Varese

Varese, Serata morselliana con la scrittrice Cristina Bellon alla Montanari

Cristina Bellon

La scrittrice Cristina Bellon

 

“Mi sono conosciuto nel sogno”. La citazione dal “Diario” Guido Morselli è il claim della serata che si svolgerà lunedì 7 novembre a partire dalle ore 20,45, all’interno della Sala Montanari di Varese via dei Bersaglieri 1. Si tratta del primo appuntamento delle “Pagine d’inverno”, una rassegna di conferenze, incontri, presentazioni di scrittori, organizzata dall’associazione “Cantine Coopuf”.

Nel corso della serata sarà annunciata la IX edizione del Premio letterario Guido Morselli, con anticipazioni e interessanti novità, dedicato allo scrittore bolognese ma varesino d’adozione, autore del capolavoro “Dissipatio H.G.”.

La serata proseguirà, seguendo il filo della ricerca del sogno e di noi stessi, con la scrittrice varesina Cristina Bellon che presenterà il suo ultimo romanzo “L’uomo che non sono”, edito da Cairo. Al suo fianco, ci sarà Marco Garavaglia, vice direttore generale della casa editrice Cairo, attento a comprendere i sogni dei lettori, sempre più confusi da disorientanti campagne di marketing editoriale.

Aveva ragione Morselli: nel sogno ci ritroviamo e ci riconosciamo tutti, anche Giovanni Tosi, il protagonista de “L’uomo che non sono”: quarantacinquenne moderato che, dopo la separazione, torna nel paese di campagna dove è nato, portando con sé il cane Baffo. Al paese ci sono gli amici di sempre, ma anche la solitudine, che sente quando torna a casa e si chiude la porta alle spalle. E quando Beppe, il suo migliore amico, decide di togliersi la vita, qualcosa in lui esplode. E non è solo il dolore.

E’ proprio davanti a uno specchio che Giovanni Tosi inizia una metamorfosi. Come scrisse Morselli nel suo diario, il 18 novembre 1943: “E’ necessario guardarsi allo specchio. Bisogna “vedersi” ogni tanto; per conservare pieno e reale il senso di sé, bisogna che almeno una volta al giorno ritroviamo le nostre sembianze”. Anche Tosi si guarda, si scruta, ma non si piace. Inizia così una lotta interiore contro la dura disciplina, fatta di doveri, di codici di condotta, dapprima imposti dall’esterno, poi interiorizzati e ora rielaborati. Ma c’è il rischio che la lotta, nell’affermazione di sé, possa trasformarsi in una corsa che non abbia un fine che nell’essere sempre davanti. Un primeggiare su tutti gli altri in una gara in cui esiste solo un movimento ininterrotto, all’inseguimento di emozioni forti, come il sesso, la droga e i guadagni facili.

Si preannuncia una calda “pagina d’inverno”, che unirà letteratura, psicologia e mistero, e che conferma un claim avvincente: tutti ci riconosciamo nel sogno.

2 novembre 2016
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