Varese

Varese, Quel piccolo capolavoro che è il Presepe Vivente, tra Caravaggio e Bergman

Un momento del presepe in piazza San Vittore

Un momento del presepe in piazza San Vittore

Si è ripetuto, ancora una volta, quel piccolo capolavoro che è il Presepe Vivente a Varese. Da 17 anni regista, attori, volontari, scout, genitori e, quest’anno, anche alcuni profughi, danno vita, in piazza San Vittore si svolge una sacra rappresentazione, che quest’anno aveva per titolo “Veni per Mariam”. Prima della rappresentazione un centinaio di ragazzini ha dato vita ad un villaggio con arti e mestieri. Il tutto collegato ai progetti delle Tende Avsi.

Questa volta il presepe è stato essenziale, domestico. In prima fila alcune autorità, il sindaco Galimberti, il presidente del Consiglio regionale Cattaneo, la deputata Maria Chiara Gadda. Ma, soprattutto, la piazza gremita, con varesini seduti al centro della piazza e soprattutto tutt’attorno in piedi.

Con la regia del bravo Andrea Chiodi, la rappresentazione natalizia è stata per la prima volta incentrata sulla figura di Maria, con un testo che è nato da suggestioni tratte da testi di Giovanni Testori e Alda Merini. Protagonista assoluta Angela Demattè, attrice, regista, ottima drammaturga: per lei, questa volta, il difficile ruolo di Maria, una Madonna dialogante con i bambini che, attorno, le pongono domande sulla pagina sacra. Dietro, a fare da sfondo, l’Annunciata di Palermo del grandissimo Antonello da Messina.

Si alternano con i bambini sul palco e con Maria quattro cori di voci bianche che si esibiscono accanto al pubblico.

Un dialogo contenuto, quello di Maria, che con espressioni poetiche esprime il miracolo dell’Angelo e della nascita di Cristo. Il palco è spoglio, i canti sono quelli della tradizione, come “Tu scendi dalle stelle” che tutta la piazza canta all’unisono. Ma questo non è tutto: la rappresentazione è impreziosita, ci sono tagli di luce caravaggeschi messi in atto da Chiodi quando Maria ha in braccio il bambino, ci sono brevi citazioni alla Bergman, quando all’inizio i bambini escono vestiti di bianco, uno con un palloncino che vola presto nel cielo di Varese. E poi c’è un’atmosfera da pietà popolare, ci sono quadri che potremmo vedere tra gli ex voto di qualche chiesetta di montagna. Insomma, un Presepe Vivente che ci fa dire, come ogni anno: sì, adesso a Varese è davvero Natale.

 

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23 dicembre 2016
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