Varese

Varese, Festa dell’Immacolata, Sacra Famiglia arriva a S. Giuseppe con l’asinello

san-giuseppeGiovedi 8 dicembre 2016 presso la chiesa e Piazza S. Giuseppe si terrà la tradizionale Festa dell’Immacolata. Una manifestazione a cura del Comitato Organizzatore composto da Vincenzo Bifulco – Presidente – Angelo Antonetti, Luigi Bosoni, Aldo Cappellani, Guido Castelli, Ninì Della Misericordia, Salvatore Farina, Gianfranco Gerosa, Ottavio Lonati, Angelo Monti, Francesco Zanin.

La chiesa resterà aperta per i fedeli dalle ore 8,00 alle ore 19,00 e  le manifestazioni si svolgeranno dalle ore 8,15 alle ore 17,00.

Tra le novità di quest’anno, la più attesa e suggestiva è sicuramente quella relativa all’arrivo in Piazza S. Giuseppe – verso le ore 11,45 -12,00 – della Sacra Famiglia, con asinello, e in costumi dell’epoca.

Il ricavato delle manifestazioni, come sempre, sarà destinato a iniziative di solidarietà verso i più bisognosi.

 

Il programma della Festa dell’Immacolata:

Ore 8,15 – Benedizione lumini votivi

Ore 8,30 – Recita delle lodi

Ore 9,00 – Apertura bancarelle di prodotti locali

Ore 11,00 – Santa Messa solenne, con accompagnamento del coro “Il Grappolo”

Ore 12,00 – Arrivo Sacra Famiglia

Ore 12,15 – Canto delle Laudi, a cura della Prof.ssa Maria Consigli

Ore 16,00 – Accensione “Albero della Pace” e lancio palloncini

Ore 16,30 – Celebrazione Vesperi

Ore 17,00 – Illustrazione storico artistica della chiesa a cura della esperta Elena Ermoli.

Intermezzi musicali di musica contemporanea, eseguiti all’organo.

Alcuni interventi effettuati nella chiesa di San Giuseppe

La voluminosa raccolta dei diari riguardanti le riunioni degli “Scolari di San Giuseppe”, che riguardano gli incontri svoltisi dall’anno 1622 al 1785, ci illustrano sporadicamente anche alcuni interventi effettuati nella chiesa intitolata allo sposo della Vergine Immacolata e che tutt’ora possiamo ammirare.

In particolare due riferimenti meritano di essere ricordati: la sistemazione della balaustra e gli affreschi della Sacra Famiglia, nel coro della chiesa, da parte di Giovanni Battista Ronchelli.

Siamo nell’anno 1643 e, sotto la direzione del priore Andrea Martignoni e del sotto priore Alberto Perabò, gli “Scolari di San Giuseppe” presero la seguente decisione: ” …. ed essendosi tratato per fare fare la balaustra davanti all’altare così han determinato si faccia fare nel modo che segue, cioè la base et cimasa di pietra vecchia il balaustro di marmo bianco et negro et li scalini di brocatello et così hano datto facoltà al signor priore et al sg. sotto priore che stabilischino quello occorrerà.”

L’intervento del pittore Giovanni Battista Ronchelli viene deciso nella riunione del 2 febbraio 1778, come appare nel verbale sottoscritto dai seguenti “confratelli”: Samuele Aronte priore, Giuseppe Antonio Grassini vice priore, Gianbattista Corti maestro dei novizi, Giuseppe Perabò assistete regio, Agostino Sacco tesoriere, Pietro Giuseppe Corti procuratore, Antonio Grassini cancelliere ” … si è deteminato che si debbano fa rinnovare dal sig. Giò Batta Ronchellio Pittore le quattro medaglie sit.e nei cantoni laterali del nostro Coro, che rapresentano una la morte di San Giuseppe l’altra l’aviso dell’Angelo, che fa a S.Giuseppe che dorme, l’altra la B.V. con S. Giuseppe che vanno in Egitto, l’altra S.Giuseppe con la V. ed il Bambino in atto di viagio …”

