Varese

Varese, Guerra civile di Spagna, all’Insubria si racconta lo scontro tra libertà e oppressione

Un momento della tavola rotonda: da sinistra Barberini, Barile, Orecchia e Minazzi

Un momento della tavola rotonda: da sinistra Barberini, Barile, Orecchia e Minazzi

Immagini strazianti, che hanno tutta la forza del bianco e nero. Sono gli “scatti” della mostra “Catalogna bombardata”, immagini nell’80° anniversario della Guerra civile spagnola 1936-1939, che sono state allestite, grazie a pannelli con didascalie, presso il Collegio Cattaneo al Campus dell’Insubria. Una mostra che propone le immagini delle città bombardate dall’aviazione nazifascista, ma anche di ciò che resta oggi di quei giorni lontani e drammatici.

Una bella iniziativa che è stata realizzata dal Memorial Democràtic di Barcellona. Poi notizie, informazioni, mappe e cartine, tutto affidato ad un aureo libretto che dovrebbe essere presente in tutte le scuole e biblioteche della nostra provincia.

La mostra del Cattaneo rientrava nell’ennesima interessante iniziativa realizzata dal Progetto Giovani Pensatori dell’Insubria, una vera eccellenza culturale a Varese, guidata da anni dal professor Fabio Minazzi, che ha introdotto una bella mattinata di storia, riflessione e seria didattica, alla presenza di studenti del Manzoni di Varese e del Sereni di Luino.

Grazie ai competenti relatori che sono intervenuti, il professor Antonio Orecchia dell’Insubria e Carlo Antonio Barberini del Centro Buonarroti di Milano, davanti agli studenti è stato evocato il primo grande scontro epocale tra democrazia e barbarie, quello della guerra civile spagnola, in cui si confrontarono le ragioni della libertà e la sfida dell’oppressione nazifascista, anticipazione del grande scontro del secondo conflitto mondiale.

In realtà, soprattutto Barberini, ha rimarcato la timidezze e le contraddizioni delle democrazie europee nel sostegno alla Repubblica, nonché le divisioni del fronte democratico, in cui non mancava un duro scontro tra stalinismo e altre forze. D’altra parte non si è mancato di sottolineare la violenza delle forze legate a Franco, la loro volontà di fare piazza pulita di ogni opposizione.

La giornata è stata chiusa da un interessante intervento della professoressa Stefania Barile, che si è soffermata sull’arte, in particolare quella di Pablo Picasso, con i suoi rapporti con il contesto storico, con la necessità di testimoniare la violenza. Una violenza ancora viva oggi: la Barile ha proposto ai presenti una breve registrazione audio del bombardamento avvenuto ad Aleppo registrato nel corso di una celebrazione religiosa. Un breve intervento di grande ricchezza, che ha chiuso la giornata di studio volando alto.

4 febbraio 2017
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