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Regione, Il Pd Alfieri ammette la sconfitta e lancia la sfida per le regionali

Il Pd Alessandro Alfieri

Il Pd Alessandro Alfieri

Sull’esito del referendum interviene anche Alessandro Alfieri, segretario regionale del Pd: “La vittoria del No è un’occasione persa per cambiare la politica e le Istituzioni. Prendiamo atto della volontà popolare e ammettiamo la sconfitta”.

Continua Alfieri: “Tuttavia in Lombardia il Partito democratico da solo ha portato il Sì al 45%, contro il fronte del No che divide il suo 55% tra una schiera di partiti divisi su tutto, dalla Lega a Forza Italia, dal Movimento cinque stelle a Rifondazione comunista.

La nostra sfida per Lombardia 2018 parte da qui, consapevoli di dover lavorare da subito per recuperare consenso nei comuni più piccoli dove si allarga il divario rispetto ai capoluoghi in cui vinciamo o perdiamo di poco”.

5 dicembre 2016
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7 commenti a “Regione, Il Pd Alfieri ammette la sconfitta e lancia la sfida per le regionali

  1. frenand il 5 dicembre 2016, ore 18:53

    dal mio punto di vista Renzi é un grande: ha distrutto il PD/ex PCI

  2. marcello il 5 dicembre 2016, ore 21:07

    Occasione persa……. mi meraviglio di questi dirigente che non hanno nemmeno il buon gusto di fare autocritica, il voto e’ stato pro e contro il governo, incarnato dall’arrogante Renzi, e questi colonnelli lo scimiottano. Quando un partito di sinistra erede del grande PCI si scontra continuamente con il sindacato, fa provvedimenti contro la sua base, fa riforme del lavoro a discapito dei lavoratori stessi, si allea in parlamento con certi personaggi che pretese puo’ avere, la sua base non puo’ che allontanarsi da essi e se necessario rifondare una nuova formazione veramente di sinistra per arginare i populismi crescenti che consegneranno alla destra quella vera del manganello prima o poi il paese

  3. Sergio Capanna il 7 dicembre 2016, ore 14:56

    L’articolo 18 ha colpito come un arrogante boomerang l’arrembante capo del governo.
    Chi è causa del suo mal pianga se stesso, gli altri del suo partito imparino!

  4. a.g. il 7 dicembre 2016, ore 15:03

    Jobs Act, Buona Scuola, Riforma della Costituzione, tanti i passi falsi di Matteo Renzi, che non è sembrato neppure preoccupato della perdita di consensi alle ultime amministrative. E’ il momento di una seria riflessione da parte del Pd per rispondere alle sfide con una proposta all’altezza…

  5. marcello il 8 dicembre 2016, ore 14:30

    Tutto il PD deve riflettere.I militanti di base per primi, facendo espellere tutti i colonnelli che con la sinistra non hanno nulla che vedere, basti guardare la giunta varesina per capire che il PD assomiglia moltissimo al PSI di Craxi che aveva imbarcato nel partito tutti gli affaristi in circolazione.

  6. marcello il 8 dicembre 2016, ore 16:27

    Scusate aggiungo una postilla, Renzi ha detto che se il referendum non passava si sarebbe ritirato dalla politica, voglio sperare che il noto bugiardo, mantenga quanto affermato almeno in questa occasione, liberando il paese di un venditore di fumo che i cittadini non hanno mai eletto e tutti suoi accoliti del giglio magico

  7. Emiliano il 9 dicembre 2016, ore 13:09

    Quale sarebbe la destra “quella vera col manganello”, giusto per curiosità, Marcello?

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