Varese

Varese, La Befana porta assegno da 18 milioni al Comune: al via il Progetto Stazioni

Il sindaco Davide Galimberti

Il sindaco Davide Galimberti

La Befana regala al Comune di Varese un assegno da 18 milioni di euro per l’attuazione del progetto Stazioni. Finalmente con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della graduatoria dei progetti presentati ammessi che vede Varese al 61^ posto (su 120 progetti presentati), diventa realtà un finanziamento che si aspettava da tempo.

“La graduatoria dei progetti ammessi va letta insieme alla legge di bilancio approvata dal Governo – spiega il sindaco Galimberti – in cui si conferma che il finanziamento c’è ed è realtà nonostante i tanti “uccelli del malaugurio” che speravano che Varese venisse esclusa”.

Infatti il Comma 141 della Legge di Bilancio recentemente approvata dispone che: “Al fine di garantire il completo finanziamento dei progetti selezionati nell’ambito del programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie della città metropolitana e dei comuni capoluogo (….) sono destinate ulteriori risorse a valere sulle risorse …”

Grande soddisfazione dunque per il Sindaco Galimberti e l’assessore Civati per essere riusciti in pochissime settimane, e senza aver ereditato a differenza di altre realtà alcun progetto da presentare, a predisporre un progetto credibile che oltre ad aver ottenuto i requisiti di ammissibilità è stato giudicato in maniera positiva.  “Se solo avessimo avuto qualche settimana in più per raffinare meglio il progetto saremmo arrivati tra i primi – commenta l’assessore Civati – In questi giorni i progettisti sono già al lavoro per definire il miglior progetto possibile in vista del finanziamento”.

Ma quello che conta è che Varese ha in tasca 18 milioni di euro per attuare l’importante progetto che la città aspetta da decenni.

6 gennaio 2017
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2 commenti a “Varese, La Befana porta assegno da 18 milioni al Comune: al via il Progetto Stazioni

  1. Bruno Belli il 7 gennaio 2017, ore 12:18

    Bisogna precisare, per amore di verità e di completezza, nonché della tanto richiamata “trasparenza” da parte dell’Amministrazione pubblica che, per il momento, stante la «Gazzetta Ufficiale» saranno finanziati con 18 milioni per ognuno, soltanto i primi 24 progetti della graduatoria. Varese è arrivata al 61 posto e dovrà ancora attendere.

    Poi, secondo il decreto, al punto 3 dell’articolo 1 si prevede che «Gli ulteriori progetti saranno finanziati con le risorse che saranno successivamente disponibili». Si tratta di una postilla per far si che dai 500 milioni già stanziati si arrivi in seguito agli oltre 2 miliardi e 61 milioni per finanziare così i 120 progetti complessivi presentati.
    Si afferma: «quando le risorse saranno successivamente disponibili».
    Si annoti quel «successivamente», giacché siamo in Italia.

    Allora mi chiedo solo 2 cose che credo interessino i cittadini:
    1) Perché l’Amministrazione comunale non comunica in modo così dettagliato serenamente la notizia?
    2) Non sarebbe meglio interrogarsi del perché il progetto sia stato valutato con 55 punti giungendo, così, al 61 posto?

    Dopo di che sono sicuro che Davide Galimberti stia facendo tutti gli sforzi del caso e mi auguro per Varese che possa agire nel modo migliore a vantaggio della città.
    Bruno Belli.

  2. Cesare Chiericati il 8 gennaio 2017, ore 11:02

    Forse in questa circostanza è utile fare riferimento al famoso adagio trapattoniano: “non dire mai gatto se non ce l’hai nel sacco”.Diciamo che il gatto del finanziamento al progetto stazioni la giunta Galimberti l’ha afferrato per la coda, ma sappiamo quanto i felini sappiano sfilarsi dalle situazioni apparentemente più scomode. Come la politica e le burocrazie italiche inarrivabili nella tecnica del rinvio permanente e dei capziosi distinguo. E’ ciò che suggerisce il “successivamente” evidenziato da Bruno Belli. Anch’io mi auguro che ai prossimi appuntamenti ferroviari di rilievo internazionale Varese possa presentare un’area stazioni degna di questo nome e non più l’attuale scalo obsoleto e degradato. Tuttavia sarebbe auspicabile un po’ di trionfalismo comunicativo in meno. Altrimenti si fa solo il gioco dei predecessori che imputano alla nuova amministrazione tutti i guasti che loro non hanno affrontato in 23 anni di governo cittadino pur annunciando, un giorno si e l’altro anche, che le soluzioni erano alle porte.

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