Varese

Varese, Daniele Zanzi fa l’elogio delle piante migranti. “Mettono radici, se ben accolte”

I partecipanti all'interessante convegno

I partecipanti all’interessante convegno

In occasione della Giornata nazionale dell’albero, che si è tenuta ieri 21 novembre, poche le iniziative che si sono svolte nonostante il meteo decisamente avverso. Quella principale si è tenuta ieri sera alla Sala Matrimoni in Palazzo Estense e si trattava di un convegno dal titolo assai curioso “Anche gli alberi migrano”, un’iniziativa organizzata dal Comune con l’Aiapp, l’associazione che rappresenta i professionisti attivi nel campo della paesaggistica.

Promotore più convinto il vicesindaco Daniele Zanzi, che ha presentato il convegno insieme all’assessore all’Ambiente, Dino De Simone (non era presente invece il sindaco, pur annunciato). Un bel convegno, organizzato nel cuore stesso del palazzo comunale, ma non pochi ricordavano le iniziative analoghe organizzate da Zanzi del passato, più “carbonare”, ma che attiravano sempre un pubblico amante del verde e degli alberi. Iniziative organizzate da un Zanzi, fiero avversario del leghismo e dei suoi esponenti.

Come in passato, così ieri sera, Zanzi è partito da una sua convinzione di fondo: “il paesaggio è prima di tutto cultura – ha detto Zanzi -, e non bisogna dimenticare mai che occorre tenere presente il valore dell’umanesimo, senza cui ci resta solo la fredda tecnica”. Ma prima di dare il la alle relazioni, Zanzi ha presentato al pubblico presente “il clone del Piantone”, cioè il clone dell’albero che simboleggia la città giardino e che oggi è davvero malridotto. “Su 100 innesti che abbiamo tentato, ne sono riusciti solo 12, e l’anno prossimo saranno messi a dimora in tutta la città”.

Nel corso del convegno sono state svolte alcune relazioni: le piante non sono dei totem immobili, ma si muovono, sono vitali. Non solo le piante si muovono autonomamente, ma anche “sfruttando” l’uomo e i suoi disegni nei confronti del mondo. Ma ciò che Zanzi ha maggiormente sottolineato, così come i vertici dell’Aiapp, a partire dal presidente nazionale Luigino Pirola, è l’aspetto allegorico del discorso: come ha sottolineato il vicesindaco, “gli alberi migranti, che giungono da fuori mettono solide radici se ben trattati e ben accolti, un principio che ha un valore forte se affermato in una città come la nostra che non brilla per accoglienza”.

Nel corso della serata hanno preso la parola Sara Pivetta, che ha presentato l’iniziativa, e Mario Allodi, che ha proposto un percorso affascinante su alcune piante, dal castagno al platano, dalla mela al mais, rivelando il fittissimo intreccio tra queste piante giunte da fuori e la storia dell’uomo, della cultura, dell’economia. A seguirlo, le parole conclusive di Flora Vallone, che è intervenuta sulla necessità di incentivare lo sviluppo del verde.

22 novembre 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA

17 commenti a “Varese, Daniele Zanzi fa l’elogio delle piante migranti. “Mettono radici, se ben accolte”

  1. Luigi Umberto il 23 novembre 2016, ore 12:55

    Ottima l’iniziativa! Purtroppo però ci sono persone che non sanno cosa vuol dire tenere in ordine il boschetto adiacente l’Ospadale di Circolo…Recentemente, penso su intervento di qualche Assessore sono intervenuti a pulirlo ? tagliando due Stupende Tuie e tralasciando il taglio delle piante morte. Il sottobosco è ricettacolo di immondizia, piccioni morti,i topi circolano indisturbati. Alla mia domanda perchè li hanno tagliati? La risposta è stata: poi diventano alte ! Ho un brutto presentimento, forse i responsabili hanno intenzione di lasciarlo in abbandono per poi giustificare il taglio di tutte le piante per allargare il parcheggio Auto dei dipendenti…

  2. Daniele Zanzi il 23 novembre 2016, ore 17:25

    Evidentemente c’è qualcuno che non accoglie bene gli alberi. Se ci intendiamo sulla localizzazione dell’ area ( a fianco distributore Agip su Viale Borri) vi era un devastante progetto di costruzione poi per fortuna rientrato anche grazie alla Commissione del paesaggio da me presieduta. Mi informo su quanto è successo; su chi ha rilasciato autorizzazioni e su eventuali altri progetti ripresentati nel buco temporale che la revisione ( necessaria ) del Piano di Governo del territorio ha aperto.

