Varese

Varese, I Giovani di Forza Italia provinciale intervengono su esodo e foibe

Tamborini

Giacomo Tamborini

Ampia presa di posizione dei Giovani di Forza Italia, attraverso il coordinatore provinciale Giacomo Tamborini, sul tema del Giorno del Ricordo: le foibe e l’esodo degli istriani dalmati.

Scrive Tamborini: “Quando andavo alle scuole superiori, un po’ di anni fa, nel libro di storia il capitolo sulle foibe non c’era, non c’erano mostre per ricordare, non si parlava di 10mila italiani assassinati e di 350mila esuli, nessuna commemorazione, nessuna parola, solo il silenzio rotto da frasi ipocrite, “era il dopoguerra”, “bisogna contestualizzare l’episodio”, quasi a giustificare cioè che non ha, non può e non deve avere giustificazioni”.

Continua Tamborini: “Non c’è spazio per chi è stato ucciso con la colpa d’essere italiano e non c’è spazio neanche per i 17 partigiani della Brigata Osoppo, assassinati a tradimento dai comunisti titini nell’eccidio di Porzûs, non c’è spazio, insomma, per le storie scomode. E quella delle foibe, degli esuli, dell’orrore al confine orientale fu da subito una di quelle storie, scomoda perché, oltre a creare imbarazzi con la Jugoslavia, chiamava in causa responsabilità del PCI e di una parte del mondo partigiano, che, nonostante tutto quello che ci viene raccontato non era esclusivamente comunista”.
“Cosa cosa resta oggi di quella Storia? – domanda Tamborini -. Cosa resta del ricordo della foibe? Una giornata istituita per legge che ogni anno passa in sordina e tante polemiche sempre uguali, censure ed invettive. Ve le ricordate le manifestazioni contro lo spettacolo “Magazzino 18″ di Simone Cristicchi?
Le contestazioni piene d’odio per ridurlo al silenzio, per mettere bene in chiaro che delle foibe, degli esuli e dei massacri commessi dai comunisti titini non bisogna mai parlare, sono lo specchio di un Paese che non ha ancora fatto pace col passato e con le divisioni ideologiche.
Da italiano e da giovane mi verrebbe da dire “basta”, davvero, basta. Smettiamola con le classiche della memoria, con gli insulti a chi ricorda e con le prevaricazioni, spettiamola soprattutto con le divisioni suoi morti, i “nostri” e i “vostri” non esistono, esistono i morti d’Italia, dopo 70 anni dovremmo capirlo ed imparare a guardare alla storia senza volerla tirare per la giacchetta come ci fa più comodo”.
Conclude il coordinatore provinciale di Forza Italia di Varese: “Il 10 febbraio ricorderò i Martiri delle Foibe, gli esuli istriani, dalmati e giuliani, ricorderò chi fu brutalmente ucciso perché italiano, e chi lasciò tutto, fuggento per salvarsi; ricorderei anche se fossi l’unico a farlo perché sento che è giusto, tutto qui, vorrei però che ricordassimo assieme, tutti, non come partiti politici, non come correnti di pensiero ma come italiani, come popolo capace di unirsi sotto la bandiera della memoria”.

7 febbraio 2017
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Un commento a “Varese, I Giovani di Forza Italia provinciale intervengono su esodo e foibe

  1. Emiliano il 8 febbraio 2017, ore 13:17

    Caro Tamborini, si rassegni e si ricordi che persino un dittatore riconosciuto come Francisco Franco riuscì nell’impresa di radunare e seppellire assieme e in un unico luogo corpi dei caduti di ambedue le parti della Guerra Civile in Spagna. In Italia non solo sarebbe un’impresa farlo ma anche pensarlo: e non abbiamo avuto una guerra civile paragonabile alla loro…
    Sarebbe un giusto modo di “seppellire” le sterili polemiche di quattro fanatici cui, purtruppo, è stato dato troppo spazio nel dopoguerra, addirittura istituzionalizzandoli e rendendoli un autentico peso per la popolazione italiana.

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