Varese

Varese, Galimberti in Consiglio, Adp piazza Repubblica, la grande impasse

Un momento dell'intervento del sindaco in Consiglio ieri sera

Un momento dell’intervento del sindaco in Consiglio ieri sera

Dopo una lunga seduta sulla riforma costituzionale e il referendum prossimo venturo, con consiglieri che sono intervenuti su complessi temi politico-istituzionali, gli ultimi dieci minuti del Consiglio comunale di Varese di ieri sera sono stati dedicati al fumoso progetto di piazza Repubblica a Varese. Ad intervenire il sindaco Davide Galimberti, che ha fatto il punto sull’Accordo di programma. Un intervento che il primo cittadino ha invocato al più presto, ma su cui neppure lui si è sentito di fare previsioni certe sulla tempistica. Anche se l’auspicio è stato quello di “fare partire i lavori nella piazza alla fine della prossima estate”, ascoltando il sindaco ieri sera l’impressione è che l’intervento urbanistico su piazza Repubblica sia in mare aperto.

L’approccio è stato sul piano della sicurezza: è infatti sotto gli occhi di tutti il degrado che caratterizza Stazioni e piazza Repubblica. “Una concentrazione di persone in luoghi degradati favorisce l’aumento della insicurezza”, ha detto il sindaco. Da qui la necessità di intervenire urgentemente nelle due zone, come è stato ribadito nel recente tavolo sulla sicurezza in Prefettura.

Piazza Repubblica, ha ricordato Galimberti, è al centro di un Accordo di programma. In particolare Galimberti ha rimarcato l’importanza del primo lotto, quello che riguarda Caserma e piazza. “Per quanto riguarda il primo lotto dell’intervento, relativo a caserma e piazza, era stato assegnato il progetto ad un professionista già lo scorso anno, ma di fatto, da allora, la situazione è ferma”. Non solo: ieri sera Galimberti ha rimarcato che per procedure, consolidamento caserma ed eliminazione gradoni, è già stato speso un milioni e 600 mila euro, e questo “senza alcun ritorno per la sicurezza e per il gradimento della vista”. Uno stop che Galimberti ha attribuito alla mancata  convocazione del Collegio di Vigilanza, più volte auspicato, ma che il Pirellone non ha riunito. Un messaggio che Galimberti avrebbe voluto indirizzare al consigliere-presidente Roberto Maroni, che però ieri sera non era in aula in seguito al lutto che lo ha colpito.

Per quanto riguarda il secondo lotto, quello relativo a nuovo teatro e comparto di via Ravasi (il Collegio Sant’Ambrogio), c’è il fatto che nel frattempo è stato approvato un nuovo Codice degli Appalti, provvedimento piuttosto controverso (basta ascoltare il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Piercamillo Davigo), per capire che anche il secondo lotto va completamente rivisto. “Occorre un aggiornamento e una revisione dell’Accordo – ha sottolineato Galimberti -, ma questo non pregiudica l’intervento sul primo lotto”.

Insomma, progetto in alto mare, per cui è impossibile fare previsioni e nutrire granitiche certezze.

 

 

18 novembre 2016
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