Varese

Varese, Il Pd Daniele Marantelli: oggi non possiamo non dirci antifascisti

Il deputato Marantelli

Il deputato Marantelli

Sull’iniziativa pubblica di venerdì 3 febbraio, organizzata dall’Anpi provinciale di Varese, interviene l’on. Daniele Marantelli, il quale sarà relatore, che dichiara: ”Il fascismo con i fez e le adunate di piazza Venezia è stato consegnato alla Storia, ma la sua esperienza ventennale deve servire come monito, e qui risiede l’attualità dell’antifascismo.

Il fascismo e Mussolini demolirono la democrazia, instaurarono un regime autoritario, uccisero oppositori politici, cancellarono la libertà di stampa, di parola, di associazione, promulgarono le leggi razziali. Fecero, insieme a Hitler e al nazismo, una guerra che ridusse il Paese in lacrime, sangue e macerie. Una guerra che costò almeno 450 mila morti e la perdita di una parte del territorio nazionale, lungo il confine orientale.

L’Italia antifascista – per merito degli Alleati e della guerra partigiana – riuscì a rientrare a fare parte delle nazioni civili e ad avviare un processo di democratizzazione che dura fino ad oggi, e la prima creazione di questa nuova Italia fu la Costituzione repubblicana.

Oggi, di fronte a rigurgiti di un passato tragico come quello del fascismo, la democrazia ha il diritto di difendersi, ed è quindi giusto vietare il fascismo come “radice” di partiti o movimenti politici.

Oggi, non possiamo non dirci antifascisti, poiché “antifascismo” significa letteralmente contrario di fascismo. È vero che per essere buoni democratici l’antifascismo è “solo” una delle virtù necessarie, ma è altrettanto vero che chi esalta il fascismo, o peggio, il nazismo e i suoi deliri biologico-razziali dichiara di volere abbattere la democrazia”.

 

1 febbraio 2017
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3 commenti a “Varese, Il Pd Daniele Marantelli: oggi non possiamo non dirci antifascisti

  1. frenand il 1 febbraio 2017, ore 21:02

    il vecchio Marantelli é fermo alle battaglie degli anni Settanta, non si é accorto che il mondo é cambiato!

  2. Martone il 2 febbraio 2017, ore 10:40

    Questo grazie anche al PD partito che di sinistra non ha piu’ nulla e che vedere. Scordando da dove e nato e con quali valori ha combattuto, per portare la liberta’ durante il fascismo. Le battaglie sociali per e con i lavoratori alla conquista di diritti come lo statuto dei lavoratori nel dopoguerra. Ora il PD e’ in mano a ex democristiani e non escluso a simpatizzanti della destra in nome di un progresso che ci ha resi poveri Basterebbe guardare la giunta di varese se si puo’ chiamare do sinistra.

  3. Emiliano il 2 febbraio 2017, ore 13:14

    Alcuni “esiti” del periodo fascista oggi vengono tuttavia riproposti in chiave diciamo così… “non autoritaria” bensì “democratica”. E’ cambiato solo il modo di “proporsi”, cioè di “vendersi”, ma i risultati son spesso gli stessi se non ulteriormente peggiori.
    Inoltre, come dice frenand, sarebbe ora di voltare pagina proprio per i cambiamenti in atto da 70 anni ad oggi… conosco fior di comunisti che son fascisti senza saper d’esserlo e fascistoni dall’animo operaio e socialista.

    Ma continuiamo pure a prenderci in giro…

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