  3. Luigi Umberto il 23 novembre 2016, ore 20:48

    Il Boschetto interessato è quello nei pressi del parcheggio Carso…a suo tempo avevo messo a dimora anche la piantina di Faggio da Lei gentilmente donatami in occasione della visita al Parco Villa San Francesco…Per fortuna non è stata estirpata..Quando vi era il Dr. Bergamaschi il Boschetto era sempre ben tenuto, Grazie per la sollecita risposta, colgo l’occasione per ringraziare anche la redazione per aver accolto il mio commento e porgo distinti saluti. Luigi Umberto

  4. marcello il 23 novembre 2016, ore 23:06

    Ma questo assessore De simone lo sa di essere il titolare della tutela ambientale?

  5. Emiliano il 24 novembre 2016, ore 13:09

    Ci si augura che vinca il buonsenso in questa “incentivazione al verde” nella città giardino…
    In molte zone della provincia, purtroppo, si sta notando che certo verde “devasta” il paesaggio proprio “mettendo radici”: è il caso del bambù, pianta letteralmente infestante, che pone gravi problemi d’equilibrio in zone in cui dovrebbero prevalere i castagni, le querce e i faggi…

  6. Daniele Zanzi il 24 novembre 2016, ore 16:57

    Una doverosa precisazione a questo punto visto il fiorire di esperti botanici preoccupati della “pulizia etnica botanica” che qualcuno , consapevole o meno, vorrebbe attuare dei nostri parchi. Una precisazione , doverosa, anche perche’ mi vengono segnalati commenti, atti a seminare odio, da parte di indigeni politici , dediti da tutta la vita ad occupare poltrone e che ora devono finalmente trovarsi un lavoro, che si scoprono ora invece saccenti esperti di botanica dopo aver lasciato la loro laurea nel cassetto per decenni perche’ occupati, magari senza concorso, ad occupare incarichi ben re numerati. L’ albero migrante non e’ una mia invenzione ; a dare il titolo e il tema di riflessione e’ stata AIAPP, nota associazione diffusa su tutto il territorio nazionale e presente da oltre 50 anni che raggruppa gli architetti paesaggisti italiani. Questo tema e’ stato dibattuto in decine di altre citta’ italiane nello stesso giorno. Quindi un iniziativa a carattere nazionale che solo in una citta’ come e’ stata Varese per 25 anni puo’ suscitare polemiche ed offeseprese diposizione.Quindi professionisti riconosciuti, come il sottoscritto, e non di certo persone” deliranti” o spinti da suggestioni politiche. Il titolo richiama l’ indiscussa e indiscutibile presenza di essenze esotiche – asia, americhe, australia , africa, – nei nostri parchi e giardini e che di fatto ne costituiscono l’ ossatura e il pregio. Nessuno auspica invasini straniere di essenze invadenti che possono prendere piede solo negli incolti e non nei parchi curati con amore e competenza.
    La senza senso diatriba tra piante autoctone vs piante alloctone diimostra solo una estrema poverta’ tecnica e una mancanza di argomenti. Chi poi prende surretiziamente a pretesto i temi di una giornata di festa condivisa dovrebbe solo renderai conto che sta seminando odio e rancore

  7. Emiliano il 25 novembre 2016, ore 13:42

    “Nessuno auspica invasioni straniere di essenze invadenti che possono prendere piede solo negli incolti e non nei parchi curati con amore e competenza.”

