Lettere

Il Comunicatore a Palazzo Estense? Inutile!

quartopotereNell’articolo pubblicato ieri su «Varesereport», conseguente all’intervento del segretario cittadino leghista Carlo Piatti, a proposito della prossima assunzione di una nuova figura in comune, l’“Esperto della comunicazione”, l’assessore Francesca Strazzi afferma: «Oggi la comunicazione è fondamentale per essere competitivi con gli altri territori. Chi riesce a raccontare meglio le bellezze e le risorse del territorio riesce ad attrarre maggiori opportunità per l’intera comunità. Vogliamo veramente, anche attraverso la comunicazione oltre che all’azione amministrativa di cambiamento, aprire la città all’Italia e all’Europa per renderla sempre meno chiusa nei propri confini».

Di là del costo aggiuntivo che graverà sui bilanci per circa 50.000 euro annui, ci si chiede, innanzi tutto, come sia stato possibile che la Giunta abbia approvato questo nuovo incarico, quando un assessore come Roberto Molinari giustamente ha fatto notare più volte che i tagli governativi hanno messo in maggiore difficoltà un assessorato delicato come quello dei «Servizi sociali».

Ma tornando all’argomento principale, questa figura nuova, credo che servirà proprio a nulla.

Prima, infatti, l’Assessore Francesca Strazzi, o qualche suo collega, o il Sindaco stesso, ci sciorini la filastrocca di quali siano le «bellezze e le risorse del territorio da proporre» da parte dell’Amministrazione pubblica, giacché essa su quelle dovrebbe investire con un piano quinquennale, borsellino alla mano. Altrimenti, forse che si promuovono le cose se prima non sono state opportunamente sistemate e “tirate a lucido” per i turisti?

Infatti, ad esempio, per primo, l’Assessore alla cultura e turismo Roberto Cecchi afferma di non avere fondi sufficienti nemmeno per una qualificazione strutturale dei Musei, che, con un paio di cosette che conservano, sarebbero uno dei volani «per proporre il territorio».

Quindi, se prima non si faranno, da parte dell’Amministrazione pubblica, investimenti seri sulle “proprietà” comunali, come, ad esempio, l’intero sistema dei Musei in relazione a quelli “privati”, se non sarà effettuato un piano organico e strutturale degli stessi, si continuerà a promuovere “aria fritta”.

A questo si lega il “Problema Sacro Monte”, luogo tante volte invocato come la “panacea” turistica. Diciamo le cose come stanno: durante la settimana, al Sacro Monte non s’incontra quasi nessuno, se non qualche “scalatore” che porta a spasso il cane… Non ci sono “locali” per una siesta di alcun tipo, da quando il “Borducan” smise l’attività.

Non sono sufficienti rassegne o fiaccolate se non si getta l’”humus” che lo renda vitale nel quotidiano, soprattutto per “andar incontro” ai turisti: non bastano gli eventi “mordi e fuggi”, tanto cari anche alle trascorse amministrazioni.

Continuo ad affermare che si vuole partire dal tetto e non dalle fondamenta: la casa non starà mai in piedi, in tal modo.

Ma, d’altra parte, i politici, vecchi o nuovi, freschi o stantii, mi accorgo che sanno soltanto «fare» (parola cara alla propaganda) una cosa sola: “parole, parole, parole”… soprattutto in Inglese, perché fa “International-chich” (apax legomenon, ora coniato dal sottoscritto) e serve a coprire, il più delle volte, il vuoto spinto delle “idee”.

Perché, al momento, su progetti per le bellezze (ergo “turismo”) non ho visto un piano concreto, anche piccolo, che sia uno.

Piuttosto, cominciamo a tornare a servirci del semplice italiano per parlare in modo franco alla gente semplice, noi cittadini: la nostra è una lingua ricchissima di espressioni.

Bruno Belli

18 febbraio 2017
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14 commenti a “Il Comunicatore a Palazzo Estense? Inutile!

  1. Bruno Belli il 18 febbraio 2017, ore 17:06

    Bellissima la scelta della foto da “Quarto potere” di Welles.
    Grazie. Caro direttore, sei sempre attentissimo a tutto :-)

  2. Mario il 18 febbraio 2017, ore 17:44

    Forza Bruno!

  3. Martone il 18 febbraio 2017, ore 21:12

    FORZA DI BATTISTA!!

  4. Mariella il 19 febbraio 2017, ore 10:22

    Belli dice una cosa molto sensata: senza humus non cresce nulla. Piano piano bisogna arrivare a tetto per fare crescere le cose.
    Non servono gli annunci vari ad effetto!
    E’ questione di buon senso.

