Varese

Varese, Il no dell’onorevole Pierluigi Bersani fa sold out al Liceo Musicale

 

Un momento del confronto con Bersani

Un momento del confronto con Bersani

Serata di dibattito molto partecipata e con diversi interventi dal pubblico, quella organizzata dal Coordinamento Democrazia Costituzionale di Varese, che ha registrato un sold out prima ancora dell’inizio del confronto. Protagonista Pier Luigi Bersani, una delle spine nel fianco del premier, deputato che, dopo un lungo contrasto sulla riforma, ha deciso di votare e sostenere il no.

Accanto all’ex segretario nazionale del Pd, due esponenti di associazioni che si sono schierate, a livello nazionale, per il no alla riforma Renzi-Boschi: l’avvocato Tullio Montagna, presidente Anpi Lombardia, e Massimo Cortesi, presidente Arci Lombardia. Insomma, esponenti di quella società civile che, pur avendo elaborato posizioni interessanti, non hanno avuto molto spazio e visibilità in questa lunga campagna referendaria.

Prima dell’inizio del dibattito, un invito alla pacata riflessione sui contenuti della riforma è venuto dalla presidente Anpi provinciale di Varese, Ester De Tomasi, che ha ribadito un punto di vista antifascista sulla riforma. Da parte di Mauro Sabbadini, esponente del Coordinamento, la sottolineatura dell’importanza dell’Anpi nella mobilitazione per il no.

Tante le domande poste a Bersani sulla riforma, sul referendum, sul dibattito e i contrasti interni al Pd. Da Bersani l’ammissione di un profondo dissenso sulla riforma del governo Renzi, pur senza rottura: “Siamo figli della nostra storia anche personale. Se, tuttavia, ci fosse una riforma dell’Italicum e l’elezione diretta dei senatori, avrei anche potuto avere una posizione diversa”. Tutto ciò, però, non è accaduta: “Nel Pd non siamo mai riusciti a confrontarci con Renzi, perché ha deciso di procedere verso la riforma a tutti i costi”. Poi un giudizio complessivo sulla riforma: “Siamo ancora un sistema parlamentare, fino a prova contraria. E dunque la governabilità non può solo misurarsi in termini quantitativi. Occorre avere un rapporto reale con la società, deve esserci un equilibrio tra rappresentanza e governabilità”.

Bersani cita Aldo Moro, che cercava di includere nella politica e nelle istituzioni ciò che emergeva nella società. Ma cita anche Calamandrei, l’insigne giurista antifascista, che criticava l’intervento dell’esecutivo sulle materie costituzionali.

Al termine della serata, dopo domande, battute, riflessioni, l’onorevole Bersani chiude dicendo: “Ognuno deve decidere con la sua testa sulla riforma costituzionale. Comunque votiate – ha detto l’ex ministro dei governi di Prodi e D’Alema – siete comunque a casa vostra nel Pd e nel centrosinistra”. E poi: “Se vincesse il sì, considerati i metodi dei vincitori, mi sento meglio stando dalla parte degli sconfitti”.

23 novembre 2016
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