    Benissimo. Qualunque professionista riconosciuto faccia allora un giro per la provincia e veda che danni sta facendo il bambù per le strade e per i boschi, di cui molti ormai ingovernabili vista la mancanza di professionisti (cioè boscaioli) che se ne occupano regolarmente. E’ sufficiente piantarli nel proprio giardino affinchè ce li si ritrovi lungo le strade nel giro di 1-2 anni… Invito all’esempio pratico dando un occhio ad alcuni tratti della pista ciclabile che collega Ghirla a Cunardo, a fianco del torrente Margorabbia. E non è certo l’unico esempio. Chi li pianta andrebbe sanzionato pesantemente.
    Inoltre, se a fianco di un parco (non importa se “cittadino” o “naturale”) “curato con amore e competenza” sciaguratamente vi fosse una proprietà in cui si trova appunto una di queste essenze invadenti che si farebbe?
    A Varese e altrove ci sarebbero da demolire molti fabbricati deturpanti e cadenti per farci anche begli angoli verdi, purchè sia fatto – appunto – con buonsenso e con speci adatte “a farsi curare”. Al tempo stesso, fare nuovi “parchi” in una città soffocata da traffico e inquinamento sembra più cattiveria che amore verso il verde stesso.

  8. ombretta diaferia il 25 novembre 2016, ore 14:54

    L’accusatore di turno forse scorda che il nostro vicesindaco Zanzi ha sempre sostenuto la teoria del terzo paesaggio, da buon professionista.
    Oltre a non essersi tirato indietro quando la cittadinanza insorse per le false scelte “filologiche” di assessori che non conoscevano neppur gli assunti del proprio mandato., ma usavano il proprio ruolo per propagande d’altri livelli. (Carta canta!)
    De Simone, per chi lascia andare i polpastrelli sulla tastiera senza usar prima l’apice più importante di cui è dotato, è stato il primo cittadino ad esporre la bandiera contro l’inquinamento, decenni fa.
    Assessorato alla sostenibilità e tutela ambientale significa armonizzazione tra uomo (infatti recita anche Benessere e Sport) e ambiente che ci dà vita.
    In quell’area l’ultimo dei problemi, infatti, è proprio colui che è stato incaricato solo cinque mesi fa, ma che da sempre lavora per l’ambiente!

  9. Giulio Gianelli il 25 novembre 2016, ore 17:40

    Scusi, signora Diaferia, ma lei è al servizio dell’attuale giunta comunale, per caso?

  10. ombretta diaferia il 26 novembre 2016, ore 06:07

    Mi perdoni, egregio signor Gianelli, se son per lei causa di tal risveglio improvviso!
    Cinque mesi or sono, la cittadinanza ha espresso chiaramente di volere affidare la propria vita quotidiana ad azione fattiva, spostando sui banchi dell’opposizione chi ha svilito le nostre vite con 23 anni di torpore e inazione.
    Non tema quella luce che filtra nella caverna: sono la stessa che fino a cinque mesi liquidava con un vuoto “contro”, solo perché totalmente indipendente ed esclusivamente al servizio del prossimo suo senza alcun “tornaconto”.
    Mi scuso per averla risvegliata in maniera sì brusca e inattesa, tanto da meritarmi i suoi offensivi e pigri dubbi. Son spiazzata io per prima di potermi permettere il lusso di dedicarmi serenamente alla mia impresa senza sprecare tempo, danaro ed energie nel difendere me da vili aggressioni e minacce e il nostro patrimonio ambientale e culturale da politiche scellerate e distruttive. Sempre al servizio del prossimo mio.

  11. Giulio Gianelli il 26 novembre 2016, ore 10:48

    Cara Diaferia,
    quanta retorica! Proprio quello di cui abbiamo bisogno oggi…

  12. ombretta diaferia il 26 novembre 2016, ore 17:30

    Caro Gianelli,
    mi illumini sui bisogni attuali.

    (per inciso se si riferisse a “l’arte del parlare e dello scrivere in modo ornato ed efficace” le segnalo che la mia pratica quotidiana annovera trent’anni di scrittura come pane e dodici da editore, come pompanatico. ma questo nulla centra con la mia concreta azione di vita, per nulla retorica, appunto!)

