Varese

Varese, Galimberti parla della vittoria di Trump e sostiene il sì al referendum

Davide Galimberti

Davide Galimberti

La vittoria del candidato repubblicano, Donald Trump, scatena commenti e giudizi. A Fb affida il suo commento il sindaco di Varese Davide Galimberti, che esprime un giudizio ben poco critico nei confronti del magnate al governo, riuscendo anche a sostenere il sì al referendum italiano: “Quanto accaduto negli Usa conferma che i cittadini guardano più alla concretezza dell’oggi che al sogno del domani o alla nostalgia del passato. Il sì al referendum del 4 dicembre consente di modernizzare un Paese che ha bisogno di cambiare e snellire i tempi delle decisioni”.

Non molto dissimile la reazione del vicesindaco Daniele Zanzi: “Io non ho mai sopportato la Clinton, preferisco Trump. Sono stato molte volte negli States, conosco più della metà degli Stati americani, e Trump rispecchia lo spirito e il modo di vedere dell’America profonda. Anch’io mi schiero più con i repubblicani che con i democratici”.

Reagisce all’elezione anche il segretario regionale del Pd, Alessandro Alfieri, che appare più critico, ma non più di tanto: “”Il popolo americano ha deciso di dare la propria fiducia ad una candidatura di totale rottura. Non si possono fare parallelismi tra America e Europa, ma dobbiamo far tesoro della lezione. Il profondo malessere sociale che ha investito le società occidentali è un chiaro avvertimento per tutti. Il populismo lo si combatte solo con l’innovazione: se si pensa di  affrontarlo con le ricette del passato si viene travolti”.

Interviene anche il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo: “Trump ha interpretato meglio la sensibilità delle persone: in un recente viaggio negli Stati Uniti avevo colto che Trump, vincitore di tutti i confronti in cui era dato per sconfitto, era riuscito a ribaltare i pronostici perché aveva saputo capire di più il disagio della classe media, dando voce ad un malcontento che oggi non c’è solo negli Stati Uniti, ma che c’è anche in Europa e in Italia” è il commento del Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo che questa mattina ha partecipato, su invito dell’ambasciatore e console generale degli Usa a Milano Philip T. Reeker, alla colazione organizzata all’hotel Gallia di Milano in occasione delle elezioni americane. “Oggi il compito di chi fa politica è saper dare risposte concrete a questo malcontento. Mi auguro che Trump possa dimostrare di essere un grande presidente come è stato in passato con Reagan, ma certo mi domando chi in Italia possa interpretare il disagio della classe media come ha saputo fare Trump”.

 

9 novembre 2016
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10 commenti a “Varese, Galimberti parla della vittoria di Trump e sostiene il sì al referendum

  1. marcello il 9 novembre 2016, ore 15:38

    Incredibili dichiarazioni da parte degli esponenti del PD, ADESSO VOGLIONO FAR CREDERE CHE GUARDAVANO CON OCCHIO BENEVOLO TRUMP. Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sul voto del referendum credo che queste dichiarazioni faranno aprire gli occhi agli indecisi Pinocchio docet. Per quanto riguarda il vice sindaco non ci sono dubbi, dice il vero lui e’ sempre stato di destra quindi nessuna novita’nelle sue dichiarazioni. Dovrebbe essere il segratario del PD cittadino a stigmatizzare certe prese di posizione.
    Comunque speriamo in un cambiamento radicale anche in Italia che spazzi via tutta questa vecchia politica mascherata da nuovo

  2. Daniele Zanzi il 9 novembre 2016, ore 17:32

    Egr sig Marcello, sempre pronto, lei, a cogliere l’ attimo fuggente dell’ inutile polemica e a semplificare . Le mie affermazioni sulla questione americana erano inserite in un discorso più ampio che è’ riduttivo sintetizzare in due righe di pensiero. Avevo dichiarato da tempo e da profondo e radicato conoscitore della realtà americana, quella vera e profonda, che Trump avrebbe vinto perché la Clinton con i suoi trascorsi, il suo operato, la sua indubbia antipatia era invisa a molti americani e nei fatti sarebbe stata un pessimo presidente. Il discorso sarebbe lunghissimo e non voglio essere frainteso . L’ argomento non può essere liquidato con battute o con l’ assunzione di acritiche posizioni o peggio ancora con insulti . In verità l’ America ci ha fornito un esempio di democrazia, piaccia o non piaccia il risultato finale di una consultazione. Destra e sinistra sono in questo caso argomenti stucchevoli e discriminatori che semplificano processi complessi. Sono abituato a pensare con il mio cervello e non con quello dell’ appartenenza. Con queste assurde classificazioni che lei continua a perpetuare abbiamo avuto ” anni formidabili ” in cui una intera generazione ha finito per spararsi contro e ha seminato odio e divisioni

  3. Alessandro Grande il 9 novembre 2016, ore 18:10

    Appunto Trump ha interpretato la sensibilità delle persone come dice Cattaneo, oppure come afferma Galimberti, “i cittadini guardano più alla concretezza dell’oggi”.
    Certamente, allora, nè Galimberti con il duo codazzo di soldatini (si vedano i rappresentanti della sua lista e quello di “Varese 2.0″) nè Renzi (visto che scomoda il referendum) con gli altrettanti suoi soldatini, rappresentano la concretezza verso le reali esigenze dei cittadini.

