Varese

Varese, “I Colombo…viaggiatori” per i Legnanesi una prima trionfale

Dialogo a tre finale

Dialogo a tre finale

“Prima” varesina del nuovo spettacolo dei Legnanesi dal titolo “I Colombo…viaggiatori” in un Teatro Openjobmetis sold out. Un pubblico partecipe e divertito ha seguito le vicissitudini del mitico terzetto dei Colombo, la Teresa, la Mabilia e il Giovanni, sempre accompagnati dalle altre “maschere” del teatro creato, tanti anni fa, da Felice Musazzi, nonché dagli ineffabili boys che hanno regalato ai varesini alcune lussuose scene da rivista classica all’italiana.

Questa volta i Legnanesi partono per una crociera verso il Brasile. Perché? Perché scoprono che un ragazzino adottato a distanza tanti anni prima, è diventato grande e ricchissimo. Annunciato da don Luigi, che sostituisce un don Pietro ospitato a Venegono Inferiore a godersi la pensione, arriva Gegè, figlio adottivo che pare il sosia di Alvaro Vitali e che giunge all’improvviso nella casa con il cortile dei Legnanesi. Dopo una serie infinita di battute e di litigi tra la Teresa e Giovanni, decidono di partire per una crociera.

Naturalmente la Mabilia, sorella del figlio adottivo, riesce a guadagnarsi un posto di prima donna a bordo della nave, e offre a tutti spettacoli di grande sfarzo, come quello, a tinte brasiliane, in cui anche la Teresa e il Giovanni appaiono in scena in splendidi abiti carioca, per ballare e cantare.

Nel secondo tempo, al ritorno, il terzetto sulla nave da crociera affronta un’asta di quadri di grandi artisti, da Picasso a Modigliani. Ma per un improvviso alterco con alcune signore d’alto bordo, la Mabilia prende a “quadrate” una delle ospiti della crociera. Poi il ritorno, con una bella battuta sul fatto che è bello viaggiare per il mondo, ma non ci si può mai dimenticare il nostro Bel Paese.

Una “prima” dal ritmo incalzante, con qualche imprevisto e qualche battuta non contenuta nel copione, qualche applauso richiesto per adozioni a distanza e i vecchi preti che non ci sono più, ma soprattutto il gusto di recitare in un continuo dialogo con il pubblico, che, come sempre, ha rivolto frequenti applausi ai beniamini. Antonio “La Teresa” Provasio è superbo, capace di mixare dialetto (meglio dire, alla Dario Fo, il suo irresistibile gramelot) e italiano parlato dalla gente comune. Una divertente e divertita Mabilia, ovvero il bravissimo Enrico Dalceri, e un Giovanni interpretato da un Luigi Campisi in grande forma hanno reso una commedia dall’esile trama una serata di virtuosismi e vero divertimento. Ancora qualche posto per le prossime tre repliche.

 

 

25 novembre 2016
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