  13. marcello il 26 novembre 2016, ore 18:43

    Che faccia l’avvocato d’ufficio di un assessore invisibile’ tante’ che in tutte le questioni ambientali ci sta il vice sindaco, e’ affar suo e non le rende certo un servizio. Che poi sia stato l’unico e il primo a porre questioni ambientali e d’inquinamento fa solo ridere

  14. Giulio Gianelli il 27 novembre 2016, ore 11:24

    I bisogni attuali, cara Diaferia?
    1) sicurezza, che non ce n’è;

    2) pulizia (nonostante i proclami il centro di Varese sporco ed il mattino, in alcune zone, come ad esempio, Corso Moro, Via Vittorio Veneto, Piazza Repubblica, è quasi una cloaca)

    3) reale attenzione al verde: TUTTE le piante di via Rossi sono state tagliate; TABULA RASA anche in Via Gasparotto, presso le ferrovia, ma nessuno ha gridato a gran voce, questa volta;

    4) maggiore interesse al SOCIALE perchè la povertà anche a Varese è aumentata presso le famiglie italiane (si informi presso la CARITAS, che senza dubbio, la illuminerà d’immenso)

    5) un progetto serio verso la cultura perchè l’assessore Cecchi non c’è mai e sembra disinteressarsi di tutte le attività cittadine organizzate a Varese, (giacchè non è mai presente): attendiamo l’oracolo del prossimo 5 dicembre che sarà la medesima fuffa di sempre, date le premesse…

    6) maggiore chiarezza, da parte dell’attuale amministrazione sull’eventuale patto contratto con la Lega Civica, soprattutto ora che c’è in aria la questione del Molina (secondo l’uscito Andrea Bortoluzzi, come ha affermato, il patto c’è…)

    7) risposte concrete ai commercianti che non si sono detti troppo soddisfatti anche dell’area pedonale di P.zza Giovine Italia, sebbene la colpa sia anche loro perchè dovrebbero sapere che oggi la gente andrebbe anche al gabinetto con l’auto e 50 posti in più in Via Bernardino Luini sono una briciola…

    8) problemi notturni in Piazale Kennedy:

    9) furti vari a Giubiani più volte anche in chiesa;

    10) questuanti ad ogni angolo di strada;

    11) birraioli ubriachi (bianchi e di colore) tra piazza XX settembre, le stazioni, Viale mIlano, dove, già alle 18,00 2 donne su 3 non si recano più bemmeno all’UPIM da sole per paura…

    Continuo? Ne ho già elencate abbastanza…

    E Lei si mette a fare discorsi sui massimi sistemi…ma va là, va là…

  15. ombretta diaferia il 28 novembre 2016, ore 07:28

    Ringrazi che in soli cinque mesi la nuova amministrazione abbia compreso i problemi di una città scempiata per 23 anni di scellerato governo.
    Se ne faccia una ragione: l’elencazione delle sue lamentazioni in 11 bisogni dovrebbe rivolgerle ai rappresentanti del passato. Quelli attuali stanno affrontando concretamente ciò di cui lei si accorge solo ora.
    Terapeuticamente lo sfogo è un primo passo, ma se mai lei avesse mai avuto una minima conoscenza della città e un minimo di amore non avrebbe consentito tal situazione.
    Il suo livore parla solo della perdita di un tornaconto: dall’1 al 11!
    Butta la carta delle caramelle dal finestrino dell’auto, da cui discende solo in garage?
    Il suo pseudonimo crepuscolare, la retorica e i massimi sistemi continuano a risultare inappropriati a commento di un articolo sulla cultura ambientale, ormai imperante in città.

  16. Giulio Gianelli il 28 novembre 2016, ore 10:13

    Boh, se Lei vede “concretezza” è un problema suo.
    Quanto allo pseudonimo crepuscolare, ho visto che si è bene informata, ho la fortuna di chiamarmi proprio come il poeta, né più, né meno.

  17. marcello il 28 novembre 2016, ore 17:39

    Nessun problema se si butta le carte delle caramelle dal finestrino e altri rifiuti, qualche assessore organizzera’ la giornata di puliamo la citta’ e i bambini faranno pulizia con migranti e varie organizzazioni ambientaliste con vin brule’ e tante foto ricordo,tutte cose innovative che non si son mai viste

Rispondi

 
 
kaiser jobs