Varese

Varese, Caso Molina, l’ex presidente Campiotti: ecco la mia verità

Campiotti con l'avvocato Romano (a sinistra)

Campiotti con l’avvocato Romano (a sinistra)

L’ex presidente della Fondazione Molina, Christian Campiotti, ha deciso di convocare i giornalisti per chiarire il suo punto di vista sulla sua gestione, il commissariamento, le mille polemiche relative al Molina. Fin dal titolo della conferenza stampa, “La verità sul Molina”, si poteva prevedere che si sarebbe trattato di una presa di posizione decisa, tagliente, senza sfumature, sostenuta in alcuni passaggi dagli avvocati Pietro Romano e Sara De Micco.

Di fronte ai rappresentanti delle testate cartacee, web, televisive, Campiotti ha presentato la sua posizione sul caso Molina. Punto per punto, passo passo, l’ex presidente affronta tutti i capitoli della vicenda. A partire dal ribadire che la Fondazione Molina è ente di diritto privato, dunque del tutto legittimato ad effettuare le operazioni che ha realizzato, come l’acquisizione di obbligazioni, una possibilità che hanno tutte le fondazioni, come dice Campiotti citando un documento dell’Agenzia delle entrate.

Come chiarisce l’ex presidente del Molina, la fondazione di viale Borri ha fatto investimenti finanziari per 28 milioni di euro nell’arco di dieci anni (una scelta che si era già registrata prima dell’arrivo di Campiotti), obbligazioni, ma anche operazioni “pronti contro termine”.

In continuità con il passato e seguendo il consiglio di diversificare gli investimenti  in un’era di crisi e di bail-in, Campiotti ha parlato dell’acquisizione di obbligazioni di Rete 55 Evolution spa (450 mila euro), delle obbigazioni Mata spa (500 mila euro) e dell’assicurazione di cui si è parlato nelle ultime settimane. Tuttavia l’ex presidente smentisce con forza che esista un’assicurazione stipulata a proprio vantaggio: anche in questo caso si tratta di un investimento, un investimento assicurativo di 500 mila euro, proposto da Ubi banca, con capitale della Fondazione Molina e rendimenti a favore della stessa fondazione, firmata dal legale rappresentante.

“Campiotti – dice indignato l’ex presidente, usando la terza persona - non ha mai ricevuto alcun emolumento, né alcun benefit”.  Come un fiume in piena, smentisce anche le voci corse sui mobili antichi: “è una vera bufala”, dice Campiotti, che spiega che la fondazione riceve in donazione tanti beni, tra cui mobili, che il cda della Fondazione ha deciso di restaurare evitando il deperimento. “Tali investimenti – rimarca Campiotti – hanno regolarmente portato rendimento con interessi puntualmente pagati alla Fondazione”.

Certamente uno dei punti principali, resta il fatto che sulle vicende del Molina si è registrata un’attenzione molto forte all’indomani della vittoria del centrosinistra a Varese, un risultato a cui ha contribuito anche il partito di cui è esponente Campiotti, la Lega Civica. Fosse stato sconfitto Galimberti parleremmo ancora del Molina?

4 febbraio 2017
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