Giovanni Battista Ronchelli nacque a Castello Cabiaglio il 1° febbraio 1715 da nobile famiglia e mostrò fin da giovane predilezione per la pittura che lo portò a 18 anni a Roma per affinare la tecnica facendo pratica con pittori di pregio. Costretto a causa della morte della madre (1739) ritornò al paese d’origine per dedicarsi ai suoi 4 fratelli più piccoli rimasti soli. Il cuore riesplose in arte affrescando la chiesa di Sant’Appiano in Cabiaglio e molti altri muri appartenenti ad edifici della nostra provincia, alcuni andati perduti come quelli dell’antico Ospedale del Nifontano. La sua presenza operativa in Varese è ancora ben evidente, oltre che nella chiesa di San Giuseppe, nella chiesa di Sant’Antonio Abate alla Motta, a Palazzo Estense e a Villa Recalcati.La seconda parte della vita del Ronchelli fu allietata dal matrimonio e dalla nascita di 5 figli. Quel piccolo borgo di serenità che lo vide nascere, fu teatro delle sue ultime opere d’Arte. I 4 evangelisti della chiesa parrocchiale, con al centro “il discorso della montagna”, furono il suo testamento. Morì il 24 gennaio 1788.

La preziosa presenza delle Suore nella chiesa di San Giuseppe

Fu in occasione del “Settenario dell’Addolorata” dell’anno 1967 che Mons. Enrico Manfredini (Prevosto di Varese dal 1963 al 1969) diede notizia dell’arrivo delle suore, che avrebbero avuto il compito di curare l’adorazione eucaristica, scrivendo in proposito: “… A me è toccata per provvidenziali e felici circostanze la gioia di realizzare l’antica aspirazione comune dei Sacerdoti e dei Fedeli. Una Comunità di suore , le Figlie della Chiesa, si assume l’impegno di curare l’adorazione quotidiana presso la chiesa di San Giuseppe”.

La preziosa ed apprezzata opera delle religiose “Figlie della Chiesa” si protrasse a Varese per ben 41 anni allorchè, nel 2008, l’alta missione di curare l’adorazione eucaristica e di custodire nel contempo la chiesa di San Giuseppe fu affidata alle Suore “Serve di Gesù Cristo” la cui Congregazione è stata fondata nel 1912 ad Agrate Brianza da Madre Ada Bianchi (1875-1945).

Alle tre religiose presenti attualmente a Varese, la Responsabile Suor Bruna Frigoli (da Cremona), Suor Ines Avellini (da Serra Sant’Abbondio, Pesaro-Urbino) e Suor Mariaugusta Croci (da Orsenigo, Como), che operano alla luce del carisma Eucaristia e Apostolato proposto dalla loro fondatrice, i varesini rivolgono la più viva gratitudine per l’impegno educativo alla Fede da loro esemplarmente testimoniato.

Il Campanile del Bernascone

Prossimamente sono previsti interventi manutentivi al campanile di San Vittore (architetto: Giuseppe Bernascone detto “il Mancino”) a seguito di una recente caduta di calcinacci, elementi decorativi che si sono staccati, anche se non esistono danni strutturali all’antica costruzione.

Nell’anno 1977, sia sui quattro lati esterni, sia all’interno del campanile, furono effettuati notevoli lavori manutentivi ed in tale occasione, al fine di coinvolgere i varesini ad un sostegno contributivo dei rilevanti interventi, su suggerimento del suo amico Mons. Pasquale Macchi, il prof. Enrico Manfrini (Lugo 1917 – Milano 2004) realizzò una medaglia, commemorativa dell’evento.

E’ da ricordare inoltre che l’Anello del Pescatore, scelto da Papa Francesco, è un modello, opera di Enrico Manfrini, che lo scultore aveva donato a Mons. Pasquale Macchi.

Lo scultore Enrico Manfrini incontra Paolo VI presente Mons. Macchi

Ringraziamenti del Comitato promotore

Unitamente alla Festa di San Giuseppe (19 marzo), la Festa dell’Immacolata (8 dicembre) rappresenta un momento di aggregazione coinvolgente i varesini da oltre cinque secoli.

In proposito in un articolo di Mons. Carlo Marcora, Dottore dell’Ambrosiana, apparso sulla “Rivista della Società Storica Varesina” del dicembre 1962, è sottolineato che in occasione della Pentecoste, il 20 maggio 1504 “… per mezzo di prete Giovanni Antonio di Masnago e di un gruppo di laici viene eretta la Compagnia dell’Immacolata o di S.Giuseppe”.

Anche quest’anno il ricavato delle manifestazioni sarà destinato a favore di iniziative di solidarietà verso i più bisognosi. Un doveroso ringraziamento al Comune di Varese, nella persona del Sindaco Avv. Davide Galimberti e a tutti coloro che con il loro impegno e la loro partecipazione hanno contribuito alla realizzazione della Festa, al fotografo Rosario Di Maria e al maneggio “LA STAFFA” di Salvatore Farina.

7 dicembre 2016
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