Varese

Varese, Si chiama Varese&Natura il “Pgt della cultura” firmato da Cecchi

L'assessore alla Cultura Cecchi

L’assessore alla Cultura Cecchi

Varese&Natura. E’ questo il titolo del Piano per il rilancio turistico della città di Varese presentato oggi dall’amministrazione comunale. Il Piano realizzato dall’assessore alla Cultura e al Turismo Roberto Cecchi è il frutto del lavoro di questi primi mesi di mandato e racchiude le linee guida principali e la strategia per la valorizzazione turistica e culturale di Varese.

Le Linee programmatiche 2016-2021 sono state approvate dalla Giunta comunale nella seduta del 21 dicembre 2016 e da oggi saranno operative per iniziare un vero e proprio lavoro che metta il turismo e la cultura al centro dell’attività amministrativa.

Da oggi il piano sarà online sul sito del Comune: http://www.comune.varese.it/rilancio-turistico. Da questo momento i cittadini, le associazioni e gli stakeholder potranno visionare il documento e partecipare inviando, entro il 31 gennaio 2017, commenti idee e proposte alla mail turismo@comune.varese.it. Alla fine del percorso partecipato le proposte e le osservazioni presentate verranno esaminate ed inserite nel documento che sarà approvato dalla Giunta e poi presentato in Consiglio comunale per una discussione aperta e condivisa con tutte le forze politiche.

“Il rilancio economico della città passa anche dalla scommessa sull’industria del bello e della cultura – ha affermato l’assessore Cecchi – Il patrimonio artistico e paesaggistico, l’università e le numerose realtà associative sono gli elementi per fare della cultura e del turismo l’elemento qualificante di una nuova vocazione della città in aggiunta a quella produttiva, commerciale e terziaria”.

Il progetto è suddiviso in quattro sezioni. La prima tratteggia lo stato dell’arte delle attività svolte dall’assessorato. La seconda elenca le linee d’indirizzo programmatiche pubbliche ai diversi livelli. La terza parte analizza le attrattività turistiche e i servizi di cui la città dispone in termini di beni, attività culturali, paesaggio e servizi. La quarta delinea le modalità attraverso cui ottimizzare il sistema degli attrattori e di quali strumenti sia necessario dotarsi per la valorizzazione turistica.

“Parlare di rilancio turistico della città significa costruire un’offerta e quindi un sistema di attrattività e di servizi per l’accessibilità e l’accoglienza, allo stato attuale sicuramente non all’altezza – prosegue l’assessore Cecchi -. Quella turistica è un’ipotesi di lavoro che sta tra le opportunità che possono essere colte, visto e considerato che, oltre a possedere una quantità rilevante di valori-attrattori, la città si trova al centro di un corridoio intermodale in fase di attuazione, che unisce la Svizzera con Milano. Un’opportunità unica che può tradursi in una effettiva possibilità di sviluppo della città. Si tratta di un indirizzo programmatico che, oltretutto, colloca l’amministrazione comunale all’interno del dibattito sul tema dell’economia sostenibile, di cui cultura e turismo sono parte rilevante, dove l’Europa stessa si gioca degli atout strategici col resto del mondo, basati sulla qualità dei processi e dei prodotti, nella competitività tra territori”.

“Il Piano di rilancio si deve basare sulla conoscenza, ma in modo da pensare anche allo sviluppo, oltre che alla protezione. Con un progetto che si fondi sui valori che la città possiede, semplicemente avendo cura di riconoscerli e di farli riconoscere. In una prospettiva di trasformazione dell’economia in senso ambientale, che possa avere come esito un miglioramento sensibile della qualità dei luoghi, tale da diventare anche un’attrattività e dunque una destinazione turistica”.

Infine un intero capitolo del piano è dedicato all’elaborazione degli strumenti di gestione. In questa sezione viene indicata la necessità di dotarsi di regole precise e chiare che favoriscano e semplifichino le azioni collegate allo sviluppo turistico. Fondamentale è anche la regia, perché per sviluppare un sistema in grado di rappresentare al meglio i valori della città e sia in grado di attrarre c’è bisogno di una regia che che si confronti con la città. Parallelamente, va realizzata una struttura classica dell’industria turistica come un DMO, un ufficio di Destination Management Organisation. Infine ampio spazio alle attività di comunicazione e ricerca delle risorse economiche.

“Le iniziative che si prospettano in questo documento – conclude Cecchi – attraverso il coinvolgimento delle Associazioni che operano nei singoli rioni della città, dovrebbero trovare diffusa attuazione su tutto il territorio cittadino. Più in generale, dovrebbe emergere l’idea e la prassi che il turismo possa essere lo strumento di governo del territorio, in quanto attività inseparabile dai beni che lo generano. E dunque, per questo, garanzia di sostenibilità e compatibilità”.

22 dicembre 2016
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Un commento a “Varese, Si chiama Varese&Natura il “Pgt della cultura” firmato da Cecchi

  1. Adriano Gallina il 23 dicembre 2016, ore 16:10

    Credo sia proprio urgente un incontro specifico dell’Assessore Cecchi con i programmatori teatrali varesini, perché, nel suo documento, perlomeno quanto al teatro, non ci siamo. Non ci siamo proprio.
    Quel che emerge – al di là di quel che accadrà con il nuovo teatro – é una considerazione un po’ residuale (sostanzialmente 2 pagg. su 160) di quel che accade sulla scena varesina (dall’Apollonio a “Gocce” a “Note di Scena” a “Speakeasy”, questi ultimi mai citati); e soprattutto – anziché un progetto che sostenga economicamente, connetta organizzativamente e valorizzi sul piano promozionale la funzione pubblica delle nostre rassegne – una visione del teatro cittadino per certi versi “satellitare” del Piccolo Teatro e del LAC di Lugano.
    Apprezzabile sforzo, ma troppo troppo sbilanciato sui beni culturali e sul turismo: come se la cultura, in sé, non ne fosse altro che la docile ancella. Abbastanza preoccupante, a mio modo di vedere.

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