Varese

Varese, On line il nuovo sito della Comunità pastorale Sant’Antonio Abate

La chiesa della Motta

La chiesa della Motta

Oggi nasce il nuovo sito della Comunità Pastorale Sant’Antonio abate di Varese. Un regalo per il sesto compleanno della realtà che interessa le oltre 20mila persone che vivono nelle parrocchie di Basilica, Bosto, Brunella e Casbeno

«Oggi festeggiamo il patrono della nostra Comunità con un segno di Chiesa in uscita – spiega il prevosto monsignor Luigi Panighetti, responsabile della comunità – che va incontro alle persone, fedeli e non». Col sito www.santantonioabatevarese.it abbiamo cercato di creare un ulteriore spazio di comunicazione e comunione, di conoscenza e partecipazione.

Un modo per stare vicino a chi vive tutti giorni la vita delle parrocchie e a chi la vive meno, ma vuole conoscerla e parteciparvi comunque. Dagli orari delle messe della Comunità e della città alle iniziative diocesane, dalle indicazioni per chi vuole ricevere un sacramento agli appuntamenti in calendario per tutto l’anno liturgico.

«Sarà impegnativo aggiornare sistematicamente, correggere eventuali errori, essere sempre on-line, ma penso che sia un’opportunità imperdibile». Proprio la tradizione della festa di sant’Antonio è di esempio. «Ciascuna di queste parrocchie ha una sua storia che ben si evidenzia e fedeli che operano per la vita comune». La Basilica chiesa centrale della città e con una tradizione oratoriana in cui sono cresciuti migliaia di varesini, Bosto che ci ha regalato due beati, la tradizione di sant’Imerio e la più recente legata agli ulivi, Brunella forte della tradizione proveniente dai frati e di azioni di carità nonché molte vivaci iniziative, Casbeno con l’impegno dei suoi fedeli permette di vivere appuntamenti importanti per la città.

«Il territorio di queste parrocchie è il cuore di Varese, un crocevia di diversi settori della vita pubblica, dalla scuola alla giustizia, dalla cultura, oltre ai punti nevralgici istituzionali di Comune, Provincia, Prefettura e Questura, ma anche di fondamentali realtà caritative e missionarie. Le singole vicende si sono poi unite in un cammino comune che punta nella stessa direzione. Come in una famiglia ognuno ha le proprie caratteristiche e peculiarità, la sfida sta nel creare un equilibrio e un’armonia che giovino a tutti e che mettano in circolo buone pratiche».

17 gennaio 2017
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