Varese

Varese, Il presidente Vincenzi ribadisce il sì dei Sindaci sul bilancio

Il presidente Gunnar Vincenzi

Il presidente Gunnar Vincenzi

E’ polemica sul parere dell’Assemblea dei Sindaci rispetto al bilancio preventivo di Villa Recalcati. E mentre le minoranze convocano una conferenza stampa che si annuncia infuocata per domani, il presidente Nicola Gunnar Vincenzi prende la parola.

«Sono stupito delle notizie apparse sulla stampa relative all’Assemblea dei sindaci di ieri sera che hanno ripreso esclusivamente la posizione delle minoranze. La legge Delrio parla chiaro: per esprimere il parere – obbligatorio, ma non vincolante – al Bilancio, è necessario che partecipino al voto almeno un terzo dei Sindaci, che rappresentino la  maggioranza  della popolazione complessivamente residente (art.1, comma 55 L56/2014). Ieri sera hanno partecipato al voto 122 sindaci su 139 e che rappresentavano il 95,27% della popolazione. Quorum quindi ampiamenti centrati.

Risultato: 63 Sindaci a favore, 8 astenuti e 51 contrari. Il parere è quindi favorevole. La polemica secondo la quale i 51 Sindaci che hanno votato no, rappresentano lo 0,63% in più rispetto ai favorevoli, fa parte della dialettica politica, che rispetto, ma nella quale non voglio assolutamente entrare. Dico solo che in sede di presentazione e di votazione nessun Sindaco, che ha votato contro, ha contestato l’impianto e le voci di bilancio.

Ciò significa che tutti hanno compreso la scelta coraggiosa e non certo scontata che questa amministrazione ha fatto nel voler evitare a tutti i costi il fallimento, che si sarebbe scaricato su tutti i Comuni e i cittadini. Per questo domani il Consiglio provinciale approverà definitivamente il Bilancio di previsione 2016 e con la delibera mi recherò a Roma presso il Ministero dell’Interno per tentare di salvare la Provincia dal dissesto e far approvare il Piano di rientro decennale.

Lo farò a nome di tutti i Sindaci, senza distinzioni di parti o di partiti. In questi due anni la mia amministrazione, a costo di sacrifici enormi, ha già ridotto di 10 milioni di euro il debito che mi sono trovato sulla scrivania e che, come tutti ben sanno, abbiamo ereditato dalla gestione precedente».

17 novembre 2016
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