  4. marcello il 9 novembre 2016, ore 19:05

    Lei sig Zanzi e’ un veggente aveva gia’ previsto questo risultato contro ogni pronostico e sondaggio del giorno prima del voto,dove nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla vittoria di Trump,nemmeno i repubblicani suoi compagni di partito.Osservare ed esprimere una opinione non significa fare dell’inutile polemica, a meno che Lei ritiene che chi non e’ allineato al suo pensiero, non abbia questa possibilita’ Quella stagione che Lei evoca era marcata da profonde ingiustizie sociali, ancora non risolte, forse oggi ancor piu’ profonde, basta guardare la perdita dei diritti allora conquistati e l’impoverimento anche dei ceti medi, la disoccupazione galoppante e le famiglie in grave stato di disagio, il tutto mentre si trova al governo un partito che si richiama ai valori della sinistra italiana. Non credo che lei sia il solo ad usare il proprio cervello, lo fanno anche chi appartendo ad uno schieramento ne condivide i valori e li difende, senza rimodularli a seconda delle convenienze.La saluto e da parte mia evitero’ di commentare nel bene e nel male ogni sua presa di posizione che verra’ pubblicata in questo giornale che visiono con interesse ogni giorno.

  5. franco Giannantoni il 10 novembre 2016, ore 09:18

    Caro Direttore, dato atto che ciascuno in modo legittimo in democrazia può esprimere il proprio giudizio, ricordo a me stesso i “valori” su cui Trump ha condotto la sua campagna elettorale: protezionismo, isolazionismo, populismo (dopo di che sulla carta si pone il fascismo), sessismo,esaltazione delle armi, ecc ecc.Potrebbe bastare. Aggiungo qualche scampolo dell’interrvento dell’ingegner De Benedetti mercoledì sera a “Otto e mezzo” condotto sulla “7″ dalla Gruber. imbroglione, con una borsa di 200 milioni di dollari e semmai miliardi di debiti. callido evasore fiscale. De Benedetti ha sintetizzato il tutto segnalando che una grande azienda USA produttrice di acciaio in borsa é volata del 20% mentre un’altra, produttrice di pale eoliche, é scesa del 20%. In filigrana dietro quel ritrattino c’è il perfetto l’identikit del neo Presidente. Cordialità, Franco Giannantoni

  6. Emiliano il 10 novembre 2016, ore 13:18

    Il voto americano odiermo mi ricorda tanto la “famosa” tornata italiana del 2006, in cui ogni sondaggio dava stravincitore in partenza Romano Prodi contro Silvio Berlusconi… chi ha buona memoria sa come andò a finire, col successo sì del primo, ma per un pugno di voti.
    Ma potrei ricordare, ancor prima, l’anno in cui il PCI di Berlinguer doveva stravincere le elezioni, demolire la DC, e se ne tornò a casa con le pive nel sacco. O ancora quando l’Unità pubblicò in prima pagina la vittoria dell’avversario di Bush jr. il quale vinse a man bassa.
    I sondaggi sono sogni fatti da sognatori… ma la realtà è sempre un’altra.
    E ci ricadono sempre, fanno quasi tenerezza…

  7. Emiliano il 10 novembre 2016, ore 13:23

    Trump non ha mai rimontato e la Clinton non è mai stata avanti coi voti: solo gli stupidi possono crederci, visto che abbiamo assistito a un film già visto.
    E’ stata la solita propaganda per far credere fosse così, come se il farlo potesse cambiare le cose.

  8. Cesare Chiericati il 10 novembre 2016, ore 16:32

    I media nazionali raccontano stucchevolmente da anni sempre la stessa America, quella delle élite, delle grandi università, delle televisioni e dei social, luccicante e pimpante. E a furia di raccontarla credono che esista solo quella. Qualche film, peraltro relegato nei locali di culto, narra invece quella vera, l’America profonda delle diseguaglianze economiche, dell’isolamento, chiusa, diffidente e puritana. Improvvidamente definita dalla Clinton come quella dei “deplorables”, i miserabili. E’ stata questa a decretare il successo di Trump contro ogni previsione “politicamente corretta”. Con tutti i rischi del caso correttamente elencati da Franco Giannantoni.

  9. Emiliano il 10 novembre 2016, ore 22:40

    Mi chiedo con che faccia il Re d’Italia De Benedetti accusi chicchessia con quello che ha combinato in vita sua… a proposito di vergogna. E mi chiedo con che faccia lo si possa citare come moralista giudicante o esempio positivo…

  10. Emiliano il 11 novembre 2016, ore 13:15

    Se poi qualcuno volesse spiegarmi cosa centrano il fascismo e Trump mi piacerebbe farmi quattro risate. Grazie in anticipo.

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