Varese

Varese, Il Circolo degli Artisti premia Augusto Caravati in una cornice di arte e cultura

L'avvocato Zuccaro consegna il premio ad Augusto Caravati

L’avvocato Zuccaro consegna il premio ad Augusto Caravati

Praticamente sold out il Salone Estense di Varese, ieri sera, per la consegna del prestigioso premio del Circolo degli Artisti di Varese ad Augusto Caravati. Tantissimi varesini hanno voluto essere presenti al riconoscimento e alla riflessione su un lungo percorso fatto di lavoro, amore per la città, passione per l’arte e la cultura. A presiedere la manifestazione in Comune il presidente del Circolo, l’avvocato Ferruccio Zuccaro, che ha rimarcato come il premio sia giunto alla sua sedicesima edizione.

Un Salone Estense gremito ha così potuto assistere agli interventi che si sono succeduti, rivolti allo stesso Caravati, che era seduto in prima fila accanto alla consorte Tiziana. A partire dalla introduzione, dopo le parole di Zuccaro, che è stata affidata al brillante Giuseppe Armocida. “Ogni città è tante cose – ha detto Armocida -, così come Caravati  è tante cose: imprenditore, costruttore, organizzatore, protagonista della cultura in senso tradizionale, Regiù della Famiglia Bosina, artista, uomo di fantasia e di sogni”.

Ad Armocida ha fatto eco il sindaco Davide Galimberti, per il quale Caravati rappresenta “la varesinità e il senso di appartenenza alla comunità”. “Abbiamo recepito da lui – ha proseguito il primo cittadino – una grande passione per il Sacro Monte, un vero gioiellino su cui sarà necessario fare investimenti, magari prendendo in considerazione anche qualche progetto di Caravati”. Un riferimento più comprensibile se si pensa che è stato esposto in Salone Estense uno stupendo diorama con il progetto di Caravati di una monorotaia che doveva collegare il Lago di Varese con il Sacro Monte (il diorama era collocato accanto ad alcune belle sculture di Caravati di soggetto religioso).

Ha poi preso la parola il giornalista Gianni Spartà, che Zuccaro, presentandolo, ha definito “un secondo Indro Montanelli”. Spartà ha definito Caravati “un leader naturale, in cui una comunità si riconosce, al pari di Salvatore Furia, monsignor Pasquale Macchi, Dante Trombetta”. Impeccabile il ritratto di Caravati tratteggiato da Spartà: “Burbero di fuori, tenerissimo dentro, pizzetto mazziniano, un erede di quei Maestri comacini che giravano per l’Europa ad erigere cattedrali”. Insomma, come ha detto Spartà evocando anche la figura del costruttore Felice Rusconi, “un magutt diventato magister”, cioè un uomo di progetto che non nasconde le sue origini. Spartà ha poi ricordato la grande stagione di Varese, quando si potè assistere alla rinascita del Sacro Monte di Varese, grazie alla presenza di monsignor Macchi, di Caravati e del restauratore Lotti. “Quando si polemizzava per la presenza di Guttuso: magari Varese tornasse oggi sulle pagine nazionali per questi dibattiti culturali”.

A proseguire la manifestazione hanno preso la parola anche Mauro della Porta Raffo (“per me Caravati è una figura mitologica”), Antonio Bandirali, il Prefetto Giorgio Zanzi e il prevosto monsignor Panighetti.

Le belle note musicali di un duo d’eccezione ha offerto una degna chiusura: le belle e brave Caterina Cantoni al violoncello e Chiara Bottelli al violino hanno interpretato alcuni brani che hanno dato ancora più contenuto culturale alla bella manifestazione del Circolo degli Artisti.

 

 

 

4 febbraio 2017
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs