Varese

Varese, Il magistrato Gian Carlo Caselli: colpire l’illegalità conviene a tutti

L'intervento di Caselli al Teatro Santuccio

L’intervento di Caselli al Teatro Santuccio

Un incontro con un magistrato che è stato protagonista di stagioni molto difficili del nostro Paese: Gian Carlo Caselli. Dopo l’economista Zamagni, è stato il magistrato a partecipare questa mattina all’incontro organizzato, in occasione del 30° anniversario del Centro Gulliver, al Teatro Santuccio di Varese. Una dialogo interessante, che è stato condotto dalla giornalista Maria Teresa Antognazza. In sala era presente anche il sindaco di Varese, Davide Galimberti.

Tutto è partito da alcune battute sul calcio e sulla grande passione calcistica di Caselli per il Toro. Battute per entrare subito nel merito del tema della legalità e della giustizia. “Osservare le regole è indispensabile, ma non sufficiente per raggiungere la giustizia – ha detto il magistrato protagonista della lotta contro il terrorismo e contro la mafia -. Occorre passare ad un livello superiore all’osservanza delle regole, dando a ciascuno il suo, garantendo una più equa distribuzione delle risorse”.

La giustizia, secondo Caselli, è “un imperativo categorico per il credente, che ‘ha fame e sete di giustizia’”, ma trova la sua traduzione laica nell’articolo 3 della Costituzione italiana, quello che sostiene essere compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli verso la giustizia.

Caselli ha parlato di una “democrazia emancipante”, capace di fare avanzare le persone rispetto alla posizione di partenza. E riguarda anche il magistrato che deve giudicare, applicare la legge avendo come obiettivo la giustizia.

Duro il giudizio di Caselli sulla non osservanza delle regole in Italia, un fenomeno che fa vincere sempre “i più forti, i privilegiati”. I dati citati da Caselli sono emblematici: 335 i milioni di euro che ogni anno vengono prodotti da attività illegali. “Oggi recuperare la legalità – ha dichiarato Caselli – significa recuperare ricchezza, redditi, risorse, e dunque significa compiere un passo avanti per risolvere i problemi nazionali”.

Tra i punti di riferimento di Caselli don Ciotti, don Milani, don Tonino Bello. E un esplicito appello a conciliare Vangelo e Costituzione, “mondi distinti, ma non separati”. Per Caselli “dal Vangelo si possono ricavare punti di riferimento che possono aiutare a trovare le soluzioni più adeguate alle persone concrete”.

 

26 novembre 2016
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