Varese

Varese, Caso Molina: Rolfi e Campiotti intervengono a Radio 24

Christian Campiotti

Christian Campiotti

“Credo che, a maggior ragione dopo questa esperienza, debba essere sempre più migliorata l’attività di vigilanza. Occorre evitare che altre scelte gestionali o condotte un po’ stravaganti possano compromettere danni a realtà che amministrano risorse anche pubbliche o comunali o regionali verso le quali bisogna avere il massimo rispetto, la massima ponderazione delle scelte”. Così il Presidente della Commissione sanità del Consiglio regionale lombardo Fabio Rolfi intervistato da Raffaella Calandra a “Storiacce” su Radio 24 in merito al commissariamento della Fondazione Molina di Varese.

“Noi – ha aggiunto l’esponente leghista – abbiamo rivoluzionato il modo di scelta dei Direttori Generali perché mentre una volta, in Lombardia come in tutte le altre regioni, si nominavano direttamente, cioè la Giunta regionale sceglieva pescando da un elenco fatto in seguito all’apertura di un normale bando, quindi direttamente, con la riforma della sanità, la legge 23, che abbiamo fatto nel 2015, queste nomine di attuali vertici sono avvenute sempre con nomine di Giunta, ma dopo averle selezionate attraverso un test redatto e gestito da una commissione terza. Un momento di selezione meritocratica del personale. Poi chiaro che la nomina è sempre della Giunta. Il problema è scegliere il meglio indipendentemente dalla simpatia politica”.

Nella puntata di Storiacce, andata in onda su Radio 24, è intervenuto anche l’ex Presidente della Fondazione Molina. “Io capisco che i Consiglieri regionali possano sentirsi interessati – ha commentato Christian Campiotti – ma non è nelle loro funzioni svolgere una funzione inquirente. Potevano chiamarmi per conoscere l’attività e nel caso poteva esserci anche un particolare addendum rispetto all’attività finanziaria. Ma una funzione inquisitrice nei miei confronti, quasi di giudizio, quasi di sinedrio, non è possibile. Questo è il dato che noi denunciamo”.

“Io scrissi al Presidente Rolfi chiedendo: ‘Ai sensi di quale norma tu mi stai convocando?’ – spiega Campiotti – E non ho ricevuto risposte se non generiche. Se non risposte che avvallano quello che io sto dicendo: che non esistono competenze. Non è come la Commissione parlamentare. Se poi i Consiglieri regionali pensano di avere questo ruolo è un errore loro, non di certo di chi ribadisce quali sono le sostanze di legge. Stiamo parlando di un’attività privata, una Fondazione privata, a cui può essere tolta la convenzione con la Regione se non ci sono più i requisiti di legge. Ma non c’è la discrezionalità della politica in tal senso”.

12 febbraio 2017
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