Varese

Varese, Giornata contro violenza sulle donne, Giulia, 22 anni: donne creature meravigliose

Un momento della Giornata contro la violenza sulle donne a Varese

Un momento della Giornata contro la violenza sulle donne a Varese

Nel corso della cerimonia che si è tenuta ai Giardini Estensi di Varese in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, anche una ragazza ha preso la parola presso alla panchina che è stata verniciata di rosso.

Si tratta di Giulia Riccardi, 22 anni, laureanda triennale in Lettere Moderne presso la Statale di Milano, con la prospettiva di seguire la specialistica in Editoria. Da ottobre Giulia sta svolgendo il servizio civile presso l’Informagiovani di Varese.

Ecco il suo intervento:

“Viviamo in un mondo, un paese, in cui ci si scandalizza meno per l’utilizzo del neologismo “femminicidio” piuttosto che per l’interrogarsi sul se occorra abolire la neutralità di genere nel linguaggio usato al Parlamento.

Mi è capitato di sentire qualcuno lamentarsi per questo, dire che allora dovrebbe esistere anche “ominicidio”, dire che i termini girati al femminile suonano male, dire che se si va avanti così tra poco la situazione sarà capovolta. Nessuno però mi ha mai chiesto di parlare del perché di tutto questo.

Quando si cerca di parlare il più possibile di una tematica in particolare e quando per farlo si inventa una parola nuova, si organizzano eventi e si istituisce una data apposita, il primo problema appare già chiarissimo.

Perché si arriva a tanto? Perché la categoria femminile ha bisogno di alzare la mano e farsi sentire un po’ di più, sentirsi più riconosciuta?

Vorrei non ci fosse bisogno di tutto questo per ricordarsi che le donne sono creature meravigliose, vorrei che nemmeno noi stesse ce lo dimenticassimo mai.

Vorrei che non mi si dicesse di stare attenta la sera in treno, vorrei non vedere la cassa preferenziale al supermercato, vorrei fosse buon senso di tutti, senza bisogno di dirlo, lasciare il posto ad una donna incinta. Vorrei non si dovesse parlare di quote rosa, vorrei non si fosse arrivati quasi a litigare anche per l’ultima vocale di una parola, vorrei smettessimo di apparire come vittime di una categoria indifesa ma per quello che siamo veramente: forti come un tornado, dalle mille risorse e per questo da rispettare.

Quindi invito tutte le donne ad amarsi, sempre, a non dimenticarsi mai il proprio valore. E se quello che si dirà e farà oggi servirà a rendere tutti un po’ più sensibili, beh… Allora il mio augurio è che ci sia un po’ di 25 Novembre in tutti i giorni a venire”.

25 novembre 2016
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