Regione

Regione, Chiusura punto nascite Angera, Maroni: colpa del governo. Alfieri: sì, ma il tuo

mediciPolemiche continue quelle che si sono registrate sulla chiusura del punto nascite di Angera. E oggi lo scontro si è riacceso dopo le dichiarazioni del presidente del Pirellone, il leghista Roberto Maroni, a cui ha risposto il segretario regionale Pd, Alessandro Alfieri.

Maroni, questa mattina, durante la conferenza stampa dopo la seduta di Giunta regionale, affrontando la questione della chiusura dei cinque  punti nascite lombardi: ”Avremmo voluto non solo tenerli  aperti, ma anche metterli in sicurezza. Porre un limite di  nascite ha certamente senso, per garantire la sicurezza di chi  si rivolge a queste strutture, perche’ puo’ esserci una  complicazione importante nel cuore della notte e bisogna essere  certi che qualunque struttura sia in grado di intervenire. Ma  noi eravamo disposti a garantirla comunque”.

“Avevamo anche trovato le risorse, nell’ambito dello stanziamento di 500 milioni nel  triennio per la Sanita’ – ha precisato Maroni -, proprio per  garantire che tutti i punti nascita, anche quelli con meno di  500 nati l’anno, fossero in piena sicurezza. Anche in questo caso, volevamo sviluppare un modello innovativo, perche’ per noi il territorio ha un’enorme importanza e le richieste che ne vengono devono per noi essere soddisfatte”. “Purtroppo il Ministero, a volte anche con motivazioni un po’  stravaganti, come il fatto che le donne ne preferiscano alcuni  ad altri, senza motivazioni – ha spiegato il presidente – non ha  voluto darci la deroga”.  ”Trattandosi di un obbligo che ci viene imposto dal Governo – ha detto ancora  Maroni -, non possiamo fare altro che aderire a queste  disposizioni, attuandole. I cittadini devono pero’ sapere che la  decisione e’ stata presa dal Governo e non da noi”.

Non si è fatta attendere la dura replica del Pd Alfieri: ““Maroni non faccia il furbo e si assuma le sue responsabilità. L’organizzazione della sanità è di competenza regionale, non faccia scaricabarile su Roma”. “Come Maroni sa benissimo – spiega –, questa è una decisione presa dal Governo Berlusconi, di cui lui era ministro, poi confermata dall’intesa tra Stato e Regioni. Per la Lombardia l’ok venne dato dall’allora assessore alla Salute il leghista Luciano Bresciani. Nel 2015, su insistenza del Pd, il Governo Renzi ha introdotto la possibilità di prevedere deroghe come nel caso dei presidii di montagna.

Se Maroni avesse voluto, avrebbe avuto tutto il tempo di risolvere la questione rafforzando il reparto di pediatria e dotando l’ospedale di Angera della terapia intensiva neonatale, unico modo per garantire gli standard di sicurezza per la mamma e il bambino. Ed invece, come capita spesso, ha lasciato che le cose accadessero senza prendere le dovute precauzioni. Ora rimedi ai danni fatti esclusiva+mente dai suoi Governi”, conclude.

12 dicembre 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Un commento a “Regione, Chiusura punto nascite Angera, Maroni: colpa del governo. Alfieri: sì, ma il tuo

  1. giovanni dotti - Varese il 14 dicembre 2016, ore 08:22

    La Regione si attiene alle direttive nazionali se e quando le aggrada, altrimenti le ignora. Vedi l’ospedaletto di Cuasso al Monte che il Ministero della Salute aveva messo tra i ‘rami secchi’ da tagliare ma non se n’è fatto niente, anche se costosissimo e fuori mano ed è più utile ai dipendenti che agli utenti. Due pesi e due misure:ce lo vorrebbero spiegare?

Rispondi

 
 
kaiser jobs