Varese

Varese, Serata con i profughi allo Spazio Lavit, quando la cultura è un ponte tra i popoli

Un momento del dibattito allo Spaizo Lavit di Varese

Un momento del dibattito allo Spaizo Lavit di Varese

Immigrazione, fenomeno epocale che sta cambiando la vita di tutti, rendendo ancora più evidenti problemi e punti critici. Temi che investono anche gli artisti più sensibili e attenti come Giuliano Tomaino che ha firmato la mostra in corso allo Spazio Lavit di Varese dal titolo “Punctum”. Una mostra che ha fatto da cornice ad un evento che si è svolto nel pomeriggio con il titolo “Siamo tutti sulla stessa barca”.

Folta la partecipazione all’incontro introdotto da Alberto Lavit (il suo Spazio sta per celebrare il compleanno), che ha visto la presenza di una trentina di profughi seguiti dalla cooperativa Ballafon. Con uno di loro, Diomande Lacina, fuggito dalla Costa d’Avorio, hanno interloquito alcuni ospiti: il sociologo Guido Viale, che ha appena pubblicato il volune “Rifondare l’Europa insieme a popoli e migranti”, Giorgio Salandini, medico varesino vissuto lungamente in Africa, poi collaboratore di Cuamm-Medici con l’Africa e di Avsi, Amerigo Albano, responsabile comunicazione Ballafon, Thierry Dieng, animatore culturale che si è sempre impegnato sul fronte dell’immigrazione. A moderare il confronto Andrea Giacometti, direttore di Varese Report.

Tra i presenti alla serata, i poeti Sandro Sardella e Dino Azzalin, gli artisti Silvio Monti e Veronica Mazzucchi. Presente anche il compositore Pietro Pirelli.

Un confronto interessante, soprattutto quando il giovane profugo ha narrato le infinite vicissitudini legate alla sua fuga, con l’attraversamento del deserto e il viaggio su una carretta del mare durato quattro giorni, una carretta come quelle evocate da Tomaino nella sua mostra. Ma soprattutto l’occasione per un confronto tra culture e sulla cultura come ponte per l’integrazione e la convivenza.

Al termine del dibattito, spazio alla musica e ad una mini-cena etnica. Valentin, cantante e musicista proveniente dal Congo, ha guidato un gruppo di percussionisti offrendo a tutti la possibilità di danzare.

 

20 dicembre 2016
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Un commento a “Varese, Serata con i profughi allo Spazio Lavit, quando la cultura è un ponte tra i popoli

  1. a.lavit il 20 dicembre 2016, ore 10:34

    A Ballafon.
    Sono stato felice di avervi accolto e che assieme si sia organizzata questa bella serata evento.Volevo forse più cittadini di Varese ma la città è questa purtroppo. I tuoi ragazzi sono stati bravissimi, hanno raccontato, hanno suonato , hanno ballato, hanno mangiato, hanno bevuto e tutti assieme abbiamo festeggiato il natale che sta per giungere ed il compleanno di questo Spazio. I complimenti sono anche per la loro educazione!!! Stamattina in mezzoretta era tutto a posto ! quando fanno le feste i nostri diciottenni ci si deve mettere le mani nei capelli ed una mattina non basta per sistemare tutto. Spero che per loro il futuro possa riservare qualcosa di Wonderful , spero che i prossimi ad attraversare il Mediterraneo siano più fortunati di tanti altri che sono caduti nelle acque Nere di Cartavetro o Rosse Tomaino, spero che le Luci dei loro occhi possano brillare in Giorni Lieti. Ieri abbiamo fatto il Punctum ora diamoci da fare per Non Giocare. …………………………………………………….
    Ciò che ho scritto in maiuscolo ha a che fare con le opere ed i titoli delle opere di Giuliano Tomaino che so abbracciarvi tutti quanti.

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