Varese

Varese, Tavolo istituzionale per La Quiete, Maroni e Galimberti stringono un’alleanza

La riunione a Palazzo Estense

La riunione a Palazzo Estense

Alla vigilia di Natale si è tenuto, questa mattina, a Palazzo Estense, il tavolo istituzionale per la crisi della clinica varesina La Quiete. Presenti il sindaco Davide Galimberti, il presidente della Regione Roberto Maroni, il curatore fallimentare, i rappresentanti dei lavoratori, diversi esponenti del Consiglio comunale di Varese.

Al termine dell’incontro, durato circa un’ora e mezza, il presidente Maroni ha dichiarato: “Il 9 gennaio prossimo, se venisse messo in vendita l’immobile, si azzererebbe l’accreditamento di Regione Lombardia. Dal Pirellone oggi arrivano alla Quiete 500mila euro per l’attività diagnostica. Il 15 gennaio dovremo decidere sui nuovi accreditamenti, e prima di allora vogliamo capire cosa accadrà alla clinica varesina”.

Da Maroni viene dunque una proposta, peraltro già profilata dal sindaco Galimberti all’ultima seduta del Consiglio comunale: “La Regione è interessata all’accoglienza del malato cronico, dei post-acuti e la clinica potrebbe svolgere anche questo ruolo, un ruolo di Rsa”. Poi Maroni lancia un avvertimento: “Se uscisse questa gestione dalla clinica, e ne entrasse una nuova per fare le stesse cose di oggi, è chiaro che l’accreditamento non è automatico, ma prima occorrerà verificare se gli ambienti siano a norma”.

Prende la parola il sindaco Davide Galimberti: “Avere tutte le forze politiche attorno al tavolo il 24 dicembre è un elemento di vanto per la politica”. Continua: “La città vuole che la Quiete rimanga, e del resto da una crisi può emergere una nuova opportunità. Dobbiamo essere tutti uniti per lanciare un appello, sposare l’ipotesi di un’estensione delle attività della clinica e chiedere che la data del 9 possa slittare al 15 gennaio. Se invece si dà esecuzione allo sfratto il 9, allora la sorte della clinica e dei lavoratori è segnata”.

24 dicembre 2016
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