Cultura

Cultura, Varese celebra Luciana Guatelli, il ricordo dell’editore Dino Azzalin

L'editore e poeta Dino Azzalin

L’editore e poeta Dino Azzalin

Ho conosciuto, leggendo Quarta Generazione, intorno agli anni ’70, il valore poetico di Luciana Guatelli, un’ antologia  della giovane poesia 1945-1954 (questo il sottotitolo dell’opera) con riferimento a un decennio particolarmente delicato, per la guerra che aveva sconvolto l’Europa. Due anni prima era stata stampata la prima delle antologie Linea Lombarda che recava l’auorevole firma di Luciano Anceschi cattedratico di Estetica dell’Università di Bologna,che includeva nientemeno che il grande poeta Vittorio Sereni e aveva lanciato la Editrice Magenta, di Bruno Contini, nell’”Olimpo” delle pubblicazioni a livello nazionale.

Conti infatti, insegnante di Italiano nella veste di editore, aveva avuto un intuito geniale pubblicando nomi che avrebbero fatto la storia della poesia italiana. Scelti da Piero Chiara e Luciano Erba che ne avrebbero firmato anche la prefazione, tra i 33 poeti antologizzati figuravano inediti di Pasolini, Zanzotto, Orelli, Merini, Spaziani, Scotellaro, Risi, Turoldo, lo stesso Erba, Accrocca, Volponi, Guidacci, Bellintani, più un elenco di altri meno fortunati ma comunque interessanti, tra i quali tre varesini Campiotti, lo stesso Conti e appunto la Guatelli. Con molta fatica riuscii ad avere dall’Editore di via Magenta, molto restio a vendere i suoi libri (sembra anomalo, ma era davvero così!), una copia dell’antologia e i volumi La sorte ambigua (1971) e il Brivido del merlo (1977), che recavano la firma di Luciana Guatelli.

Quando scoprii che la poetessa abitava a pochi passi da casa mia, in via Macchi Zonda, nel mio stesso quartiere di Biumo Inferiore, le telefonai e qualche giorno dopo l’andai a trovare. La villetta, immersa nel verde, sorgeva sulla destra di fronte alla ferrovia, era un pomeriggio di primavera del 1978 e io ero uno studente di Medicina ma con la passione della poesia e della letteratura. Luciana Guatelli mi accolse nel tinello e parlammo amabilmente della realtà della poesia contemporanea, del suo lavoro e della vita.

Quel che mi piacque di lei era l’assoluta riservatezza che mi riportava nomi colti della poesia internazionale, come Ingeborg Bachmann, poetessa della Carinzia sua coetanea che amava molto. In quel periodo tenevo con Mauro Maconi (poeta) una trasmissione a “Radio Varese” dal titolo “Il fantasma, il monaco e la scimmia” (da un verso di una poesia di Mao Tze Tung), diretto allora da Marco Del Fior, che si occupava di libri e di cultura, in particolare di quella legata al territorio, per cui andammo a “cercare” gli autori varesini che nello specifico erano tre già citati sopra. Iniziò dunque una frequentazione, culminata con la partecipazione della poetessa (insieme a Bruno Conti) alla nostra trasmissione, di cui la figlia Licia Battistella serba ancora i nastri registrati. In seguito ci vedemmo ancora e qualche volta ci fermammo a parlare in giro per il quartiere. Poi nel 1983 si ammalò e morì.

Dopo fu la volta di Bruno Conti, della sorella, di Luciano Anceschi vera anima della casa editrice, di Chiara con cui la Guatelli ebbe un sodalizio amicale e letterario, e qualche mese prima di Sereni, infine di Erba e … E un giorno mi fermai davanti alla Cartolibreria di via Magenta  e vidi che era cambiata la gestione. Entrai e chiesi notizie. Il signore che l’aveva rilevata era ignaro della Casa Editrice. Chiesi se potevo vedere i libri e mi resi conto del “tesoro” che si nascondeva nel seminterrato, insieme ai famosi pennini, alle gomme, alle squadre e ai metri di legno. Disse che non sapeva dove mettere tutta quella “roba”. Allora risposi: “la prendo io”. Ci accordammo sul prezzo e il giorno dopo, con un camioncino, portai via tutto.

Mancavano le Ombre Cinesi, il suo ultimo libro e il suo unico romanzo La Torre d’Avorio che se non fosse stato per il grande lavoro di Serena Contini e la generosità della figlia Licia Battistella che ha donato tutto l’archivio della madre al Comune di Varese, non avrebbero forse mai visto la luce.  Per me fu come ricevere in mano un testimone: mi era stata affidata misteriosamente quella storia e con questi e altri amici iniziai l’avventura, ed ecco oggi rivelarsi ne:Il fuoco nascosto che raccoglie gli inediti di Luciana Guatelli della NEM, la Nuova Editrice Magenta, la cifra della scrittura di una moderna e grande scrittrice.

Dino Azzalin 

25 gennaio 2017
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Un commento a “Cultura, Varese celebra Luciana Guatelli, il ricordo dell’editore Dino Azzalin

  1. Menta e RosmarinoLuciana Guatelli- Sabato 28 gennaio, giornata felice per la cultura varesina - Menta e Rosmarino il 26 gennaio 2017, ore 20:56

    […] Cultura, Varese celebra Luciana Guatelli, il ricordo dell’editore Dino Azzalin […]

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