Varese

Varese, Indagine su stili di vita, gli studenti dell’Insubria fotografano l’Italia

Presentata l'indagine al campus

Presentata l’indagine al campus

Salgono disillusione e disincanto: gli italiani sono delusi da politica e sindacati, si accontenterebbero di qualsiasi lavoro: che non piace ma sia pagato bene, che piace ma anche pagato poco, a tempo determinato o indeterminato non conta, l’importante è lavorare e avere un reddito. L’arricchimento non è un obiettivo del presente. I soldi contano poco, si salvano solo gli affetti.

È un quadro poco ottimistico quello che esce dall’indagine sociologica sugli stili di vita “Qualità, Stili di vita e Aspettative della nostra società” condotta, da settembre 2016 su un campione nazionale di oltre duemila soggetti, dagli studenti del corso di laurea triennale in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi dell’Insubria, nell’ambito del corso di Comunicazione Pubblica e Istituzionale, tenuto dal docente Franz Foti.

Il questionario – composto da ventisei domande suddivise in cinque sezioni, che spaziano dalla politica allo sport, dalla sanità ai generi musicali, dal web all’alimentazione – è stato sottoposto a persone di diverse fasce di età, professioni e zone geografiche e i risultati sono stati comparati con analoga indagine condotta nel 2014, con l’obiettivo di individuare giudizi, bisogni, aspettative, tendenze degli intervistati.

Gli ottantadue studenti del Corso di Comunicazione Pubblica e Istituzionale, accompagnati da Franz Foti hanno presentato i risultati alla Biennale di Venezia lo scorso 17 novembre nell’ambito di Gangcity, evento collaterale alla 15ˆ Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, organizzato da Università e Politecnico di Torino per studiare e raccontare i fenomeni socio-culturali legati all’urbanistica; inoltre, con l’ausilio di Consulentia 3.0 gli studenti hanno realizzato un portale web dedicato alla condivisone e presentazione dei risultati della ricerca consultabili attraverso l’indirizzo www.consulentia.academy.

Osservando complessivamente i risultati del sondaggio, nell’analisi condotta dagli studenti: «emerge un quadro preoccupante per quanto riguarda la percezione della politica, del ruolo delle istituzioni, dei sindacati e del sistema sanitario e assistenziale da parte di tutte le fasce d’età e di tutte le diverse categorie professionali. Per quanto riguarda l’occupazione il lavoro a tempo indeterminato non rappresenta più la massima aspirazione delle nuove generazioni: prevale invece la volontà di svolgere una professione soddisfacente a discapito della stabilità lavorativa a livello temporale. Di conseguenza la carriera non rientra fra gli aspetti per i quali viene fornita una sensibile importanza. Questo dato è presente in tutte le categorie, ma con una percentuale molto bassa insieme al denaro.

Gli aspetti prioritari risultano essere invece la felicità nell’ordinaria esistenza, gli affetti e la salute. Sono risultati che rappresentano un riflesso speculare della forte crisi economica che ha investito negli ultimi anni non solo il nostro paese ma l’interno contesto internazionale e che porta le nuove generazioni e i soggetti in attività ad orientare le proprie aspettative verso ambiti differenti, trovandosi di fronte ad un contesto lavorativo saturo e problematico».

«Molto lineare anche il quadro attinente alla percezione del web, considerato da tutte le fasce d’età come uno strumento utile e in grado di alimentare la conoscenza, l’informazione e le relazioni sociali, ma che al contempo potrebbe assorbire tempo eccessivo e assuefazione, provocando dispersione di energie e allontanamento dalla riflessione.

Per quanto riguarda gli aspetti più attinenti agli stili di vita, alle relazioni sociali, ai gusti nel campo della cultura e della cura della persona, la centralità è occupata dal tempo trascorso in famiglia o con gli amici. Le priorità di spesa prediligono il settore dell’abbigliamento e della gastronomia seguiti a breve distanza dai mezzi di locomozione e dalla cultura sostanzialmente a pari merito con le spese dedicate all’acquisto dei mezzi tecnologici. Molto basse in tutte le fasce d’età risultano i viaggi ed infine lo sport, che per tutte le categorie rappresenta l’ultima priorità di spesa con percentuali minime. Il campione registra una vasta apertura nell’evoluzione dei costumi e nella conquista di maggior libertà nelle relazioni affettive e maggior vocazione riformista nell’ambito del ministero sacerdotale e più in generale nella Chiesa Cattolica.

Da segnalare infine un giudizio ambivalente sulle strutture socio-sanitarie che godono di una discreta fiducia da parte degli intervistati sebbene scontino estenuanti lentezze nell’erogazione dei servizi causate da un numero insufficiente di personale. E sempre sul piano della salute, la maggioranza del campione ritiene che la sua prevenzione, godimento e mantenimento dipenda anche dai livelli di informazione e formazione nell’ambito scolastico e soprattutto dalla qualità della vita e dell’ambiente».

1 dicembre 2016
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