Varese

Varese, Thriller-rompicapo di Bezzon protagonista alla Cena con delitto in Comune

Gli attori mettono in scena il thriller

Gli attori mettono in scena il thriller

Una notte fredda e nebbiosa. Il presidente dei commercianti, il potente Alberto Giardini, scende da una lussuosa auto e, a piedi, si dirige frettoloso e innervosito verso la lussuosa villa di Sant’Ambrogio, dove abita, appartata, la vecchia madre. Strade deserte.

Tutto è circondato da un silenzio assoluto. Fino a quando, all’improvviso, dal buio sbuca un’auto e lo investe proprio davanti al cancello della villa. Il corpo del potente uomo d’affari giace sull’asfalto, nessun testimone, una morte (apparentemente) assurda. Una vicenda enigmatica, con personaggi ben costruiti, mille piste false per ingannare gli inquirenti e pochi indizi distribuiti con estrema parsimonia dall’autore.

E’ questo il cuore di un thriller (preferirei parlare di noir, oggi, in Italia, ma sarebbe un discorso lungo), dal titolo ”Il presidente”, concepito e scritto da Emiliano Bezzon, comandante della polizia locale di Varese, esperto scrittore di trame poliziesche, e tradotto drammaturgicamente da Paola Benelli. Una storia di ordinaria criminalità che non solo è stata presentata, ma messa in scena ieri sera nella splendida cornice di un Salone Estense che, come ha sottolineato il sindaco Galimberti, “è tornata per una sera alla sua vocazione originaria di salone per le feste”. L’occasione per una gustosa “Cena con delitto” benefica, organizzata da Upel (Unione Provinciale Enti Locali), in collaborazione con il Club Lions Varese Insubria, il gruppo di Lavoro Insubrico (Gli) dei Rotary Club e l’Unci, per raccogliere fondi a favore della fondazione Giacomo Ascoli di Varese.

Tante le autorità e le personalità presenti per contribuire alla raccolta fondi e per giocare con il delitto quasi perfetto confezionato dal comandante-giallista: il sindaco Davide Galimberti, il questore Attilio Ingrassia, il procuratore capo a Varese Daniela Borgonovo, il presidente di Upel Marco Cavallin, i direttore della Fondazione Comunitaria del Varesotto Carlo Massironi. Presente anche un bel drappello di giallisti, seduti allo stesso tavolo dell’autore.

Personaggi e situazioni, messe in scena, tra il pubblico, tra un piatto e l’altro firmato da Venanzio, dagli attori della compagnia bergamasca “Teatro Lavori in Corso”. Un meccanismo perfetto, quello creato da Bezzon, un vero rompicapo in cui dentro c’era tutto: tre figli voraci alla ricerca di un’eredità, una moglie tradita, un’amante finta ingenua, un’associazione commercianti messa sotto accusa in uno sferzante intervento del suo stesso presidente. E una squadra investigativa che, passo passo, riesce a ricostruire come si sono svolti i fatti. Ma l’individuazione dell’assassino, ieri sera, era compito dei tavoli, ognuno dei quali aveva un nome prestigioso nell’empireo giallista, da Hercule Poirot a Montalbano, da Guglielmo da Baskerville fino a Sherlock Holmes.

Dopo quattro scene in cui gli attori hanno proposto la trama, ai partecipanti alla cena la sentenza. Al termine di una riflessione di tutta la sala, tra un dolcetto e un caffè, arriva la soluzione. Ma noi qui non la sveliamo. Chissà: il brillante comandante-giallista potrebbe stare pensando a pubblicare “Il presidente” e non vogliamo togliere ai nostri lettori il piacere di scoprire la verità.

 

 

 

24 novembre 2016
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