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Tradate, Assemblea Pd, Il segretario Astuti se la prende con il demone della divisione

Un momento dell'assemblea provinciale del Pd

Un momento dell’assemblea provinciale del Pd

Si è svolta questo pomeriggio l’assemblea di tutti gli iscritti della provincia di Varese. In provincia di Varese il Partito Democratico si apre al dibattito e all’ascolto dei suoi iscritti, che si trova all’inizio di una fase congressuale.

Il filo conduttore degli interventi, a cominciare da quelli del Segretario provinciale del Pd Astuti e del Segretario Regionale Alfieri, è stata la volontà di dimostrare come il Partito Democratico in provincia di Varese sia forte e di come voglia continuare a lavorare e a discutere in modo proficuo prescindendo dalle polemiche nazionali di questi ultimi tempi.

Il Segretario Provinciale Pd Astuti ha sottolineato come il prossimo congresso debba coniugarsi anche con le prossime elezioni regionali, dove verrà data voce fin da subito alla base per costruire un programma partecipato.

Astuti sottolinea:” Solo il Partito Democratico può avere la capacità, la forza politica, sociale e culturale di continuare a costruire il percorso virtuoso riformista iniziato con il lavoro del Governo Renzi e ora del Governo Gentiloni sui temi del lavoro, della sicurezza, del terzo settore, dell’inclusione sociale.

Altri obiettivi devono essere ancora raggiunti e ciò potrà avvenire solo costruendo un’ampia e forte connessione politica con il nostro popolo. Facciamo che il Congresso sia proprio questo:

L’occasione per un confronto in primis sui contenuti più che sulle leadership attraverso cui dare rappresentanza a tutte le anime del nostro Partito e dal quale ripartire con ancora più convinzione e in modo ancora più incisivo rispetto a prima.

Astuti nella sua relazione vede il Pd provinciale come un esempio a livello nazionale: ”Diamo noi un segnale partendo dagli iscritti. Lavoriamo pro e non contro. Con un dibattito che vive il congresso guardando il paese.  L’esito di questo Congresso dipende anche da noi, che abbiamo il compito di dare l’esempio alla classe dirigente dimostrando di essere capaci di anestetizzare le polemiche sterili rivendicando il tessuto di contenuti, esperienze e prospettive che ci accomunano anziché dividerci e confrontandoci lealmente e con rispetto su quello su cui la pensiamo diversamente.

In provincia di Varese grazie alla nostra rete di iscritti e amministratori e alla classe dirigente, che si misurano con la prova del Governo e dell’amministrazione.”

Astuti ha ribadito che il Partito Democratico deve mettere al centro le questioni inerenti i ceti più deboli che hanno risentito dei processi di globalizzazione rispetto ai quali rischiano di sentirsi abbandonati.

Astuti conclude: “Il Partito Democratico, a mio giudizio, a cominciare dal livello locale fino ad arrivare al livello nazionale, deve necessariamente porsi come forza di governo, e lo deve fare – come ha ricordato correttamente il nostro primo segretario Veltroni nel corso dell’assemblea di domenica – in primis per chi non ha diritti e per chi è escluso.

Il Partito Democratico quindi deve proporre la qualità: delle politiche, del dibattito interno, delle relazioni tra le persone, della capacità di dare sostanza ai nostri principi.

Non arrendiamoci al demone politico della divisione che affligge la sinistra da sempre”.

25 febbraio 2017
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2 commenti a “Tradate, Assemblea Pd, Il segretario Astuti se la prende con il demone della divisione

  1. Martone il 25 febbraio 2017, ore 21:11

    Non ci sono parole adeguate, se non offensive, per commentare le esternazioni del segretario del PD come se la colpa dell’attuale situazione fosse estranea all’arroganza di Renzi e dei suoi accoliti che hanno trasformato un partito di sinistra in una accozzaglia di correnti atte a portare avanti solo interessi di parte. Nemmeno il governo Berlusconi si e’ azzardato a ridurre i lavoratori senza i diritti minimi e portare la disoccupazione a questi livelli relegando i giovani in una situazione senza prospettiva. Gli italiani hanno con le prossime elezioni l’occasione di sbarazzarsi una volta per tutte di questi avventurieri che hanno fatto della politica la loro professione a scapito di tutti i cittadini

  2. domenico nitopi il 26 febbraio 2017, ore 11:58

    “Il percorso virtuoso riformista iniziato con il lavoro del Governo Renzi”. Ridicolo, nella migliore delle ipotesi. Di cosa vogliamo parlare, in concreto? Del jobs act, ad esempio? Della riforma che ha introdotto il cosiddetto “contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti”, una mera formula semantica, falsa e ingannevole, dacchè le “tutele crescenti” afferiscono la sola misura della mensilità indennitaria e di “indeterminato” c’è soltanto il momento in cui il datore di lavoro, pagando e pure poco (considerato che non ci sarà più il rimedio reintegratorio), potrà licenziarti. Una riforma che sancisce, in definitiva, la liberalizzazione dei licenziamenti e prevede la “monetizzazione” quale sola misura risarcitoria e che, evidentemente, non tutela adeguatamente i diritti dei lavoratori e, in genere, dei più deboli: compito eppure ineludibile per un partito di sinistra, Ma Astuti, evidentemente, come il suo capo Renzi, neppure sanno cos’è la sinistra.

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