Varese

Varese, Al Lavit si scopre la maglia ASD Rugby Varese firmata da max fONTANA

magliaSarà ancora lo Spazio Lavit di Via Uberti, 42 a Varese il teatro di presentazione della nuova maglia seniores 2016/2017 dell’ASD Rugby Varese lunedì 21 novembre dalle ore 19. E’ ormai da quattro anni che la società di Via Salvore ha deciso di affidare il disegno della maglia della prima squadra ad un artista varesino. Iniziativa nata dalla forte volontà di Stefano Malerba, ex presidente biancorosso, coadiuvato da Alberto Lavit, che inquadra e suggerisce gli artisti migliori per sposare la causa biancorossa. “Stefano ha avuto un’idea lungimirante nell’unire arte e sport” ha commentato Francesco Pierantozzi, presidente dell’ASD Rugby Varese

“E’ un’iniziativa innovativa avere un’opera d’arte sul campo da rugby che fin dall’inizio è stata sposata dal consiglio direttivo. Naturalmente, trattandosi di opere d’arte, genera diversi stati d’animo in chi le indossa e in chi le guarda, però ci fa distinguere e fa sì che possiamo esportare l’arte della nostra provincia in un modo mai usato prima d’ora.”

Nella stagione 2013/2014 è stato Marcello Morandini, il primo a disegnare la maglia: linee essenziali e geometriche, com’è lo stile dell’artista, mantenendo il rosso della squadra. Poi il testimone è passato a Silvio Monti, artista contemporaneo che ha messo la  palla ovale, simbolo della società biancorossa (E’ una palla da rugby quella al centro del logo dell’ASD Rugby Varese), al centro dell’opera; la scorsa stagione è stato infine il turno di Luca Lischetti, che ha riportato con le sue figure stilizzate un maori sulla divisa biancorossa mentre si appresta ad effettuare la Haka, danza tipica degli All Blacks. Anche Bebe Vio, campionessa del Mondo in carica ed oro olimpico nel Fioretto Individuale a Rio 2016, ha disegnato la maglietta indossata la scorsa stagione dai piccoli del minirugby, bianca con macchie di fango come le hanno consigliato i piccoli rugbysti biancorossi.

Quest’anno l’onere della divisa è ricaduto su max fONTANA che va controcorrente già dal nome: max fONTANA, scritto proprio così, questa la firma, il Tag come dicono i graffitari. Rivendica la sua originalità rispetto al paesaggio pittorico attuale e la sua autonomia dai movimenti. Sa che l’arte aiuta a capire la condizione in cui viviamo, ma anche che può piacere e divertire. Lo si capisce dai suoi quadri. Uno li guarda e dice: che belli. Pieni, anzi ridondanti di colore, meglio se pastellato ed a tratti anche shocking: rosa, azzurri, verdi, gialli, viola, rossi… Le sue immagini vengono dall’informazione visiva, poi le colora con le cromie più primaverili, le reinterpreta attraverso i nostri sogni dell’infanzia. Ci scrive anche delle storie, li fa diventare quadri- scritture. Permettono la ricostruzione e l’interpretazione del passato, la visione del presente, la prefigurazione del futuro. La mano che li traccia è lo strumento di uno dei più antichi e ra- dicali bisogni dell’uomo. Realizza un’attività  magico-religiosa ma anche tecnico-pubblicitaria, istinto e raffinato mestiere, libero gioco e mezzo di comunicazione.

max fONTANA ha esposto a Roma, Londra, Lugano, Milano, Lecce, Locarno, Mantova, Venezia, etc. ha eseguito Live Painting con Max Laudadio, Paolo Migone, Atelier Vidocq e con Paolo Frattini Trio.

16 novembre 2016
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