi?
    Un pessimo intervento, mi creda: una grave caduta di stile.

  13. Emiliano il 28 febbraio 2017, ore 13:24

    Una domanda: visto che tale sublime manifestazione, il quale mi auguro riesca bene, si terrà nelle ville e nei parchi cittadini, gli attesi “visitatori provenienti da tutto il mondo” dove parcheggeranno? Dove soggiorneranno? E dove mangeranno soprattutto, poichè Parma (e non Varese) è la “città del gusto”?

    Ma niente paura… c’è sempre il McDonald.

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