  5. Marco Massa il 19 febbraio 2017, ore 11:14

    Ma la delibera è stata approvata all’unanimità? Nessuno ha fatto eccezione?
    Ad esempio il Vice Sindaco Daniele Zanzi che, come rappresentante della lista civica “Varese 2.0″ dovrebbe garantire un po’ di “civismo” in giunta?
    E l’assessore Molinari, che Belli cita nell’articolo, non ha avuto niente da obiettare?
    Che stranezze…

  6. Ada Vanini il 19 febbraio 2017, ore 18:09

    Per fortuna che qualcuno ha avuto il coraggio di scrivere come stanno le cose al Sacro Monte durante la settimana.
    Sono una delle persone che portano proprio a spasso il cane: mi porto con me sempre la bottiglietta d’acqua data la solitudine che si trova attorno quanto ad accoglienza.
    Una ventina di anni fa era molto diverso: c’era più movimento e qualche chiosco era aperto.
    Ora, persino gli studenti non bigiano quasi più al Sacro Monte.
    Prima va rivitalizzato: ora sembra un paesetto di campagna dove, per caso, siano calate le preziose opere d’arte che ci sono!
    Ringrazio Bruno Belli che ha colto l’occasione per mettere questo importante puntino sulle “i” delle “comunicazioni” del Comune di Varese.
    Che esperto ed esperto! Qui bisogna lavorare, cari assessori!!!

  7. Paolo Vinci il 20 febbraio 2017, ore 09:47

    Perchè, a Palazzo Estense avrebbero da comunicare cose interessanti? Ma va là, va là…
    questi politici che comincino a lavorare, invece di continuare a parlare.

  8. Giuseppe il 20 febbraio 2017, ore 12:43

    Caro Belli,
    questi sono in continua campagna elettorale. Faremo, avremo, vederemo.
    Quartieri, periferie, Sacro Monte, centro…ed intanto Varese al mattino, e non solo, è sempre più sporca; alcune zone sembrano abbandonate (si vedano Via Robbioni, a due passi da Palazzo Estense, oppure la fermata di Corso Aldo Moro presso Piazza San Giuseppe).
    Avevano promesso di combattere il degrado ed invece questo monta.
    Si vede che il Comunicatore dovrà nasconderlo sotto le parole…

  9. Luisa Premoli il 20 febbraio 2017, ore 12:51

    Ma invece di spendere questi soldi per assumere una nuova figura di cui i cittadini non sentono di certo la necessità, non sarebbe meglio mettere questi soldi a bilancio per qualche cosa di più utile, tipo nelle scuole dell’infanzia, oppure negli aiuti alle famiglie che hanno dei bisogni?
    Perchè se si mettono a bilancio questo tipo di spese allora i soldi, in realtà, ci sono, ma vengono spesi male.

  10. giuliomoroni il 20 febbraio 2017, ore 18:23

    Il Comunicatore dovrebbe comunicare alla comunità, anche quella extramoenia, che il Lago di Varese non è balneabile e che per raggiungere il Sacro Monte ci vuole l’aiuto del divino per trovare posteggio.
    Per quanto riguarda il panorama più mozzafiato del mondo, quello che fece rimanere a bocca aperta Stendhal, basta ringraziare l’ANAS che ci permette di stare in coda per ore all’entrata/uscita di Varese per poter ammirarlo, non serve il Comunicatore.
    Quanto al centro, non serve il Comunicatore per spiegare la bellezza di Piazza Repubblica, che chiunque può apprezzare sia di giorno che di notte, magari con tanto di ruotona panoramica nel periodo delle festività.
    Varese non è una città a vocazione turistica: non ha il mare, non ha il Colosseo, non ha gli Uffizi.
    Varese è stata meta apprezzata dai Milanesi nel secolo scorso, quando non si saliva sull’aereo per andare in vacanza, ma si preferiva venire da queste parti a respirare aria pulita ed a prendere il fresco d’estate nelle belle ville costruite alle pendici del Sacro Monte.
    Quel tipo di “turismo” è morto e sepolto e l’aria pulita non c’è più.
    Ma non si comprende da chi e da cosa dovrebbe essere sostituito.
    Come dice giustamente Bruno Belli, manca al momento un qualsiasi programma da comunicare, quindi, a cosa serve il Comunicatore?
    Forse sarebbe meglio dare i soldi a Molinari che li userà per aiutare i nostri concittadini che ne hanno bisogno.

  11. Bruno Belli il 21 febbraio 2017, ore 09:56

    Sempre grande, Giulio!
    Cogli sempre nel segno.

  12. Emiliano il 21 febbraio 2017, ore 13:23

    Non abbiamo più i milanesi che apprezzavano l’aria pulita della Città Giardino? Pazienza: in città abbiamo russi, ucraini, albanesi, romeni, slavi, arabi, africani che contribuiscono a renderci una “civiltà” multiculturale dell’incomunicabilità, la quale è ciò che lorsignori desiderano… senza aver mai chiesto a nessuno se la cosa sia gradita o meno.
    Il Sacro Monte, il Lago, i parchi, il panorama che apprezzò Stendhal e il Bernascone… a che servono dunque se il “futuro” che ci stiamo costruendo è “multiculturale” e “globalizzato”, in una parola “piatto”? L’identità ce la siamo giocata da un bel pezzo, e siamo giusto in quattro gatti a tenerci un po’.

    Amen.

  13. Paolo Vinci il 23 febbraio 2017, ore 10:22

    Nessuna risposta da parte dell’amministrazione che dice di “ascoltare” e di “dialogare” con il cittadino?
    Belle promesse…!!!

  14. Emiliano il 24 febbraio 2017, ore 13:11

    L’importante è “comunicare” agli stranieri residenti in città dove si trovano le sale scommesse, le ricevitorie e le slot machine… questa è la “cultura” di Varese, e questo il presente e futuro che ci stiamo meritando.
    Altro che fantasmagorici teatri, sacri monti che cadono a pezzi e un bel lago inquinato.

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